Economia

Telecom, i proxy advisor dicono sì alla lista del management

(reuters)
A fine mese l'assemblea per il rinnovo del consiglio. I consiglieri dei grandi fondi: governance più tranquilla, la conflittualità è molto scesa. E per il collegio sindacale consigliano di votare la lista presentata da Assogestioni
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MILANO - Tutti d'accordo sulla lista del management. Questa volta il rinnovo del cda di Telecom dovrebbe filare davvero liscio, con il consenso dei due principali azionisti (Vivendi al 23,9%) e Cdp (al 9,9%) e con il gradimento annunciato anche dei proxy advisor, strutture specializzate nell'analisi dei gruppi quotati e nei pareri da dare agli investitori istituzionali in merito al voto assembleare. Ebbene, sia Glass Lewis, sia Iss sia Frontis si sono espressi a favore della lista messa a punto dal presidente Salvatore Rossi, che sarà sottoposta al voto il prossimo 31 marzo.

Di certo il clima è molto diverso rispetto al precedente passato, ricorda lo stesso Glass Lewis, quando il fondo attivista Elliot aveva cercato di mettere all'angolo Vivendi. L'ingresso di Cdp, con poco meno del 10%, ha rappresentato il cambiamento di passo.  Concetto ripreso anche da Frontis, che sottolinea "il significativo miglioramento nella corporate governance della società, specialmente tenendo conto dei forti conflitti tra i principali azionisti negli scorsi anni". Ora la lista del management si appresta ad avere il consenso anche del mercato, se i grandi fondi daranno retta ai pareri dei proxy (come spesso avviene).

Iss sottolinea inoltre che "la rivalità tra Telecom italia e Open Fiber sembra stare per concludersi" visto che il governo italiano preme "per una fusione al fine di creare un'unica rete a banda ultra larga per accelerare la digitalizzazione del paese". Non a caso la lista presentata dal board prevede la conferma dell'ad Luigi Gubitosi e del presidente Salvatore Rossi, insieme al ceo di Vivendi Arnaud de Puyfontaine e all'ingresso di Giovanni Gorno Tempini, presidente di Cassa. La Cdp attualmente ha una quota pari al 50% di Open Fiber, insieme ad Enel, e potrebbe salire al 60%.

E' piuttosto comune (soprattutto all'estero, dove è consuetudine da più tempo) che la lista del management riceva il gradimento del mercato, salvo casi eccezionali. E anche nel caso di Telecom, le indicazione dei proxy advisor sembrano confermare la tendenza. Non a caso Iss e Glass Lewis sottolineano con accenti diversi che il loro gradimento alla lista del management non corrisponde ad uno scarso apprezzamento per i nomi espressi dalla cosiddetta lista Assogestioni (che eleggerà i soci di minoranza). Glass Lwiss in particolare fa riferimento al rischio che, se fosse la lista di Assogestioni ad avere la maggioranza, si rischierebbe di avere cinque posti in consiglio senza candidati (la lista degli investitori istituzionali è formata da cinque nomi).

I due proxy si esprimono invece a favore della lista Assogestioni per quanto riguarda il collegio sindacale. In questo caso la scelta segna una differenza di passo rispetto alla norma, perché in genere gli istituzionali consigliano di votare contro questa lista, in quanto per legge il presidente del collegio viene scelto dalla lista che ha meno voti e dunque l'obiettivo è non votare in massa a favore dei rappresentati degli istituzionali. Stavolta però le liste per il collegio sindacale sono tre (Vivendi, Cdp e Assogestioni) per cui, spiega Glass Lewis, è preferibile puntare a far eleggere i membri del collegio presi dalla lista Assogestioni; insomma, meglio rinunciare ad avere il presidente e non rischiare di restare fuori del tutto.