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L'ora degli investimenti per la famiglia Berlusconi: 770 milioni su libri e televisioni

Da inizio 2020, la Fininvest si è concentrata sulle attività industriali di Mediaset e Mondadori, liberando risorse dalla partecipazione finanziaria in Mediobanca. Oggi il passaggio del 5% da Vivendi alla holding sancisce la pace con i francesi
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MILANO - C'è un tempo per raccogliere e uno per seminare. Nell'anno della Pandemia, la Fininvest della famiglia Berlusconi ha preferito seminare investendo sulle sue industrie dei libri e della tv, sicura che i frutti non tarderanno ad arrivare.

Lo ha fatto in Mondadori - su negozi, digitale e scuola per poco meno di 200 milioni - ma lo ha fatto anche in Mediaset, che ha continuato a puntare sulla Germania (altri 180 milioni su Prosieben Sat) investendo anche attraverso la controllata in Spagna. Anche ai piani alti di Fininvest, la famiglia non si è tirata indietro, offrendosi di rilevare un altro 5% del gruppo di Cologno dalle mani di Vivendi per 159 milioni, in modo da agevolare la pace con il colosso francese.

Morale, dall'inizio del 2020 in casa Berlusconi sono stati spesi su Mediaset e Mondadori 770 milioni di investimenti straordinari (considerando anche alcune voci eccezionali per i diritti Tv), cifra che sale a 1,2 miliardi con la normale attivit&ag…

MILANO - C'è un tempo per raccogliere e uno per seminare. Nell'anno della Pandemia, la Fininvest della famiglia Berlusconi ha preferito seminare investendo sulle sue industrie dei libri e della tv, sicura che i frutti non tarderanno ad arrivare.

Lo ha fatto in Mondadori - su negozi, digitale e scuola per poco meno di 200 milioni - ma lo ha fatto anche in Mediaset, che ha continuato a puntare sulla Germania (altri 180 milioni su Prosieben Sat) investendo anche attraverso la controllata in Spagna. Anche ai piani alti di Fininvest, la famiglia non si è tirata indietro, offrendosi di rilevare un altro 5% del gruppo di Cologno dalle mani di Vivendi per 159 milioni, in modo da agevolare la pace con il colosso francese.

Morale, dall'inizio del 2020 in casa Berlusconi sono stati spesi su Mediaset e Mondadori 770 milioni di investimenti straordinari (considerando anche alcune voci eccezionali per i diritti Tv), cifra che sale a 1,2 miliardi con la normale attività di produzione televisiva e l'ordinaria amministrazione di Segrate e Cologno.

Certo, strada facendo tra il 2020 e il 2021 qualche partecipazione finanziaria è stata sacrificata in favore di questi investimenti: è il caso di Molmed e soprattutto del 2% di Mediobanca (174 milioni). Va detto che nessuna delle due quote era strategica da tempo, e che una pulizia e rotazione del portafoglio era da tempo auspicabile. Soprattutto per quanto riguarda l'investimento in Piazzetta Cuccia, l'occasione si è presentata sul mercato quando le quotazioni sono tornate su livelli che non si vedevano da anni, permettendo a Fininvest di uscire con una interessante plusvalenza.

Tornando all'industria, Mondadori si è spostata sempre più sui libri, sulla scuola e sul digitale, dove ha rilevato Hey, lasciando un po' più indietro i magazine. L'ultima operazione, quella di De Agostini Scuola ha portato il gruppo di Segrate a staccare un assegno da 157,4 milioni, un investimento importante che però è stato apprezzato dal mercato e dagli investitori. Peraltro, negli ultimi tempi Mondadori ha portato avanti un cambio ai vertici in continuità con la nomina di Antonio Porro, per puntare sempre più sui libri. La stessa Marina Berlusconi, che del gruppo di Segrate è presidente, anche a valle dell'acquisizione della divisione scuola dal gruppo che fa capo alle famiglia Boroli Drago ha fatto sapere di voler crescere ancora, sia per linee interne che per nuove acquisizioni.

Quanto a Mediaset, oggi viene suggellata la pace con i francesi di Vivendi (che scenderanno al 24 perdendo la minoranza di blocco), mettendo a punto una serie di operazioni che porteranno il gruppo a trasferire la sede legale in Olanda. Il passaggio formale dovrebbe sbloccare un nuovo riassetto. Del resto, Pier Silvio Berlusconi aveva gareggiato per rilevare al francese M6, e proverà a consolidarsi in Europa. Gli analisti scommettono però che il migliore investimento sarebbe quello nelle quote di minoranza di Mediaset Espana, che a prescindere dei buoni risultati anche in scia al successo degli Europei di Calcio, è il titolo della free to air più economico del panorama televisivo del Vecchio continente.