✕

Mediobanca: chi cresce di più anche nell'anno del Covid

(reuters)
La fotografia annuale su oltre tremila aziende italiane. Tra le più dinamiche le società medio-grandi dell'alimentare, farmaceutica e informatica. Enel si conferma leader per fatturato, Intesa Sanpaolo supera Unicredit per totale attivo. E per il 2021 l'industria salirà dell'8%, seguito da un più 6,5% nell'anno a venire
2 minuti di lettura

MILANO - La società industriale più grande per fatturato si conferma Enel, il datore di lavoro più ampio Poste mentre, a livello finanziario, Intesa scavalca Unicredit per attivo tangibile e Generali resta la star incontrastata delle polizze. Ma, in generale, il sistema Italia va - dopo la batosta del Covid - e le prospettive delle aziende sono in linea con l'ottimismo generalizzato sulla crescita del paese: nel 2021 il fatturato delle imprese industriali e di servizio crescerà dell'8% seguito da un ulteriore balzo del 6,5% nel 2022.

Sono queste le stime dell'Area studi Mediobanca nel rapporto sulle Principali società italiane, che dal 1966 fotografa l'andamento di banche, industria e servizi (in tutto, sono censiti i bilanci di 3.437 aziende). Un rapporto che mostra la voglia di riprendersi, dopo il calo dell'11,7% del fatturato industriale nel 2020.

Molte le conferme: Enel si piazza ancora al primo posto per fatturato (62,6 mi…

MILANO - La società industriale più grande per fatturato si conferma Enel, il datore di lavoro più ampio Poste mentre, a livello finanziario, Intesa scavalca Unicredit per attivo tangibile e Generali resta la star incontrastata delle polizze. Ma, in generale, il sistema Italia va - dopo la batosta del Covid - e le prospettive delle aziende sono in linea con l'ottimismo generalizzato sulla crescita del paese: nel 2021 il fatturato delle imprese industriali e di servizio crescerà dell'8% seguito da un ulteriore balzo del 6,5% nel 2022.

Sono queste le stime dell'Area studi Mediobanca nel rapporto sulle Principali società italiane, che dal 1966 fotografa l'andamento di banche, industria e servizi (in tutto, sono censiti i bilanci di 3.437 aziende). Un rapporto che mostra la voglia di riprendersi, dopo il calo dell'11,7% del fatturato industriale nel 2020.

Molte le conferme: Enel si piazza ancora al primo posto per fatturato (62,6 miliardi) davanti a Eni e Gse (gestore dei servizi energetici). Leonardo guadagna una posizione (dal settimo al sesto posto) mentre Italpreziosi ne scala addirittura 49 e si piazza al quindicesimo posto. La società aretina - attiva nella lavorazione e nel trading di oro e metalli preziosi, ha beneficiato del raddoppio dei volumi di vendita ma anche di un incremento del prezzo del metallo giallo pari al 25%. Chiude la top ten Poste italiane, in rimonta di due posizioni mentre ampliando lo sguardo alle prime 20, in fondo alla classifica troviamo tre new entry: Eurospin Italia,Fincantieri e Lidl Italia. Prima per servizi è invece Tim.

Tra le prime 20 società industriali per fatturato, sei fanno parte del settore energetico-petrolifero e altrettante alla manifattura (FCA Italy, Leonardo, Prysmian, Parmalat, Saipem e Fincantieri). Lo Stato è il primo "azionista": metà della classifica infatti è di proprietà pubblica, mentre il primo datore di lavoro si conferma Poste e solo due gruppi - Enel ed Eni - superano un fatturato di 30 miliardi. Tuttavia, aggiunge Mediobanca, "pur in presenza di una crisi di portata eccezionale" circa il 30% delle aziende che compongono la graduatoria ha realizzato, nel 2020, un incremento di fatturato.

La crisi infatti ha morso dappertutto ma non con egual durezza e anzi ci sono stati anche gruppi molto dinamici, che hanno registrato un incremento del giro d'affari rilevante (+20% nel 2020 rispetto all'anno precedente): tra queste, ce ne sono cinque di medie dimensioni (Monge, azionisti anche di Mediobanca) la Fratelli Ferro-Semolerie Molisante, Cappellotto e Labomar; cui si aggiungono cinque imprese medio-grandi: Diasorin (quotata a Piazza Affari e grazie ai test per il Covid protagonista di un buon rally in Borsa) Stevanato, che ha di recente deciso di quotarsi a Wall Street, Pietro Fiorentini, Gvs e Copan Italia. Quelli che Mediobanca chiama "i fari nel deserto" insomma fanno parte del settore alimentare, grande distribuzione food, settore farmaceutico e informatica.

Nel settore finanziario, come detto si registra la staffetta al vertice - tra la prima e la seconda posizione - con la banca guidata da Carlo Messina che supera Unicredit come totale attivo tangibile, in conseguenza all'acquisizione di Ubi (Intesa 994 miliardi, Unicredit 929). A seguire, con ampio scarto, Cassa Depositi e Prestiti a quota 410 miliardi e Banco Bpm (182). Il settore bancario registra nel 2020 un importante aumento del parametro 'cost/income ratio', dal 71% al 77% anche "per effetto di incentivi all'esodo e spese Covid" mentre prosegue il miglioramento della qualità del credito. Dopo il picco del 2015 a 198 miliardi, alla fine dell'anno scorso la massa degli Npl ammontava a 'soli' 49 miliardi, in diminuzione di quasi il 24% rispetto al 2019.

Per quanto riguarda le assicurazioni, Generali mantiene un dominio assoluto sulla Top10, con premi lordi che superano i 67 miliardi e rappresentano il 50% dei premi di tutto il comparto. Seguono Poste Vita a quasi 17 miliardi e Unipol, che sfiora quota 12 miliardi.