TORINO - Ricavi consolidati pari a 8,0 miliardi di dollari, in crescita del 23% rispetto al terzo trimestre del 2020, utile netto pari a 329 milioni di dollari, risultato diluito per azione adjusted pari a 0,36 dollari e Ebit adjusted delle attività industriali pari a 469 milioni di dollari, in aumento di 231 milioni di dollari, pari circa al 100%. Solide performance per Cnh Industrial nel terzo trimestre 2021. Il free cash flow delle attività industriali della multinazionale italo-statunitense partecipata da Exor (holding che controlla anche Repubblica) è negativo per 0,7 miliardi di dollari causa l'assorbimento stagionale del capitale di funzionamento, aggravato dalle interruzioni della catena logistico produttiva nell'ultima parte del trimestre e dai problemi di fornitura dei componenti per la crisi dei semiconduttori. Situazione che ha portato anche alla chiusura temporanea di alcuni stabilimenti. Una situazione che rischia di avere effetti ancora nell'ultimo trimestre dell'anno. Risultati comunque positivi alla vigilia dello spin-off che porterà alla nascita di Iveco Group, società che debutterà all'inizio del 2022, quotata alla Borsa di Milano e che riunirà tutti i marchi "stradali", dai mezzi pesanti ai bus, di Cnh.
"Come Cnh Industrial, la nostra squadra ha lavorato in modo ammirevole nel terzo trimestre, mostrando una prontezza e una determinazione eccezionali nel superare la situazione sempre più sfidante della catena logistico-produttiva per servire i nostri clienti e concessionari - sottolinea il ceo di Cnh Scott Wine - tutto ciò che abbiamo realizzato è stato doppiamente impressionante perché, nello stesso periodo, abbiamo dedicato considerevoli risorse al processo di chiusura dell'acquisizione di Raven Industries e allo sviluppo del relativo piano onnicomprensivo di integrazione e valorizzazione, mentre stiamo anche finalizzando i preparativi per completare lo spin-off. Riguardo a quest'ultimo, disponiamo ora di team di leadership completi e operativi sia per On- sia per Off-Highway e rimaniamo sulla buona strada per una separazione all'inizio del primo trimestre 2022".
Nei primi nove mesi dell'anno i ricavi consolidati sono cresciuti del 39% anno su anno arrivando a 24,4 miliardi di dollari, l'utile netto è stato di 1.453 milioni di dollari, con un risultato diluito per azione adjusted pari a 1,10 dollari, e Ebit adjusted delle attività industriali pari a 1.713 milioni di dollari, per effetto della solida performance operativa e free cash flow delle attività industriali negativo pari a 91 milioni di dollari. "Un'ulteriore testimonianza dell'energica esecuzione del team e della forza dei nostri mercati, in particolare di quello Agriculture, è il risultato adjusted per azione nei nove mesi, pari a 1,10 dollari, che supera qualsiasi risultato per azione nell'intero anno nella storia della società - sottolinea Wine - nonostante le notevoli difficoltà di approvvigionamento che condizioneranno i nostri risultati del quarto trimestre, se consideriamo il perdurante stato di buona salute dei nostri mercati, il potenziale ancora inespresso del nostro team, che stiamo sbloccando attraverso la riorganizzazione, nonché il lancio delle varie iniziative di creazione del valore, che stanno appena iniziando a produrre risultati, siamo fiduciosi in un futuro luminoso".
Le difficoltà della catena logistico-produttiva, che hanno continuato ad influenzare il costo delle materie prime, la disponibilità di componenti e le vendite fino alla fine del trimestre, proseguiranno nell'ultimo trimestre e l'azienda non può assicurare che non si verifichino ulteriori chiusure temporanee dei propri stabilimenti. Il portafoglio ordini in Agriculture è più che raddoppiato anno su anno per i trattori in tutto il mondo. Il portafoglio ordini in Construction è in crescita anno su anno per entrambi i sub-segmenti dei Pesanti e dei Leggeri, con aumenti in tutte le aree geografiche e, in particolare, in Nord America e Europa, dove è più che triplicato. Tra gli altri dati: nuovi ordini per i veicoli industriali in Europa in aumento del 68% anno su anno, con i veicoli leggeri in crescita del 61% e i veicoli medi e pesanti in aumento dell'89%. Rapporto tra ordini e fatturato dei veicoli industriali in Europa a 1,87. Un buon viatico per la nascita del gruppo Iveco a inizio gennaio. Il Ceo designato, Gerrit Marx, ha indicato che dopo i significativi impatti sulla catena di approvvigionamento nel quarto trimestre dell'anno, "dovremmo aumentare nuovamente il ritmo di consegna poichè la situazione della catena di approvvigionamento sarà meno volatile nel 2022". Il manager ha svelato che "la raccolta ordini in Europa è aumentata di quasi il 70% rispetto al terzo trimestre del 2020, con mezzi leggeri in crescita del 60% e quelli medi e pesanti del 90%. Il portafoglio ordini di mezzi leggeri, medi e pesanti per i nostri stabilimenti europei va già da 25 a più di 30 settimane, riflettendo gli aumenti di capacità annunciati di recente nei nostri stabilimenti in spagna e in italia".
Prospettive di chiusura d'anno per Cnh? La domanda rimane solida in tutte le aree geografiche e in tutti i segmenti. Nell'ultima parte dell'anno, l'impatto crescente delle pressioni sulle materie prime e sulla logistica sarà parzialmente compensato dai migliori prezzi. Rivisti i ricavi di vendita netti al livello inferiore delle prospettive precedenti, in crescita tra il 24% e il 28% anno su anno, con un primo contraccolpo in Borsa, generato dalla limatura alle stime. Poi c'è stata la ripresa con un rimbalzo fino al +1% e un assestamento su un +0,8%. Sulle spese generali, amministrative e di vendita previsioni inferiori-uguali al 7,5% dei ricavi netti, mentre il free cash flow positivo attorno a 1,0 miliardi di dollari e spese di ricerca e sviluppo e investimenti attorno ai 2,0 miliardi di dollari.