MILANO - Il cda di Mediobanca ha approvato i conti relativi al primo semestre, chiusi al 31 dicembre (la banca d'affari ha l'anno fiscale sfalsato rispetto al calendario). L'utile di periodo si è attestato a 410,6 milioni di euro, in calo del 12,2% rispetto all'anno prima ma superiore alle attese degli analisti, che si aspettavano un risultato intorno a 355 milioni.
Il dato risulta triplicato rispetto al primo semestre 2020, quando si era fermato a 132,8 milioni. L'utile relativo al secondo trimestre di questo esercizio fiscale è stato pari a 211 milioni, in crescita del 5% rispetto a un anno fa, che non risentiva dell'effetto-Covid. Confermata l'ipotesi di distribuzione dei dividendi in misura pari al 70% dell'utile netto, Bce permettendo.
I ricavi complessivi del gruppo Mediobanca (segui il titolo in diretta) calano a 1.300,8 milioni, un dato inferiore dell'1,8% rispetto ai 1.325,2 milioni di un anno fa, ma in miglioramento rispetto ai sei mesi precedenti (1.187,8 milioni) con un contributo crescente nell'ultimo trimestre (674,8 milioni contro 626 milioni). Il calo rispetto allo scorso anno, precisa Piazzetta Cuccia, è attribuibile "unicamente al minor apporto di Generali", legato all'impatto del'arbitrato della compagnia su Bsi. Il margine di interesse rimane pressoché invariato (da 721,5 a 720,4 milioni). Diverso il trend delle commissioni, che mostrano una "crescita brillante"(+16,5%, da 328,5 a 382,8 milioni).
Le rettifiche su crediti tornano sui livelli dello scorso anno (117,7 milioni contro 109,5 milioni) con un aumento del livello di copertura. Il costo del rischio di gruppo si attesa a 50 punti base (48 punti base a dicembre 2019). Gli impieghi verso la clientela crescono da 46,7 a 48,1 miliardi per il maggior apporto del Corporate and Investment Banking (+4,7%) e del Wealth Management (+6,4%). Quanto alle moratorie, al 31 dicembre quelle in essere ammontano a 1,2 miliardi (2,4% degli impieghi) in calo rispetto al totale concesso dall'inizio della pandemia (2,7 miliardi ad oltre 148mila clienti), con "oltre l'80% delle moratorie estinte che tornano regolari nei pagamenti". Cet1 "fully loaded" stabile a 14,51%.
Infine le previsioni. Il gruppo si spetta un buon andamento gestionale seppur inferiore rispetto al primo semestre, caratterizzato da un flusso particolarmente positivo di deal dell'investment banking e da riprese di valore su crediti solo parzialmente assorbite dagli interventi straordinari sugli accantonamenti delle attività in bonis. Attesa comunque una crescita delle commissioni Wealth Management. Il costo del rischio, depurato dei one-off di questo semestre (circa 50 milioni) dovrebbe confermarsi stabile, tenuto conto che tutti gli indicatori del Consumer restano sui livelli pre-Covid.