Intesa Sanpaolo conquista Ubi, adesioni oltre il 70%
Andrea Greco , di ANDREA GRECOSenza usare i due giorni di estensione imposti dalla Consob la banca guidata da Carlo Messina chiude con successo una contesa durata cinque mesi, salendo oltre la maggioranza qualificata dei due terzi
MILANO - Dopo cinque mesi la battaglia di Intesa Sanpaolo su Ubi è finita.
Con le adesioni pervenute oggi a Piazza Affari sarebbe, infatti, già oltre il 70% il capitale della banca con sede a Bergamo che ha accettato le condizioni della maggior banca italiana offerte il 17 febbraio, quando fu lanciata l'offerta pubblica di acquisto e scambio.
Il risultato, confermato da fonti finanziarie ma non ancora ufficiale, è al disopra del 50% più un'azione del capitale di Ubi, livello minimo per l'efficacia dell'operazione, ma anche del 66,67%, che consente il controllo dell'assemblea straordinaria, e quindi di procedere in tempi rapidi alla fusione per incorporazione come annunciato dal gruppo guidato da Carlo Messina.
Con le adesioni pervenute oggi a Piazza Affari sarebbe, infatti, già oltre il 70% il capitale della banca con sede a Bergamo che ha accettato le condizioni della maggior banca italiana offerte il 17 febbraio, quando fu lanciata l'offerta pubblica di acquisto e scambio.
Il risultato, confermato da fonti finanziarie ma non ancora ufficiale, è al disopra del 50% più un'azione del capitale di Ubi, livello minimo per l'efficacia dell'operazione, ma anche del 66,67%, che consente il controllo dell'assemblea straordinaria, e quindi di procedere in tempi rapidi alla fusione per incorporazione come annunciato dal gruppo guidato da Carlo Messina.
MILANO - Dopo cinque mesi la battaglia di Intesa Sanpaolo su Ubi è finita.
Con le adesioni pervenute oggi a Piazza Affari sarebbe, infatti, già oltre il 70% il capitale della banca con sede a Bergamo che ha accettato le condizioni della maggior banca italiana offerte il 17 febbraio, quando fu lanciata l'offerta pubblica di acquisto e scambio.
Il risultato, confermato da fonti finanziarie ma non ancora ufficiale, è al disopra del 50% più un'azione del capitale di Ubi, livello minimo per l'efficacia dell'operazione, ma anche del 66,67%, che consente il controllo dell'assemblea straordinaria, e quindi di procedere in tempi rapidi alla fusione per incorporazione come annunciato dal gruppo guidato da Carlo Messina.
Con le adesioni pervenute oggi a Piazza Affari sarebbe, infatti, già oltre il 70% il capitale della banca con sede a Bergamo che ha accettato le condizioni della maggior banca italiana offerte il 17 febbraio, quando fu lanciata l'offerta pubblica di acquisto e scambio.
Il risultato, confermato da fonti finanziarie ma non ancora ufficiale, è al disopra del 50% più un'azione del capitale di Ubi, livello minimo per l'efficacia dell'operazione, ma anche del 66,67%, che consente il controllo dell'assemblea straordinaria, e quindi di procedere in tempi rapidi alla fusione per incorporazione come annunciato dal gruppo guidato da Carlo Messina.