Permira compra Kedrion, azienda leader nel settore del plasma. I vecchi soci reinvestono
di Vittoria Puledda , di Vittoria PuleddaMILANO - Kedrion, storica società toscana attiva nella farmaceutica e ora specializzata nel settore del plasma e dei derivati, passa di mano. A comprare è il fondo di private equity, Permira, affiancato dal suo coinvestitore nei vari veicoli di investimento Abu Dhabi Investment Authority. A vendere, la famiglia Marcucci (51%), che ha fondato il gruppo (uno dei fratelli, il senatore Andrea, ha un forte rapporto con Matteo Renzi ma è rimasto nel gruppo Pd) il Fondo strategico italiano (24,1%) e Cdp equity (25,06%).
Tuttavia, non è una vendita secca: i Marcucci, Fsi e con ogni probabilità anche Cdp equity (ha l'opzione che probabilmente sarà esercitata ma non ha ancora preso una decisione, a differenza di quanto è avvenuto per gli altri due partner) prenderanno una quota di minoranza del nuovo gruppo, che nascerà dalla fusione tra Kedrion medesima e una società leader britannica, Bios Products Laboratory (Bpl), acq…
MILANO - Kedrion, storica società toscana attiva nella farmaceutica e ora specializzata nel settore del plasma e dei derivati, passa di mano. A comprare è il fondo di private equity, Permira, affiancato dal suo coinvestitore nei vari veicoli di investimento Abu Dhabi Investment Authority. A vendere, la famiglia Marcucci (51%), che ha fondato il gruppo (uno dei fratelli, il senatore Andrea, ha un forte rapporto con Matteo Renzi ma è rimasto nel gruppo Pd) il Fondo strategico italiano (24,1%) e Cdp equity (25,06%).
Tuttavia, non è una vendita secca: i Marcucci, Fsi e con ogni probabilità anche Cdp equity (ha l'opzione che probabilmente sarà esercitata ma non ha ancora preso una decisione, a differenza di quanto è avvenuto per gli altri due partner) prenderanno una quota di minoranza del nuovo gruppo, che nascerà dalla fusione tra Kedrion medesima e una società leader britannica, Bios Products Laboratory (Bpl), acquisita contestualmente al riassetto azionario di Kedrion. A fine processo Fsi, i Marcucci e Cdp equity avranno complessivamente il 36% mentre il restante 64 sarà nelle mani di Permira.
Per Kedrion, gioiello della farmaceutica avanzata italiana, si tratta di un'importante occasione di crescere ulteriormente, in particolare sui mercati internazionali. Attualmente la società ha un fatturato intorno ai 700 milioni di euro, con una presenza commerciale in oltre 100 paesi, raggiunti per l'80% attraverso la vendita diretta. Ma anche per Cdp è un'operazione coerente con il nuovo piano industriale 2022-2024, approvato nel novembre scorso, meno centrato sulle partecipazioni azionarie stabili (quando una società è cresciuta, si esce) e più sul finanziamento delle imprese.
Del resto, l'investimento in Kedrion si è rivelato un buon affare per la Cassa e quindi l'uscita è vantaggiosa (complessivamente sono stati investiti 117 milioni): la cessione della partecipazione garantisce alla Cassa - viene rilevato in una nota - una importante valorizzazione e ritorno sull'investimento. Nei 10 anni in cui Cdp Equity è stata azionista, la società ha potuto raddoppiare il giro d'affari consolidato, incrementare i ricavi sui mercati internazionali, saliti dal 46% al 78%, e accrescere in maniera consistente l'organico.
Numerosi, come sempre in queste operazioni complesse, gli advisor: i fondi Permira sono stati assistiti da Morgan Stanley, EY, Latham & Watkins, Giliberti e Triscornia e Associati. Gli azionisti di Kedrion sono stati assistiti da Lazard, Natixis, Carnelutti e Pedersoli. BofA securities e Goodwin Procter sono stati advisor di Bpl e di TII, azionista unico di Bpl.