Bioera, botta e risposta con i revisori dei conti che confermano il “no” al bilancio 2020
di Carlotta Scozzari , di Carlotta ScozzariMILANO - Bioera va allo scontro con la società di revisione Rsm, che alla fine di aprile si era detta non in grado di esprimere un giudizio sul bilancio del 2020 dell’azienda, guidata da Canio Giovanni Mazzaro e presieduta da Daniela Santanchè, e che il 7 giugno ha confermato questa posizione.
In generale, i revisori dei conti hanno ribadito di non essere stati "in grado di acquisire elementi probativi sufficienti e appropriati su cui basare il giudizio sul bilancio". E questo valeva sia per il bilancio consolidato del 2020 di Bioera, che alla fine di aprile si pensava che si fosse chiuso con una perdita di 6,4 milioni e un patrimonio netto negativo per 11 milioni, sia per quello civilistico, archiviato con un "rosso" per 1,7 milioni.
Tuttavia, il 14 maggio, i numeri del bilancio consolidato sono stati rettificati da Bioera, società collocata al vertice di un gruppo che opera nella produzione e distribuzione di prodotti biologici e alim…
MILANO - Bioera va allo scontro con la società di revisione Rsm, che alla fine di aprile si era detta non in grado di esprimere un giudizio sul bilancio del 2020 dell’azienda, guidata da Canio Giovanni Mazzaro e presieduta da Daniela Santanchè, e che il 7 giugno ha confermato questa posizione.
In generale, i revisori dei conti hanno ribadito di non essere stati "in grado di acquisire elementi probativi sufficienti e appropriati su cui basare il giudizio sul bilancio". E questo valeva sia per il bilancio consolidato del 2020 di Bioera, che alla fine di aprile si pensava che si fosse chiuso con una perdita di 6,4 milioni e un patrimonio netto negativo per 11 milioni, sia per quello civilistico, archiviato con un "rosso" per 1,7 milioni.
Tuttavia, il 14 maggio, i numeri del bilancio consolidato sono stati rettificati da Bioera, società collocata al vertice di un gruppo che opera nella produzione e distribuzione di prodotti biologici e alimentari tradizionali oltre che di cosmesi naturale, per tenere conto dell’esito sfavorevole in primo grado del contenzioso tra la controllata Ki Group e il Fallimento di BioNature srl (tecnicamente, sono stati accantonati a fondo rischi 0,5 milioni, anziché rilevare una passività di 1,6 milioni, cifra quest’ultima che coincide con la richiesta di risarcimento danni da parte di BioNature): i ricavi sono rimasti fermi a 11,8 milioni, mentre la perdita finale si è ridimensionata a 5,3 milioni.
I revisori di Rsm si sono espressi negativamente anche sui numeri aggiornati, tornando a elencare tutta una serie di ragioni più tecniche, tra cui la mancanza di un piano economico, finanziario e patrimoniale a garanzia e supporto della continuità aziendale, oltre che alcuni dubbi sulla valutazione dell'avviamento legato alla controllata Ki Group. E quest'ultima, quotata sul listino dell'Aim e operante nel settore della distribuzione all’ingrosso, commercializzazione e produzione di prodotti biologici e naturali, non soltanto rappresenta la principale partecipazione nel portafoglio di Bioera (possiede quasi il 26%, stando al sito della società), ma ha seguito le sorti della prima azionista nelle vicende sul bilancio del 2020.
Il 24 maggio, infatti, i revisori di Rsm si sono detti impossibilitati a esprimersi anche sul bilancio di Ki Group Holding (chiuso, come ricordato dagli stessi, con perdite consolidate di 3,1 milioni e un patrimonio netto negativo di 12,1 milioni), adducendo ragioni analoghe a quanto già accaduto con Bioera, a cominciare dalla mancanza di un piano economico, finanziario e patrimoniale a supporto della continuità aziendale.
Dal canto suo, Bioera, società tornata a Piazza Affari nel 2011 dopo il crac del gruppo Mariella Burani, in una nota diffusa la sera di venerdì 4 giugno a seguito delle richieste giunte da Consob il 27 maggio, aveva ribattuto alle osservazioni dei revisori dei conti. Per esempio, aveva fatto sapere di non ritenere che "l’assenza di un piano economico-finanziario e patrimoniale di gruppo sia elemento tale, di per sé, da pregiudicare la possibilità di verifica dell’esistenza del presupposto della continuità aziendale; l’esistenza di tale presupposto è stato infatti - da primo - singolarmente valutata dagli organi amministrativi di ciascuna società del gruppo, in completa autonomia, ciascuna ritenendolo soddisfatto, e - successivamente - rivalutato dagli amministratori sulla base degli elementi prodotti da ciascuna società" aveva precisato l'azienda quotata a Piazza Affari sul listino principale Mta. Quanto invece alla questione dell'avviamento, Bioera, per la corretta valutazione, aveva fatto sapere di essersi avvalsa "del supporto di un soggetto terzo qualificato, professore ordinario di Economia e Gestione delle Imprese e dottore commercialista".
Insomma, è ormai sempre più chiaro che la società guidata da Mazzaro e i revisori dei conti si trovano su posizioni antitetiche che appaiono difficilmente conciliabili. Va tra l’altro ricordato che Bioera, nel 2020, aveva cambiato in corsa prima della scadenza del mandato (chiamando proprio Rsm) Ria Grant Thornton, che già con riferimento al bilancio del 2019 si era detta “impossibilitata a esprimere un giudizio”.
Nella stessa nota del 4 giugno, Bioera aveva ricordato che, grazie alla liquidità raccolta con l'obbligazione da 2,7 milioni sottoscritta a marzo da Invitalia sulla base del cosiddetto "decreto Rilancio" e grazie ai 2 milioni di linee di credito ottenuti da Intesa Sanpaolo e Banco Desio, la controllata "Ki Group srl prevede di essere in grado di perseguire il proprio piano industriale a breve e medio termine basato sia sullo sviluppo di marchi propri della filiera produttiva diretta, sia di marchi di terzi ad alta potenzialità di crescita".
Nel bilancio di Bioera non vale invece più nulla la partecipazione di oltre il 40% nella Visibilia srl controllata a maggioranza dalla senatrice di Fratelli d'Italia Santanchè. La quota era stata acquistata nel 2013 in virtù di quello che negli anni scorsi era sembrato uno scambio di partecipazioni tra le varie società della galassia Mazzaro e quelle della galassia Santanchè (i due, in passato compagni di vita, hanno un figlio insieme). Anche la senatrice, infatti, era stata socia di peso d Bioera. Oggi, tuttavia, Santanchè non compare più tra gli azionisti rilevanti, che in base al sito della stessa società sono la Biofood Italia di Mazzaro al 9,8% e Alsharif Nawaf Faiez, a sua volta alla guida del gruppo dell’energia dell’Arabia Saudita, Alsharif Group Holding, con in mano il 4,6 per cento. Santanchè è però rimasta nel consiglio di amministrazione di Bioera, come presidentessa, incarico per cui nel 2020 ha percepito in tutto 75.625 euro, l’88% in meno dei 622.623 euro totalizzati nel 2019; mentre l’amministratore delegato Mazzaro ha ricevuto 482mila euro, il 31% in più dei 369.005 euro del 2019.