MILANO - Citigroup ha chiuso il primo trimestre del 2019 con un utile netto di 4,7 miliardi di dollari, in crescita del 2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L'utile per azione è pari a 1,87 dollari, contro gli 1,79 dollari attesi dal consensus di mercato. I ricavi totali sono scesi del 2% a 18,6 miliardi, sostanzialmente in linea con le stime. I costi sono scesi del 3% a 10,6 miliardi, mentre il costo del credito è aumentato del 7% a un passo dai 2 miliardi. Sul fronte patrimoniale, il coefficiente cet1 è all'11,9% (in linea con fine 2018 e dal 12,1% del primo trimestre dello scorso anno).
"Il nostro utile riflette i progressi che stiamo facendo per migliorare il ritorno sul capitale - ha commentato l'ad Michael Corbat - sia il nostro business commerciale che quello istituzionale hanno registrato buoni risultati e stiamo vedendo un buon andamento nelle aree in cui abbiamo investito", tra cui l'investment banking. "Abbiamo aumentato il rote all'11,9% - ha proseguito Corbat - e messo a segno una forte crescita nei prestiti e nei depositi nel nostro core business. Durante il trimestre abbiamo distribuito oltre 5 miliardi di dollari agli azionisti - ha concluso - confermiamo l'impegno a realizzare la nostra strategia e a fare solidi progressi verso i nostri target finanziari".
Giornata di conti anche per Goldman Sachs, che chiude il primo trimestre con un utile netto in calo del 21% a 2,25 miliardi di dollari, o 5,71 dollari per azione. Il risultato è comunque sopra le attese degli analisti, che scommettevano su un utile per azione di 4,97 dollari. I ricavi sono scesi del 13% a 8,81 miliardi di dollari. I ricavi della divisione investment banking sono saliti dell'1% a 1,8 miliardi di dollari, mentre quelli generati dall'attività di consulenza sono balzati del 51% a 887 milioni di dollari. "Siamo soddisfatti con la nostra perfomance nel primo trimestre" afferma David Solomon, l'amministratore delegato di Goldman Sachs.
"Il nostro utile riflette i progressi che stiamo facendo per migliorare il ritorno sul capitale - ha commentato l'ad Michael Corbat - sia il nostro business commerciale che quello istituzionale hanno registrato buoni risultati e stiamo vedendo un buon andamento nelle aree in cui abbiamo investito", tra cui l'investment banking. "Abbiamo aumentato il rote all'11,9% - ha proseguito Corbat - e messo a segno una forte crescita nei prestiti e nei depositi nel nostro core business. Durante il trimestre abbiamo distribuito oltre 5 miliardi di dollari agli azionisti - ha concluso - confermiamo l'impegno a realizzare la nostra strategia e a fare solidi progressi verso i nostri target finanziari".
Giornata di conti anche per Goldman Sachs, che chiude il primo trimestre con un utile netto in calo del 21% a 2,25 miliardi di dollari, o 5,71 dollari per azione. Il risultato è comunque sopra le attese degli analisti, che scommettevano su un utile per azione di 4,97 dollari. I ricavi sono scesi del 13% a 8,81 miliardi di dollari. I ricavi della divisione investment banking sono saliti dell'1% a 1,8 miliardi di dollari, mentre quelli generati dall'attività di consulenza sono balzati del 51% a 887 milioni di dollari. "Siamo soddisfatti con la nostra perfomance nel primo trimestre" afferma David Solomon, l'amministratore delegato di Goldman Sachs.