Economia

Atlantia, Sabrina Benetton si dimette dal consiglio

(ansa)
Nelle motivazioni della decisione "maturata anche alla luce degli accadimenti (recenti e meno recenti)" relativi ad Aspi si fa riferimento "al disagio, anche reciproco" nella sua posizione di consigliere espressione dell'azionista di maggioranza relativa
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MILANO - Sabrina Benetton, consigliera di amministrazione non esecutiva e non indipendente di Atlantia, si è dimessa dalla società. Lo ha comunicato lo stesso gruppo, spiegando che il 13 marzo la manager ha rassegnato le proprie dimissioni con effetto immediato. Tale decisione, secondo quanto riportato nella comunicazione, è "maturata anche alla luce degli accadimenti (recenti e meno recenti) relativi alla controllata Autostrade per l'Italia e al disagio, anche reciproco, che, in considerazione delle complesse tematiche agli stessi sottese, la mia posizione di azionista di rilievo del socio di maggioranza relativa della società, necessariamente determina".

Sabrina, figlia di Gilberto Benetton, era entrata nel consiglio della holding circa un anno e mezzo fa, il 31 ottobre 2019. "La dottoressa Benetton - si legge nella nota di Atlantia - non ricopriva ruoli in alcuno dei comitati endoconsiliari, non percepiva alcun emolumento ulteriore rispetto a quello previsto per la carica e non possiede direttamente azioni di Atlantia". Ufficialmente non ci sono stati ulteriori commenti, però da qualche tempo le cronache finanziarie sottolineano un certo disallineamento tra la famiglia Benetton, azionista di Atlantia al 30,2% attraverso Edizione, e il consiglio di amministrazione della società quotata, proprio in merito al futuro di Aspi. Secondo questi rumors la famiglia era più sensibile alla necessità di voltar pagina, vendendo Aspi (titolare della concessione auostradale) mentre l'amministratore delegato Carlo Bertazzo e il consiglio in genere sembravano più attenti alla necessità, anche legale, di tutelare al massimo gli interessi di tutti gli azionisti di Atlantia, non accettando prezzi ritenuti troppo bassi.

Di certo le parole di Sabrina rimandano ad una posizione - anche umana - difficile da gestire a valle della tragedia del crollo del Ponte Morandi, con le sue 43 vittime. E i lunghissimi negoziati, peraltro ancora in corso, per cedere Aspi sono stati sicuramente impegnativi e difficili. Proprio alla fine della settimana scorsa la cordata guidata da Cdp ha chiesto una proroga dei termini, dal 16 al 27 marzo, per la trattativa. Sul prezzo e sulle condizioni accessorie, tuttavia, le parti sembrano ancora piuttosto distanti.