Economia

Generali, il dossier Polonia è in pole position

(reuters)
Entro il 22 marzo Aviva si aspetta le manifestazioni di interesse per le sue attività in vendita nel paese europeo. E il Leone di Trieste dovrebbe essere tra quelli che si fanno avanti: il dossier viene considerato prioritario dalla compagnia. Più della Russia, su cui comunque c'è attenzione
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MILANO - Nulla è ancora deciso, ma le scommesse del mercato sono univoche: il 22 marzo, data in cui scadono i termini per presentare le manifestazioni di interesse per le attività di Aviva in Polonia, Generali ci sarà. Di sicuro il Leone di Trieste guarda all'Est Europa con grande interesse ed ha più volte sottolineato che ritiene molto interessante quell'area, dopo peraltro vanta una presenza importante. Per questo tutti ritengono pressoché scontato che, tra qualche giorno, si farà avanti per il pacchetto in via di dismissione da parte di Aviva (come già annunciato da dicembre scorso) concorrendo a fianco dell'olandese NN e della tedesca Allianz.

Aviva si sta ritirando da tutti i paese che non siano Gran Bretagna, Irlanda e Canada. In l'Italia di recente ha venduto il business vita a Cnp Assurances per 543 milioni e il business Danni ad Allianz per 330 milioni. Complessivamente, insieme ai proventi attesi dalla vendita delle quote di Aviva Vita ad Ubi Banca, il gruppo inglese realizzerà circa 1,3 miliardi dalla vendita del business italiano. Secondo alcune stime, si aspetta di incassare circa 2 miliardi dalla vendita delle attività in Polonia  (anche se girano cifre anche molto più basse).

Per Generali il boccone potrebbe essere molto interessante e in questa fase viene considerato al top dell'attenzione. Da qui a fine anno il Leone di Trieste non ha escluso acquisizioni (ha una potenza di fuoco a disposizione superiore ai 2 miliardi di euro) ma come ha confermato anche di recente l'amministratore delegato Philippe Donnet, l'attività di M&A deve essere un mezzo per crescere, non un fine a se stesso. In particolare le acquisizioni devono rispondere a tre requisiti, ha spiegato più volte: creare valore per gli azionisti, essere in lina con le strategie del gruppo e avere un prezzo giusto.

In questa cornice potrebbe rientrare sicuramente anche un interesse per compagnie in Russia, come ha rilanciato Il Sole 24 ore. E' probabile che ci siano più dossier allo studio e del resto Mosca è ben presidiata, sia a livello di management sia a livello societario: il gruppo ha una quota significativa, il 38,5%, in Ingosstrakh, dove è entrato nel 2013 finora senza trovare spazio per aumentare il suo peso. Ma è probabile che almeno a breve la priorità sia la Polonia.