Economia

Autostrade, Atlantia vola in Borsa dopo proposta Cdp. Rimane il nodo delle "garanzie" legali sul ponte Morandi

(ansa)
La holding dei Benetton sospeso al rialzo in avvio, poi in netto aumento. L'offerta per l'acquisto dell'88% da parte di Cassa vale fino a domenica. Ma va risolta la questione legata agli strascichi giudiziari sul crollo del viado
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MILANO - Dopo un braccio di ferro di oltre due anni e vari tentativi falliti, l'accordo sul futuro di Autostrade non è mai stato così vicino. Una cordata composta da Cassa Depositi Prestiti, assieme al fondo australiano Macquarie e quello americano Blackstone - è disponibile a rilevare l'88% di Autostrade spa, la principale concessionaria italiana con una rete di oltre 3 mila chilometri gestiti. La trattativa è già stata avviata e gli incontri procederanno serrati anche nelle prossime ore: a quanto risulta, infatti, l'esclusiva è valida fino solo fino a domenica.

Sulla possibilità che sia la volta buona  ci credono gli investitori professionisti: a inizio seduta il titolo Atlantia, la holding che fa capo alla famiglia Benetton che detiene il pacchetto di controllo di Austrade spa è stato sospeso per eccesso di domanda. Non avrebbe potuto essere diversamente, visto la composizione della cordata e la determinazione della Cdp a chiudere l'operazione, dopo aver ricevuto preciso mandato in tal senso dal ministero dell'Economia (socio di maggioranza della stessa Cassa). Ma il mercato ha letto con attenzione anche il comunicato emesso nella trada serata di ieri da Atlantia in cui scrive che è disponibile a valutare la proposta se "idonea ad assicurare l'adeguata valorizzazione di mercato".

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Saranno giornate di lavoro intenso per i consulenti delle due controparti. Gli advisor finanziari dovranno trovare un punto di caduta sul prezzo e sulla governance di Autostrade: tornando sotto il controllo pubblico vanno anche salvaguardati gli interssi degli investitori privati. Più complicato il lavoro degli advisor legali, perché il punto su cui le parti sono ancora distanti riguarda le possibili conseguenze dell'inchesta penale sul crollo del ponte Morandi.

La cordata legata da Cdp vorrebbe mettere nel contratto di acquisto dell'88% di Autostrade che le eventuali responsabilità rimangano a carico della precedente proprietà, quindi dei vertici di Atlantia. In caso contrario, visto che oltre a resonsabilità penali potrebbero esserci questioni legate ai risarcimenti, Cdp e fonti potrebbero chiedere uno scoto sul prezzo da pagare per ilpacchetto azionario di Autostrade.
Se la strada imboccata, dovesse rivelarsi quella definitiva verrebbero meno le altre soluzioni prospettate per l'uscita dei Benetton dalla concessione, che prevedevano un aumento di capitale dedicato o una scissione da Atlantia con conferimento di Aspi in più fasi e quotazione in Borsa. C'è poi da considerare che i proventi della vendita andranno ad Atlantia, quindi anche ai Benetton: una eventualità che potrebbe suscitare un problema "politico".