MILANO - State a casa, guardate Netflix e comprate su Amazon. Grazie a questo mantra, che ha posto metà del mondo occidentale in trepidante attesa per la fine del proprio lockdown, le azioni dei gruppi fondati da Jeff Besos e Reed Hastings hanno raggiungo nuovi massimi di Borsa. Mentre l'economia globale accusa ferite che neanche la grande crisi finanziaria era stata capace di provocare, i due campioni del nuovo mondo vantano un rialzo rispettivamente da inizio anno del 28% (Amazon) e del 32% (Netflix).
Morale: oggi la tv a pagamento ma accessibile a tutti, che in molti negli Usa guardavano di sottecchi, vale poco meno del colosso dei contenuti Disney, che lo scorso settembre ha lanciato negli Usa la sua risposta a Netflix, Disney+. Guardacaso un modello molto simile a Netflix: abbonamento a basso costo - che adesso è disponibile anche in Italia - che contiene tutti i cartoni prodotti dalla storica casa, i film, i personaggi della serie Marvell per arrivare alla saga di Star Wars.
Nonostante questo, la chiusura dei parchi a tema e dei cinema ha portato Disney a scivolare nelle preferenze degli investitori: il colosso dei contenuti vale 189 miliardi di dollari, solo 9 in più di Netflix. Per intendersi, uno dei maggiori colossi europei dei contenuti e della tv a pagamento, ovvero Vivendi, in Borsa vale 23 miliardi di euro (26,5 miliardi di dollari), mentre il gigante Usa Comcast - che ha inglobato anche Sky - a Wall Street capitalizza 172 miliardi di dollari, 8 in meno di Netflix.
Quanto ad Amazon, il gigante di Seattle valore tre volte come il FtseMib, ovvero l'indice delle maggiori 40 aziende di Piazza affari (385 miliardi di euro) e la metà delle 50 maggior aziende europee messe insieme (l'Eurostoxx50 vale in Borsa 2.580 miliardi di euro).
Con una capitalizzazione da 1.185 miliardi di dollari, Amazon - che solo pochi trimestre fa a iniziato a generare cassa - continuerà a conquistare quote di mercato e a diversificare in nuovi business, come fatto con i film di Amazon prime, piuttosto che il cibo di Amazon Fresh - Whole Foods.
Le somiglianze tra le due protagoniste di questa corsa borsistica non sono finite Oltre ad essere due aziende americane, fondate da due imprenditori visionari, Netflix e Amazon hanno un'altra cosa che le accomuna: nella loro storia non hanno mai pagato un dividendo ai loro azionisti, reinvestendo tutto nella crescita delle rispettive aziende.
Morale: oggi la tv a pagamento ma accessibile a tutti, che in molti negli Usa guardavano di sottecchi, vale poco meno del colosso dei contenuti Disney, che lo scorso settembre ha lanciato negli Usa la sua risposta a Netflix, Disney+. Guardacaso un modello molto simile a Netflix: abbonamento a basso costo - che adesso è disponibile anche in Italia - che contiene tutti i cartoni prodotti dalla storica casa, i film, i personaggi della serie Marvell per arrivare alla saga di Star Wars.
Nonostante questo, la chiusura dei parchi a tema e dei cinema ha portato Disney a scivolare nelle preferenze degli investitori: il colosso dei contenuti vale 189 miliardi di dollari, solo 9 in più di Netflix. Per intendersi, uno dei maggiori colossi europei dei contenuti e della tv a pagamento, ovvero Vivendi, in Borsa vale 23 miliardi di euro (26,5 miliardi di dollari), mentre il gigante Usa Comcast - che ha inglobato anche Sky - a Wall Street capitalizza 172 miliardi di dollari, 8 in meno di Netflix.
Quanto ad Amazon, il gigante di Seattle valore tre volte come il FtseMib, ovvero l'indice delle maggiori 40 aziende di Piazza affari (385 miliardi di euro) e la metà delle 50 maggior aziende europee messe insieme (l'Eurostoxx50 vale in Borsa 2.580 miliardi di euro).
Con una capitalizzazione da 1.185 miliardi di dollari, Amazon - che solo pochi trimestre fa a iniziato a generare cassa - continuerà a conquistare quote di mercato e a diversificare in nuovi business, come fatto con i film di Amazon prime, piuttosto che il cibo di Amazon Fresh - Whole Foods.
Le somiglianze tra le due protagoniste di questa corsa borsistica non sono finite Oltre ad essere due aziende americane, fondate da due imprenditori visionari, Netflix e Amazon hanno un'altra cosa che le accomuna: nella loro storia non hanno mai pagato un dividendo ai loro azionisti, reinvestendo tutto nella crescita delle rispettive aziende.