Bitcoin crollo senza fine: i primi 12 imprenditori in criptovalute perdono 25 miliardi in due settimane
di Luca Pagni , di Luca PagniRoma. Sempre miliardari rimangono, ma nelle ultime due settimane lo sono un po' meno. Il crollo del bitcoin - e di tutte le monete virtuali - ha fatto perdere una montagna di soldi (in questo caso reali) a una dozzina di imprenditori che hanno saputo cavalcare l'onda delle criptomonete e che grazie al loro boom degli ultimi due anni sono entrati a fare parte del club dei patrimoni a nove zeri. Ai livelli massimi del Bitcoin, il patrimonio complessivo dei loro investimenti in monete virtuali valeva 62 miliardi di dollari, mentre ora è sceso a sotto i 37 miliardi, con una perdita di 25 miliardi in pochi giorni.
E' stata per prima Forbes, la rivista americana specializzata nel raccontare storie di success…
Roma. Sempre miliardari rimangono, ma nelle ultime due settimane lo sono un po' meno. Il crollo del bitcoin - e di tutte le monete virtuali - ha fatto perdere una montagna di soldi (in questo caso reali) a una dozzina di imprenditori che hanno saputo cavalcare l'onda delle criptomonete e che grazie al loro boom degli ultimi due anni sono entrati a fare parte del club dei patrimoni a nove zeri. Ai livelli massimi del Bitcoin, il patrimonio complessivo dei loro investimenti in monete virtuali valeva 62 miliardi di dollari, mentre ora è sceso a sotto i 37 miliardi, con una perdita di 25 miliardi in pochi giorni.
E' stata per prima Forbes, la rivista americana specializzata nel raccontare storie di successo finanziarie, a mettere in fila le perdite dei novelli tycoon dell'ultima moda finanziaria: si è divertita a contabilizzare le principali perdite, causate dalla caduta delle quotazioni. Un conto che parte dalla mezzanotte del 10 maggio quandi il Bitcoin - la regina delle criptomonete nonché quella con la maggiore capitalizzazione a livello globale - ha sfiorato i 60 mila dollari (59.423), raggiungendo il suo massimo storico. Da allora, tra molti alti e bassi (pochissimi i primi), il Bitcoin è salito sul piano inclinato che ha fatto scivolare le quotazioni fin sotto la soglia dei 34 mila dollari con un ulteriore crollo nella seduta di domenica 23, quando ha toccato anche una perdita del 18% del suo valore.
Il dato di Forbes, per la verità, è vecchio di qualche giorno (mercoledì 19 maggio) quando il patrimonio dei dodici super-ricchi era sceso a 46,8 miliardi. Ma con l'ulteriore caduta del valore delle criptomonete, superiore al 20%, si arriva al dato aggiornato, attorno a 35-36 miliardi. Come detto, i dodici campioni delle monete virtuali non fanno fatica a mettere insieme il pranzo con la cena, ma in ogni caso il patrimonio che hanno visto andare in fumo è considerevole, visto che si è quasi dimezzato.
Un crollo, tra l'altro, avvenuto in pochi giorni, gettando ancora una volta un ombra sulla "solidità" delle monete virtuali, eccessivamente volatili per essere considerate ancora una alternativa alle monete "ufficiali" e un asset ancora troppo speculativo. Anche perchè le criptomonete si trovano al centro di iniziative da parte delle istituzioni mondiali: il governo di Pechino ha impedito alle banche cinesi di utilizzare monete virtuali, il dipartimento del Tesoro Usa le accusa di "velare" attività illegali a cominciare dall'evasione fiscale.
Ma chi sono i miliardari di cui stiano parlando? I più noti, con tutta probabilità, sono i gemelli Winklevoss, Tylor e Cameron, resi celebri dal film "The social network" che racconta la nascita di Facebook: hanno a lungo contestato a Mark Zuckerberg il fatto di essere stati i co-fondatori del social più utilizzato al mondo e dopo una causa legale hanno chiuso la vicenda intascando 65 milioni di dollari. Una parte è stata utilizzata per investire in bitcoin gà nel 2012. Due anni dopo hanno lanciato la piattaforma Gemini, che tratta fino a 200 milioni di scambi in criptomonete al giorno. Con il crollo degli ultimi giorni hanno perso oltre 2 miliardi.
Forbes ritiene che il "grande" sconfitto sia Sam Bankman-Fried, 29 anni , ex trader di Wall Street e fondatore della società di compravendita di criptovalute Alameda Research. Il suo patrimonio valeva 16 miliardi ed è sceso sotto i 10. Anche se, va detto, chi ha perso di più in termini percetuali è Michael Saylor: era già diventato miliardario con il boom delle dot-com e ha ammesso di aver investito forte in bitcoin fino a raggiungere un patrimonio di 3,3 miliardi ai massimi della criptovaluta. Ora vale meno della metà.
La caduta del Bitcoin ha trascinato, come detto anche le atre monete virtuali nel ribasso complessivo. Ed è per questo che Vitalik Buterin, il co-creatore della piattaforma dell'Ethereum dopo aver raggiunto un patrimonio di 1,8 miliardi ora vede la cifra viaggiare vetso i 700 milioni di dollari. Stessa sorte per Brian Armstromg e Fred Ehrsam, i fondatori della piattaforma Coinbase: sbarcata a Wall Street con una valutazione monstre di 65 miliardi, dalla quotazione alla fine di aprile, le azioni hanno perso circa il 30 per cento. Rimangono anche loro miliardari, ma un po' meno.