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Peloton, l'attacco di un fondo attivista: Blackwells chiede la testa dell'ad e di cedere la società

(reuters)
L'azienda delle cyclette in crisi dopo il boom della pandemia. Ora il nuovo azionista la spinge tra le braccia di un colosso come Disney, Apple, Sony o Nike. Intanto Kkr punta sul colosso olandese delle bici elettriche Accel
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MILANO - Si fa sempre più dura la strada per il management di Peloton, azienda specializzata in biciclette per l'allenamento tra le mura di casa (cyclette iper-tecnologiche) che aveva vissuto un momento d'oro durante i primi lockdown, ma ha poi imboccato una pericolosa discesa borsistica. Ad agitare nuovamente i piani alti dell'azienda, che ultimamente è scivolata su una serie di bucce di banana, è il fondo attivista Blackwells Capital che vuole il licenziamento dell'amministratore delegato e la cessione della società. Un altro colpo per la produtrice di attrezzature per il fitness, che è in calo di oltre l'80% dal suo record ed ha ancora fresco il ricordo dello scorso giovedì nero durante il quale ha perso il 24% di valore, tanto che ora vale meno del prezzo della sua Ipo risalente al settembre 2019 (29 dollari): con i 9 miliardi di capitalizzazione attuali, sembrano un lontano ricordo i 50 toccati nel picco di un anno fa.…

MILANO - Si fa sempre più dura la strada per il management di Peloton, azienda specializzata in biciclette per l'allenamento tra le mura di casa (cyclette iper-tecnologiche) che aveva vissuto un momento d'oro durante i primi lockdown, ma ha poi imboccato una pericolosa discesa borsistica. Ad agitare nuovamente i piani alti dell'azienda, che ultimamente è scivolata su una serie di bucce di banana, è il fondo attivista Blackwells Capital che vuole il licenziamento dell'amministratore delegato e la cessione della società. Un altro colpo per la produtrice di attrezzature per il fitness, che è in calo di oltre l'80% dal suo record ed ha ancora fresco il ricordo dello scorso giovedì nero durante il quale ha perso il 24% di valore, tanto che ora vale meno del prezzo della sua Ipo risalente al settembre 2019 (29 dollari): con i 9 miliardi di capitalizzazione attuali, sembrano un lontano ricordo i 50 toccati nel picco di un anno fa.

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Blackwells Capital si è costruito una quota significativa nel capitale di Peloton, comunque inferiore al 5%, ed è pronto ad andare in pressingo sul board per dare il benservito al ceo John Foley e perseguire quindi una vendita della società, che sarebbe un boccone appetibile per altre società che sono impegnate in campo tecnologioco o comunque nell'ambito del fitness.

E' questa solo l'ultima delle vicissitudini per la tribolata azione. Giovedì aveva ceduto di schianto dopo che un report di Cnbc aveva ricostruito un tale stallo nella domanda dei suoi prodotti da avero comportato lo stop alla produzione. Indiscrezioni che hanno portato lo stesso Foley a scrivere una lettera ai dipendenti nella quale si annunciano la revisione sia dello staff che delle linee produttive, dovendo l'azienda adattarsi alla stagionalità della domanda. Già nei mesi scorsi aveva cercato di contrastare la crisi della domanda attraverso tagli dei listini dei prezzi e spostando i costi su consegne e servizi legati ai macchinari consegnati. E a guastare il clima era arrivato anche un episodio della nota serie tv Sex and the city durante il quale uno dei personaggi principali muore d'infarto proprio su una bici Peloton.

Secondo Blackwells, però, la società è più debole oggi di quanto non lo fosse prima della pandemia: se da una parte il calo della domanda è comprensibile per il ritorno (almeno in parte) alla vita normale degli americani che ha riaperto le palestre&Co., quel di cui si imputa il management sono scelte sbagliate dal punto di vista strategico. Come gli investimenti costosi in linee produttive senza aspettare l'assestamento dei volumi (l'anno scorso ha speso 400 milioni per un nuovo sito negli Usa, ricorda il Ft) o un'acquisizione troppo costosa, o ancora il richiamo di alcune apparecchiature che hanno colpito conti e immagine. Lo stesso quotidiano britannico ricorda come l'equilibrio finanziario di Peloton sia troppo dipendente dalla vendita delle biciclette, che però non sono un prodotto che un utente cambia ogni anno.
 
Ora, il fondo attivista addita Foley come responsabile numero uno e suggerisce di entrare in una compagnia più grande per risollevarsi: Disney, Apple, Sony o Nike sarebbero i nomi avanzati, secondo Reuters. Blackwells, ricorda il Wsj, è reduce da campagne nel settore immobiliare, come nel caso di Monmouth Real Estate Investment che è stata indirizzata alla vendita, e di Colony Capital, del cui ceo Tom Barrack (vecchia conoscenza della Costa Smeralda) ha accelerato l'uscita. Per gli osservatori, però, in questo caso la partita è complicata per il fatto che il ceo Foley e altri insider hanno in mano l'80% dei voti grazie alle azioni di Classe B.
 
Per una società nel mirino dei fondi, un'altra operazione - dal diverso sapore - riguarda il mondo delle due ruote. Il fondo Kkr (noto in Italia per la recente ventilata Opa su Tim) punta al colosso olandese delle biciclette Accell, titolare tra gli altri del marchio Atala, per creare un campione mondiale della mobilità elettrica. Lo ha annunciato il Gruppo che ha sottoscritto un accordo con il consorzio guidato da Kkr e partecipato da Teslin, che lancerà un'offerta pubblica a 58 euro per azione tramite Sprint Bidco, per un controvalore complessivo di 1,56 miliardi di euro. Immediata la reazione del titolo in Borsa ad Amsterdam, dove ha subito segnato un rialzo del 24,21% a 57,20 euro, poco sotto il prezzo dell'offerta, per chiudere poi in crescita del 24,86% a 57,5 euro. Il Gruppo conta 3.100 dipendenti in 15 Paesi e commercia in 80 nazioni. Nel 2020 ha venduto 897mila biciclette, con ricavi per 1,3 miliardi attraverso i marchi Atala, Haibike, Winora, Ghost, Batavus, Koga, Lapierre, Raleigh, Sparta, Babboe, Carqon e Bianchi, presente solo in Turchia.