Banca Ifis, nel nuovo piano più digitalizzazione e metà degli utili distribuiti ai soci
di Vittoria Puledda , di Vittoria PuleddaMILANO - Si chiama "Does" il nuovo piano industriale di Banca Ifis al 2024: una banca sempre più Digitale, con una struttura Open (una piattaforma aperta a partnership strategiche con soggetti specializzati) Efficiente (in particolare sul versante dei costi, anche se sono previsti corposi investimenti e un programma di assunzioni) e, infine, Sostenibile. Il piano, presentato dall'amministratore delegato Frederik Geertman e dal vice presidente Ernesto Fürstenberg Fassio, si fonda su una banca che da ieri ha ottenuto il rating di Baa3, investment grade, con outlook stabile, da parte di Moody's (buon viatico per l'emissione potenziale di bond per 2,5 miliardi, previsti nel triennio, a partire da un primo collocamento da 800 milioni che potrebbe aver luogo già nel corso di quest'anno).
Dal punto di vista dei numeri, il piano - a botta calda molto apprezzato dal mercato, che ha premiato il titolo anche grazie al raddoppio della cedola pe…
MILANO - Si chiama "Does" il nuovo piano industriale di Banca Ifis al 2024: una banca sempre più Digitale, con una struttura Open (una piattaforma aperta a partnership strategiche con soggetti specializzati) Efficiente (in particolare sul versante dei costi, anche se sono previsti corposi investimenti e un programma di assunzioni) e, infine, Sostenibile. Il piano, presentato dall'amministratore delegato Frederik Geertman e dal vice presidente Ernesto Fürstenberg Fassio, si fonda su una banca che da ieri ha ottenuto il rating di Baa3, investment grade, con outlook stabile, da parte di Moody's (buon viatico per l'emissione potenziale di bond per 2,5 miliardi, previsti nel triennio, a partire da un primo collocamento da 800 milioni che potrebbe aver luogo già nel corso di quest'anno).
Dal punto di vista dei numeri, il piano - a botta calda molto apprezzato dal mercato, che ha premiato il titolo anche grazie al raddoppio della cedola per l'esercizio appena concluso - prevede di raggiungere utile netto di 164 milioni al 2024 (dai 102 del 2021) con una progressione regolare nel periodo) un Roe del 9% a fine periodo e ricavi in crescita annua del 5% (da 603 milioni del 2021 a 689 a fine piano), sostenuti dalle due gambe di attività della banca: il Corporate e Commercial banking rivolto alla piccola e media impresa e gli Npl (che resteranno il core business della banca), focalizzati sugli "small tickets unsicured", i crediti deteriorati di piccolo taglio (in media sotto i 10 mila euro) e senza garanzie.
Stabile la remunerazione dei soci, pari a circa la metà dell'utile distribuibile, e un ammontare di dividendi complessivo di 200 milioni nel triennio 2022-2024. Il Cost/income invece passerà dal 62% dell'anno scorso al 56% del 2024, ma nel frattempo ci saranno investimenti per 76 milioni nell'area digitale, quella che vedrà lo sviluppo maggiore, e 200 assunzioni entro il 2024. Per tutto il periodo il Cet1 si manterrà al di sopra del 14% (atteso al 15,1% nel 2024).
"Il nuovo Piano Industriale punta a consolidare la leadership di Banca Ifis nei business a più alta opportunità di crescita e redditività", ha spiegato l'ad Geertman. La focalizzazione sugli Npl ovviamente resta, anche con il calendar provisioning (la tabella degli accantonamenti) e le nuove definizioni di prestiti in default (che rendono più onerosi gli accantonamenti sui prestiti in difficoltà). Banca Ifis ha scelto di non fare scelte drastiche (tra cui la separazione tra il business degli Npl e il ramo che ha l'attività bancaria) ma in futuro utilizzerà veicoli per l'acquisizione di portafogli, anche coinvolgendo altri investitori per ridurre l'onere.
In particolare, durante il periodo del piano sono previsti acquisti di Npl per 7,5 miliardi, di cui un miliardo soggetto a calendar provisioning. Dal punto di vista della distribuzione di prodotti di credito, invece, è stata già conclusa la partnership con Banca Generali e altre sono previste da qui al 2024. Infine le acquisizioni. Banca Ifis "è sempre stata aperta, abbiamo una lunga storia acquisti" ha spiegato l'ad, ma senza fretta in questa fase: "Preferirei avere una parte significativa del piano eseguita prima di parlare di distrazioni come questa"; tuttavia ha aggiunto: "Rimarremo aperti e flessibili", nell'ambito di operazioni che abbiano "le giuste sinergie" e siano "rispettose del capitale".
Per quanto riguarda il solo 2021, il bilancio della banca si è chiuso con l'utile netto in crescita del 46,2% a 100,6 milioni di euro e una proposta di dividendo di 0,95 euro per azione, il doppio della cedola precedente. Record storico in termini di ricavi (602,5 milioni euro), di recuperi di cassa dei portafogli Npl acquistati (345 milioni euro) e di acquisti di portafogli Npl (3,7 miliardi euro).