Credit Suisse, accordo "amichevole" per chiudere lo scandalo dei pedinamenti
di Franco Zantonelli , di Franco ZantonelliLUGANO - Si è chiusa in "modo amichevole", come l'ha definito una nota ufficiale, uno dei più grossi scandali che hanno investito, di recente, la piazza finanziaria svizzera. Ci riferiamo alla vicenda del pedinamento di Iqbal Kahn, all'epoca dei fatti uno dei top manager di Credit Suisse, per il quale vennero sospettati i vertici dell'istituto, in particolare il ceo dell'epoca, Tidjane Thiam. Il quale poche settimane dopo si dimise.
L'affaire esplose nell'autunno del 2019, quando Iqbal Kahn, ritenuto uno dei più brillanti esponenti del milieu bancario elvetico, si accorse di essere seguito a Paradeplatz, nel centro di Zurigo, mentre era in auto con la moglie, da 3 uomini che tentarono di sottrargli il telefono cellulare. Pochi giorni prima si era accordato con UBS per assumere la stessa funzione di responsabile della gestione patrimoniale, che svolgeva nella rivale Credit Suisse.
Dopo l'episodio di Paradeplatz, Iqbal Kahn sp…
LUGANO - Si è chiusa in "modo amichevole", come l'ha definito una nota ufficiale, uno dei più grossi scandali che hanno investito, di recente, la piazza finanziaria svizzera. Ci riferiamo alla vicenda del pedinamento di Iqbal Kahn, all'epoca dei fatti uno dei top manager di Credit Suisse, per il quale vennero sospettati i vertici dell'istituto, in particolare il ceo dell'epoca, Tidjane Thiam. Il quale poche settimane dopo si dimise.
L'affaire esplose nell'autunno del 2019, quando Iqbal Kahn, ritenuto uno dei più brillanti esponenti del milieu bancario elvetico, si accorse di essere seguito a Paradeplatz, nel centro di Zurigo, mentre era in auto con la moglie, da 3 uomini che tentarono di sottrargli il telefono cellulare. Pochi giorni prima si era accordato con UBS per assumere la stessa funzione di responsabile della gestione patrimoniale, che svolgeva nella rivale Credit Suisse.
Dopo l'episodio di Paradeplatz, Iqbal Kahn sporse denuncia per coercizione e minacce alla Procura di Zurigo, mentre i suoi pedinatori affermarono di essere stati ingaggiati da Credit Suisse. Urs Rohner, presidente del cda di quest'ultimo, in sostanza confermò l'operazione, parlando di "misure appropriate intese a proteggere gli interessi della banca, quando dei quadri dirigenti si dimettono". Il timore, in sostanza, che Iqbal Kahn potesse sottrarre clienti a Credit Suisse. Va detto che anche Rohner, nel frattempo, ha lasciato la banca.
Nella storiaccia del pedinamento di Kahn ci scappò pure il morto. In seguito ai suicidio di uno degli agenti di sicurezza che risultarono implicati. Inoltre, stando a notizie uscite successivamente, tra il responsabile della gestione patrimoniale passato alla concorrenza e il ceo, Thiam, erano maturati dissapori per fatti più personali che di lavoro. I due banchieri, proprietari di ville confinanti, avrebbero litigato furiosamente, per banali questioni di vicinato.
Adesso, mentre Tdjane Thiam se n'è andato incassando, come ultimo stipendio, la bazzeccola di 10 milioni di euro, il suo antagonista rinuncia alla denuncia penale contro Credit Suisse, in "modo amichevole" e, sicuramente, non a titolo gratuito. Ma sull'eventuale ammontare della cifra pattuita per l'accordo, nessuno apre bocca.