MILANO - Il presidente di Cattolica Assicurazioni, Paolo Bedoni, salvo sorprese resterà in sella fino al 13 maggio. Le previsioni della compagnia - rese note insieme al calendario degli eventi societarie - sono per una convocazione dell'assemblea (il 14 in seconda convocazione) dopo la trasformazione in spa che scatterà il primo aprile; l'assemblea si svolgerà dunque quaranta giorni dopo. Oggi il consiglio di Cattolica ha anche esaminato i risultati preliminari 2020 e approvato il piano per gli anni 2021-2023. ll 2020 si chiuderà con una raccolta diretta dei premi Danni pari a circa 2,1 miliardi (da 2,157 miliardi del 2019), una raccolta Vita di 3,7 miliardi (da 4,772 miliardi) e un risultato operativo tra i 360 e i 380 milioni (302 milioni nel 2019), superiore alla previsione comunicata dalla compagnia (che si fermava a 350-375 milioni).
Nel 2021 il risultato operativo è previsto in calo a 265-290 milioni, con una raccolta premi complessiva di circa 5,2 miliardi, di cui Danni 2,1 miliardi e Vita 3,1 miliardi. Sui numeri peserà l'uscita di Lombarda Vita, la joint venture con Ubi Banca, dal perimetro di consolidamento di Cattolica; non è stato invece considerato nelle stime la sorte della joint venture con il Banco Bpm. I due partner stanno negoziando le condizioni del divorzio e a breve si dovrebbe capire se si va o meno all'arbitrato, ma per il momento la società è formalmente nel perimetro Cattolica. Il piano inoltre include anche i primi effetti della partnership industriale con Generali, siglata lo scorso 2020.
Non si tratta di un vero e proprio piano industriale, vista la difficoltà del momento, ma di un piano rolling. Le quattro priorità relative al core business sono il presidio della profittabilità Danni e la crescita sui servizi Auto e Salute, con il rafforzamento del valore della rete agenziale; l'incremento dell'efficienza operativa attraverso ottimizzazione dei costi e l'efficientamento/semplificazione dei processi; il recupero si sostenibilità nel Vita con la revisione dell'offerta e l'ottimizzazione del portafoglio; la riduzione della volatilità del Solvency 2 ratio, anche attraverso la diversificazione del portafoglio.
Per quanto riguarda il rinnovo del consiglio, invece, i tempi sono in parte dettati dalle contingenze: chiamare un'assemblea prima del primo aprile significa farla con il regime ancora della cooperativa (ipotesi che alcuni soci a Verona stanno accarezzando, anche se è quasi impossibile da realizzare) e dopo ci vogliono i tempi tecnici per la convocazione (e per lasciare agli altri azionisti la possibilità di presentare integrazioni agli ordini del giorno e a presentare candidature alternative).
Dunque, per Bedoni la permanenza alla presidenza della compagnia andrà avanti ancora un po'. Più lunga invece sarà la permanenza alla presidenza della Fondazione Cattolica Assicurazioni, il cui vertice è stato rinnovato da poco e in cui appare come consigliere anche Francesca Bazoli.