Stress test Bce, Carige nel plotoncino di coda nella classifica in Europa
di Vittoria Puledda , di Vittoria PuleddaMILANO - Se il Montepaschi chiude il plotoncino di banche sottoposte agli stress test dell'Eba, Carige fa parte dell'ultimo blocco di istituti, quello con le perdite maggiori in termini di capitale - secondo la Bce - in caso di scenario avverso. Infatti mentre l'Eba sottoponeva agli stress test 50 grandi istituti europei, pari al 70% del sistema bancario del Vecchio continente, la Bce sottoponeva a una verifica parallela altri 55 istituti, di dimensioni minori.
L'esercizio della Bce corrisponde alla stessa filosofia: cosa succede in caso di uno scenario avverso e perdurante dell'economia e dei tassi di interesse al capitale più "nobile" ai fini della vigilanza, il cosiddetto Cet1 fully loaded. Ma nel caso delle banche sottoposte a test da parte di Francoforte, i compiti a casa sono stati più sintetici, così come il livello di dettaglio nella comunicazione da parte della Bce (e di conseguenza delle banche al mercato). In p…
MILANO - Se il Montepaschi chiude il plotoncino di banche sottoposte agli stress test dell'Eba, Carige fa parte dell'ultimo blocco di istituti, quello con le perdite maggiori in termini di capitale - secondo la Bce - in caso di scenario avverso. Infatti mentre l'Eba sottoponeva agli stress test 50 grandi istituti europei, pari al 70% del sistema bancario del Vecchio continente, la Bce sottoponeva a una verifica parallela altri 55 istituti, di dimensioni minori.
L'esercizio della Bce corrisponde alla stessa filosofia: cosa succede in caso di uno scenario avverso e perdurante dell'economia e dei tassi di interesse al capitale più "nobile" ai fini della vigilanza, il cosiddetto Cet1 fully loaded. Ma nel caso delle banche sottoposte a test da parte di Francoforte, i compiti a casa sono stati più sintetici, così come il livello di dettaglio nella comunicazione da parte della Bce (e di conseguenza delle banche al mercato). In particolare, non è stato assegnato un valore puntuale di perdita di valore del Cet1 nello scenario avverso, ma una forchetta (o un livello di soglia minima o massima).
E Carige per l'appunto rientra nell'ultima fascia, tra le banche più fragili in Europa, come perdita di Cet1, che sarebbe "superiore a 900 punti base" al 2023. La Bce - e la stessa Carige - si ferma qui; non indica né quanto sarebbe maggiore di 900 punti base né a che livello si posizionerebbe quindi il Cet1, se non che sarebbe inferiore all'8%. Nella versione fully phased questo indicatore era pari al 10,2% a fine 2020 (quando sono stati analizzati i conti da Bce).
Migliore il risultato nello scenario di base, caso in cui la banca rispetterebbe i parametri minimi di capitale di vigilanza fissati dalla Bce; però si sa che gli stress test sono fatti proprio per misurare la capacità di resistere agli stress. In condizioni estreme, Mps arriverebbe addirittura ad avere un Cet1 negativo, come si è visto ieri.
Situazione che gli stress test hanno sostanzialmente confermato e che del resto è molto chiara anche al Fondo interbancario, che attraverso le due anime (Schema volontario e versione obbligatoria di garanzia dei depositi) ha versato circa 700 milioni per l'80% dell'istituto, che ha poi svalutato più volte e ora il valore di carico è di 130 milioni (mentre l'8% di Ccb è in carico a 37,5 milioni).
In realtà il ritorno agli scambi dopo due anni e mezzo di stop a Piazza Affari, ha segnato una curiosa cosa al rialzo, che ha visto il titolo segnare guadagni anche del 40% in unsolo giorno e concludere la sua prima settimana con una capitalizzazione complessiva di 870 milioni. Bisogna tener conto però che il flottante è di poco superiore all'11% e per esempio venerdì scorso gli scambi complessivi sono stati pari a 5,6 milioni di euro ma in pochi giorni l'azione è salita circa dell'80%. Una volatilità che accompagna spesso società con poco flottante e che non di rado si dimostra un fuoco di paglia. Per ora, comunque, Carige in Borsa piace.
La vera cartina di tornasole sarà però il matrimonio con un partner industriale (indispensabile, nonostante il Fondo interbancario non abbia necessità di vendere nell'immediato). Difficilmente succederà qualcosa in agosto e fino a questo momento ci sono state manifestazioni di interesse ma, a quanto pare di capire dalle comunicazioni ufficiali del Fondo,non c'è ancora stato nulla ancora di troppo concreto. Rispetto alla tabella di marcia teorica c'è forse un po' di ritardo; bisognerà forse aspettare settembre per vedere se le acque si smuovono.