MILANO - Si aggiorna la battaglia legale tra Vivendi e Mediaset sul progetto di fusione delle attività spagnole e italiane del Biscione, sotto un unico cappello della holding olandese Mfe. Il
gruppo francese cambia strategia e, dopo la decisione del Tribunale in Spagna di sospendere d'urgenza la delibera dell'assemblea sulla fusione di Mediaset Espana in Mediaset, ritira la causa ad Amsterdam la cui udienza era prevista domani.
Ieri pomeriggio erano state depositate le memorie preventive ma, secondo quanto si apprende, gli avvocati francesi in serata hanno deciso il dietrofront ritenendo la battaglia su quel fronte superflua. La causa in Olanda verteva sull'introduzione delle disposizioni previste degli articoli 13 (disposizioni relative alle azioni di voto speciali), 42 (obblighi degli azionisti) e/o 43 (richiesta di offerta obbligatoria) nello statuto sociale previsto dal piano di fusione.
Per un fronte legale che si arresta, su di un altro - in Italia - la partita procede e Mediaset ha ricevuto da Vivendi il ricorso cautelare con cui si chiede al Tribunale di Milano di sospendere le delibere dell'ultima assemblea del 4 settembre che ha dato il via libera al progetto della holding olandese Mfe. L'udienza è stata fissata per il 30 ottobre 2019 e nel corso della medesima udienza verrà discusso anche il ricorso cautelare promosso da Simon Fiduciaria sempre per ottenere la sospensione della deliberazione dall'assemblea, avendo il Tribunale disposto di riunire procedimento con quello promosso da Vivendi.
La società di Vincent Bolloré ha chiesto al Tribunale di Milano, tra l'altro, prima del 5 novembre 2019, di sospendere, in via principale, fino alla decisione di merito l'esecuzione e l'efficacia della deliberazione assunta dall'assemblea straordinaria del Biscione a inizio settembre nonché di ogni presupposta, collegata e/o conseguente deliberazione; di sospendere, in via di estremo subordine, l'esecuzione e l'efficacia delle predette deliberazioni almeno fino alla conclusione dei giudizi pendenti dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea e al Tar del Lazio inerenti la delibera dell'AGCom che ha limitato i diritti di voto al gruppo francese in quanto socio di peso anche di Tim; di adottare comunque ogni altro provvedimento idoneo a tutelare la posizione di Vivendi e a impedire condotte da Mediaset e Fininvest che abbiano come oggetto e/o effetto di impedire ai francesi l'esercizio dei diritti di partecipazione, voto e qualsiasi ulteriore diritto connesso alle azioni detenute in Mediaset.
gruppo francese cambia strategia e, dopo la decisione del Tribunale in Spagna di sospendere d'urgenza la delibera dell'assemblea sulla fusione di Mediaset Espana in Mediaset, ritira la causa ad Amsterdam la cui udienza era prevista domani.
Ieri pomeriggio erano state depositate le memorie preventive ma, secondo quanto si apprende, gli avvocati francesi in serata hanno deciso il dietrofront ritenendo la battaglia su quel fronte superflua. La causa in Olanda verteva sull'introduzione delle disposizioni previste degli articoli 13 (disposizioni relative alle azioni di voto speciali), 42 (obblighi degli azionisti) e/o 43 (richiesta di offerta obbligatoria) nello statuto sociale previsto dal piano di fusione.
Per un fronte legale che si arresta, su di un altro - in Italia - la partita procede e Mediaset ha ricevuto da Vivendi il ricorso cautelare con cui si chiede al Tribunale di Milano di sospendere le delibere dell'ultima assemblea del 4 settembre che ha dato il via libera al progetto della holding olandese Mfe. L'udienza è stata fissata per il 30 ottobre 2019 e nel corso della medesima udienza verrà discusso anche il ricorso cautelare promosso da Simon Fiduciaria sempre per ottenere la sospensione della deliberazione dall'assemblea, avendo il Tribunale disposto di riunire procedimento con quello promosso da Vivendi.
La società di Vincent Bolloré ha chiesto al Tribunale di Milano, tra l'altro, prima del 5 novembre 2019, di sospendere, in via principale, fino alla decisione di merito l'esecuzione e l'efficacia della deliberazione assunta dall'assemblea straordinaria del Biscione a inizio settembre nonché di ogni presupposta, collegata e/o conseguente deliberazione; di sospendere, in via di estremo subordine, l'esecuzione e l'efficacia delle predette deliberazioni almeno fino alla conclusione dei giudizi pendenti dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea e al Tar del Lazio inerenti la delibera dell'AGCom che ha limitato i diritti di voto al gruppo francese in quanto socio di peso anche di Tim; di adottare comunque ogni altro provvedimento idoneo a tutelare la posizione di Vivendi e a impedire condotte da Mediaset e Fininvest che abbiano come oggetto e/o effetto di impedire ai francesi l'esercizio dei diritti di partecipazione, voto e qualsiasi ulteriore diritto connesso alle azioni detenute in Mediaset.