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Campari, giù gli utili ma non il dividendo

(reuters)
Il gruppo paga l'impatto del lockdown, meno 3,8% le vendite, ma i guadagni scendono ancora di più (- 39,1%) in gran parte per il mix meno favorevole dei prodotti venduti. In forte crescita l'indebitamento
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MILANO - Pesa il Covid sui conti Campari, che ha chiuso il 2020 con una flessione delle vendite nette pari al 3,8%, a 1,772 miliardi di euro. Il re degli aperitivi ha scontato un po' in tutto il mondo il lockdown e le conseguenti chiusure dei locali pubblici. Il risultato è stato un incremento delle vendite nei supermercati e in generale nei negozi, ma il forte calo delle vendite nei bar e nei ristoranti; dove, cioè, vengono venduti i prodotti a marginalità superiore (quindi, con più guadagni). Immediato l'impatto dei conti a Piazza Affari (segui il titolo in diretta) anche se poi la chiusura è avvenuta in lievissimo rialzo (+0,12%).

Le conseguenze si sono viste sull'utile netto di gruppo, pari a 187,9 milioni di euro, in calo del 39,1% rispetto all'anno precedente dopo rettifiche operative, finanziarie e fiscali per -14,2 milioni di euro (in particolare le rettifiche operative sono state negative per €90,1 milioni, mentre ci sono state rettifiche fiscali positive per 55,1 milioni). L'utile netto rettificato è stato pari a 202,1 milioni, in flessione del 24,4% su anno . Il cda proporrà comunque ai soci un dividendo di 0,055 euro per azione, in linea con l'anno precedente. L'ebit rettificato è stato pari a 321,9 milioni di euro, con una flessione organica del 20,4% rispetto all'anno prima.

Netto rialzo invece dell'indebitamento finanziario netto, a 1.103,8 milioni al 31 dicembre 2020, in aumento di 326,4 milioni rispetto al 31 dicembre 2019 (777,4 milioni), in quanto la positiva generazione di cassa è stata assorbita dall'attività di m&a e dagli impegni finanziari (in particolare il riacquisto di azioni proprie e il pagamento del dividendo) per un importo complessivo di €519,2 milioni.

Per quanto riguarda le prospettive, Campari resta cauta sul 2021 ma è fiduciosa su uno sviluppo favorevole del business nel lungo periodo. Lo ha affermato il ceo Bob Kunze-Concewitz, in una nota sui risultati 2020: "Guardando al 2021, i nostri marchi sono molto in salute e fortemente rilevanti per i consumatori. Contestualmente, le nostre prospettive rimangono caute, principalmente a causa dell'incertezza legata alle restrizioni in corso e ai piani di somministrazione delle vaccinazioni", ha dichiarato.