Economia

Turchia, il blitz di Erdogan sulle istituzioni economiche spaventa i mercati

(afp)
Licenzia il governatore e il ministro delle Finanze, suo genero, si dimette. La lira ha perso il 30% da inizio anno e gli economisti invocano un rialzo dei tassi di interesse che il presidente vede come l'origine di tutti i mali
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MILANO - Approfittando del week end in cui Joe Biden è stato proclamato 46esimo presidente degli Stati Uniti, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan con un blitz ha sostituito il governatore della banca centrale turca. Dopo soli 16 mesi dal suo insediamento Murat Uysal ha dovuto dimettersi per lasciare il posto Naci Agbal, un ex ministro delle finanze che gode di buona credibilità presso la comunità finanziaria internazionale.

Ma ieri, a sorpresa, Erdogan ha perso anche il suo più fedele sostenitore, il genero e attuale ministro del Tesoro e delle Finanze turco, Berat Albayrak, che si è dimesso per "ragioni di salute", annunciandolo personalmente attraverso il suo account Instagram. Insomma un doppio colpo alle istituzioni monetarie e finanziarie del paese, causato dal progressivo sgretolamento del valore della lira turca, che da inizio anno ha già perso il 30% e la cui caduta non accenna ad arrestarsi.

Il modo per fermare la valanga, secondo gli economisti occidentali, sarebbe quello di alzare i tassi di interesse in modo da attrarre capitali dall'estero e sostenere il valore della moneta, la cui svalutazione nei confronti del dollaro sta soffiando sull'inflazione e deprime le esportazioni, causando forti sbilanci nelle partite correnti. Ma il principale oppositore di una stretta sui tassi è lo stesso Erdogan che li ha definiti "la madre e il padre di tutti i mali". In questi anni il presidente ha sempre promosso un ambiente economico di tassi a buon mercato per spingere la crescita economica e senza badare troppo all'impennata dei prezzi e alla stabilità del cambio.

Questa politica da tempo sta mostrando la corda e rischia di far avvitare la Turchia in una spirale inflazionistica e di crisi di fiducia della moneta. Già nel luglio 2019 Erdogan aveva silurato l'allora governatore della banca centrale, Murat Cetinkaya, perché non seguiva le istruzioni del presidente sui tassi di interesse. Ma oggi gli analisti fanno fatica a capire fino in fondo il motivo della defenestrazione di Uysal di sabato scorso, il quale aveva resistito alle pressioni del mercato a favore di un rialzo dei tassi proprio per assecondare la volontà di Erdogan.

Già da questa mattina i mercati da questa mattina si interrogheranno su quanto spazio di manovra avrà il nuovo governatore, che in un'intervista del 2016 al Financial Times aveva dichiarato che il compito principale della banca centrale era quello di combattere l'inflazione. Addirittura qualcuno pensa che il nuovo governatore debba prendere il toro per le corna e annunciare un rialzo dei tassi già prima dell'apertura dei mercati di lunedì mattina, per evitare un nuovo crollo della lira nei giorni successivi.

Altri pensano che la risposta potrà arrivare nella prossima riunione della banca centrale in programma per il 19 novembre. Ma la situazione è in continuo peggioramento, con le riserve in valuta straniera in forte diminuzione per la difesa della lira che potrebbe portare alla crisi delle banche e per molte imprese che si sono indebitate in valuta estera il cui rimborso diventa ogni giorno meno sostenibile.