MILANO - Giornata di sofferenza al Nasdaq, fin dalla fase di pre-mercato, per le azioni della Tesla che vedono i minimi del gennaio 2018.
L'azione, che da inizio anno ha ceduto oltre il 12%, risente del declino subito dalle consegne del gruppo nel primo trimestre del 2019. Tra gennaio e marzo le vetture del gruppo arrivate nelle mani dei clienti sono state 63.000, quasi il 31% in meno delle 90.966 consegnate nello stesso periodo del 2018. Gli analisti si aspettavano quota 76.000.
Tesla ha dato la colpa ai problemi distributivi in Europa e Cina, dove ha consegnato per la prima volta la model 3. Negli Usa, dove quel modello di vettura fu introdotto nel 2017, ha pesato il venire meno degli incentivi fiscali. Tra l'altro, le consegne complessive della model 3, pari a 50.900 unità, hanno a loro volta deluso gli analisti che se ne aspettavano 51.570. Il gruppo guidato da Elon Musk ha confermato le stime per le consegne di gruppo del 2019, pari a 360.000-400.000.
Tesla tuttavia ha detto di aspettarsi un "impatto negativo" sui profitti per via di "volumi di consegna più bassi delle stime" e del taglio dei prezzi annunciato a inizio anno.
Questo significa che l'azienda chiuderà il primo trimestre in perdita, cosa già anticipata da Musk il mese scorso. Il ceo ha però detto che l'azienda "ha finito il trimestre con cash sufficiente a disposizione". I dettagli però non sono stati dati. Il 2018 era terminato con 3,7 miliardi di dollari di contanti.
Mentre il mercato digerisce le ultime notizie sul gruppo, a New York un giudice oggi valuterà se alcuni tweet recenti del vulcanico proprietario abbiano violato il patteggiamento siglato lo scorso settembre con l'autorità di Borsa Usa (convinta che l'ad non abbia rispettato gli accordi presi).
L'azione, che da inizio anno ha ceduto oltre il 12%, risente del declino subito dalle consegne del gruppo nel primo trimestre del 2019. Tra gennaio e marzo le vetture del gruppo arrivate nelle mani dei clienti sono state 63.000, quasi il 31% in meno delle 90.966 consegnate nello stesso periodo del 2018. Gli analisti si aspettavano quota 76.000.
Tesla ha dato la colpa ai problemi distributivi in Europa e Cina, dove ha consegnato per la prima volta la model 3. Negli Usa, dove quel modello di vettura fu introdotto nel 2017, ha pesato il venire meno degli incentivi fiscali. Tra l'altro, le consegne complessive della model 3, pari a 50.900 unità, hanno a loro volta deluso gli analisti che se ne aspettavano 51.570. Il gruppo guidato da Elon Musk ha confermato le stime per le consegne di gruppo del 2019, pari a 360.000-400.000.
Tesla tuttavia ha detto di aspettarsi un "impatto negativo" sui profitti per via di "volumi di consegna più bassi delle stime" e del taglio dei prezzi annunciato a inizio anno.
Questo significa che l'azienda chiuderà il primo trimestre in perdita, cosa già anticipata da Musk il mese scorso. Il ceo ha però detto che l'azienda "ha finito il trimestre con cash sufficiente a disposizione". I dettagli però non sono stati dati. Il 2018 era terminato con 3,7 miliardi di dollari di contanti.
Mentre il mercato digerisce le ultime notizie sul gruppo, a New York un giudice oggi valuterà se alcuni tweet recenti del vulcanico proprietario abbiano violato il patteggiamento siglato lo scorso settembre con l'autorità di Borsa Usa (convinta che l'ad non abbia rispettato gli accordi presi).