Saipem, assoluzione definitiva per l'Algeria
MILANO - La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della Procura Generale di Milano con cui si chiedeva di annullare l'assoluzione disposta in secondo grado nei confronti Saipem Spa e i suoi dirigenti di allora, Pierfranco Tali, Pietro Varone e Alessandro Bernini.
Dunque l'assoluzione ora diventa definitiva. Gli imputati in tutto erano sette. La vicenda riguarda la presunta tangente, per 7 contratti assegnati a Saipem e affidati dall'ente algerino Sonatrach, in cambio, secondo l'accusa, di 197 milioni di dollari versati tra il 2007 e il 2010 a persone che gravitavano nell'entourage dell'allora ministro dell'Energia Chekib Khelil.
La Corte di Appello di Milano il 15 gennaio 2020 aveva assolto le persone fisiche imputate (tra i quali alcuni ex manager della società che hanno tutti lasciato la stessa tra il 2008 e il 2012), dichiarando, tra l'altro, con riferimento all'ipotesi di reato di corruzione internazionale, l'insussistenza dell'illecito amministrativo contestato ex D.Lgs n. 231/2001 a Saipem perché il fatto non sussiste e revocando, conseguentemente, la condanna alla confisca del prezzo del reato per circa 197 milioni di euro e al pagamento della sanzione pecuniaria di 400.000 euro, che erano state disposte in primo grado dal Tribunale di Milano. "Saipem esprime soddisfazione per l'odierna decisione della Corte di Cassazione, che conclude definitivamente il procedimento Algeria con l'assoluzione di Saipem", precisa la società nella nota.