Economia

Credit Suisse, dopo Archegos e Greensill scoppia il caso dei calciatori argentini: spariti 25 milioni

Credit Suisse, dopo Archegos e Greensill scoppia il caso dei calciatori argentini: spariti 25 milioni
(reuters)
Un gruppo di ex-calciatori aveva affidato la somma a un gestore patrimoniale della banca svizzera, poi messosi in proprio e operante dall'Uruguay. Ora si sono rivolti a un avvocato di Ginevra, accusando Credit Suisse di scarsa vigilanza. Intanto il calo del titolo rende traballanti le poltrone dei vertici
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LUGANO - Continua la settimana di passione di Credit Suisse che, dopo essere rimasto pesantemente invischiato nel crack del fondo Archegos, si è mosso nuovamente in forte ribasso alla borsa di Zurigo con una perdita che, finora, ha visto il titolo del colosso bancario lasciare sul terreno il 20% del suo valore. Oggi ha lasciato sul parterre quasi altri cinque punti percentuali.

Situazione complicata, che ha indotto S&P a valutare la possibilità di abbassare il rating del risk management dell'istituto elvetico, ritenuto non sufficientemente reattivo, di fronte alle avvisaglie di difficoltà dell'hedge fund statunitense.

Non a caso c’è chi chiede ai vertici della seconda banca svizzera per importanza di farsi da parte. Traballerebbe, in particolare, la posizione del ceo Thomas Gottstein, mentre il sito economico Inside Paradeplatz ha fatto, in modo impietoso, i conti in tasca al presidente del cda, Urs Rohner. “In 10 anni- ha scritto il portale -Rohner ha guadagnato 43,5 milioni di franchi, mentre ll titolo di Credit Suisse ha subito una flessione del 70%".

Intanto Credit Suisse - che già aveva sofferto l'onda lunga della vicenda Greensill - vede ulteriormente scossa la propria reputazione da una vicenda che, pure, arriva da oltreatlantico, questa volta dall'Argentina. Un gruppo di ex-calciatori che, all'inizio del 2010, avevano affidato 25 milioni di dollari a un gestore patrimoniale della banca svizzera, poi messosi in proprio e operante dall'Uruguay, hanno visto sparire il loro malloppo, investito in parte in prodotti strutturati e, di conseguenza, si sono rivolti a un avvocato di Ginevra, accusando Credit Suisse di scarsa vigilanza.

"Il gestore patrimoniale-spiega il loro legale, Cédric Berger -non aveva la licenza per operare in Uruguay e Credit Suisse, presso cui erano depositati gli averi degli ex-calciatori, avrebbe dovuto saperlo". Dei nomi delle vittime del raggiro, che verosimilmente se resi noti rischiano sanzioni per evasione fiscale, non si sa nulla. Il quotidiano di Ginevra Le Temps ha scritto che uno di loro ha militato nel Barcellona.

Quanto a Credit Suisse non ha commentato la notizia. Che, volendo, ha un precedente analogo a Lugano. Nel 2002 l'allora presidente della locale squadra di calcio, di professione fiduciario, si suicidò dopo che venne alla luce la sua appropriazione indebita di 80 milioni di franchi di alcuni clienti veneti. Soldi che il fiduciario iniettava nel FC Lugano, con cui disputò pure una Coppa UEFA battendo l'Inter a San Siro, e che risultavano depositati presso la Banca del Gottardo. Inutilmente i clienti truffati tentarono di farsi risarcire dall'istitituto di credito, dopo averlo denunciata per scarsa vigilanza.