Wall street, l'attrazione fatale per le società made in Italy
di Vittoria Puledda , di Vittoria PuleddaMILANO - L'ultima sbarcata direttamente al listino è Stevanato, leader mondiale del packaging farmaceutico (tra l'altro produce il 90% delle fiale utilizzate per il vaccino anti-coronavirus). Sede a Piombino Dese, in provincia di Padova, Borsa di approdo Wall Street, dove il titolo è quotato dal 16 luglio scorso. Non è un trend galoppante, ma proprio di recente le società italiane che vanno in Borsa a New York stanno aumentando, tanto che Stevanato è la diciassettesima azienda tricolore che si quota negli States (quasi sempre con il meccanismo del dual track, la doppia quotazione, ma non in questo caso) e ha raccolto fondi in Ipo per 672 milioni di dollari, con una capitalizzazione intorno ai 6 miliardi di dollari, collocandosi al terzo posto dopo Enel e Ferrari.
Ancor più di recente, ma attraverso il "matrimonio" con una Spac, ha fatto il suo esordio Helbiz. La società che fa capo a Salvatore Palella - nato e cresciu…
MILANO - L'ultima sbarcata direttamente al listino è Stevanato, leader mondiale del packaging farmaceutico (tra l'altro produce il 90% delle fiale utilizzate per il vaccino anti-coronavirus). Sede a Piombino Dese, in provincia di Padova, Borsa di approdo Wall Street, dove il titolo è quotato dal 16 luglio scorso. Non è un trend galoppante, ma proprio di recente le società italiane che vanno in Borsa a New York stanno aumentando, tanto che Stevanato è la diciassettesima azienda tricolore che si quota negli States (quasi sempre con il meccanismo del dual track, la doppia quotazione, ma non in questo caso) e ha raccolto fondi in Ipo per 672 milioni di dollari, con una capitalizzazione intorno ai 6 miliardi di dollari, collocandosi al terzo posto dopo Enel e Ferrari.
Ancor più di recente, ma attraverso il "matrimonio" con una Spac, ha fatto il suo esordio Helbiz. La società che fa capo a Salvatore Palella - nato e cresciuto ad Acireale, in Sicilia, ma ormai di casa a New York - in realtà è italo americana ed è la prima di micro-mobilità elettrica (monopattini e non solo) a sbarcare al Nasdaq (due giorni fa). La strada scelta è stata la business combination con la Spac GreenVision Acquisition corp, già quotata, che a fine percorso di fusione ha fatto arrivare al listino Helbiz, secondo uno schema consolidato anche in Italia ma di travolgente successo negli Stati Uniti, al punto che la Sec ha imposto limiti e vincoli a queste società, chiamate "assegni in bianco", che raccolgono soldi e si quotano, per poi andare alla ricerca di una società-target da acquisire, inglobare e quindi farla automaticamente sbarcare in Borsa.
Entro il quarto trimestre di quest'anno infine è già stata annunciata un'altra matricola italiana di grande prestigio, la Ermenegildo Zegna. Lo sbarco in Borsa avverrà, come nel caso di Helbiz, attraverso una business combination, ancora una volta di origine italiana anche se costituita da capitali internazionali, la Spac Investindustrial acquisition corp, che fa capo ad Andrea Bonomi. Nel frattempo verranno perfezionati i passaggi tecnici della fusione.
La Spac, che si era a sua volta quotata a Wall Street alla fine del 2020, sarà quindi il tramite per la maison del lusso italiano per l'esordio sul listino americano, una scelta motivata dall'opportunità di avere una vetrina anche finanziaria negli States, mercato di forte interesse per il marchio del lusso di Biella. "Niente da portare via dal mercato italiano. Per Zegna che è una società globale gli Usa sono il posto giusto", aveva sottolineato Bonomi, presentando l'operazione. La famiglia Zegna manterrà comunque il controllo, con una partecipazione di circa 62%, mentre l'entità risultante dalla fusione avrà un enterprise value iniziale atteso di 3,2 miliardi di dollari.