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Stevanato: "Così gli Usa si stanno già preparando a una nuova pandemia". L'azienda veneta tra i fornitori strategici

Il gruppo di flaconi e siringhe in vetro ha chiuso il 2021 con numeri in crescita. Ora lo sviluppo ulteriore in Cina e Stati Uniti, dove ha ricevuto un finanziamento per far parte della filiera strategica. Ricerca e prodotti premium sono gli assi portanti per il futuro. Il prezzo in Borsa però è lontano dai massimi: "Abbiamo una storia solida e piani chiari, la Borsa nel lungo periodo ci premierà"
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MILANO - Ricavi in crescita del 27,5% a 844 milioni, un portafoglio di ordini da 880 milioni, margini in crescita con quello lordo (ebitda) al 25,9% e utili netti al netto delle poste straordinarie per 120,5 milioni. E' questo il biglietto da visita che, la scorsa settimana, Stevanato ha presentato agli investitori di Wall Street, dove è quotata dalla scorsa estate. L'azienda di Piombino Dese (Padova) è specializzata nella produzione di contenitori in vetro per l'industria farmaceutica (flaconi, siringhe), e sta sempre più spingendo per soluzioni tecnologicamente all'avanguardia come le "penne" che servono per le iniezioni o i dispositivi che consentono un lento rilascio graduale delle cure necessarie ai pazienti cronici o per la terapia del dolore.

In un anno di pandemia e campagne vaccinali senza precedenti, non è difficile pensare che una simile impresa (presente nel 90% delle campagne vaccinali, con i suoi flaconi) sia andata …

MILANO - Ricavi in crescita del 27,5% a 844 milioni, un portafoglio di ordini da 880 milioni, margini in crescita con quello lordo (ebitda) al 25,9% e utili netti al netto delle poste straordinarie per 120,5 milioni. E' questo il biglietto da visita che, la scorsa settimana, Stevanato ha presentato agli investitori di Wall Street, dove è quotata dalla scorsa estate. L'azienda di Piombino Dese (Padova) è specializzata nella produzione di contenitori in vetro per l'industria farmaceutica (flaconi, siringhe), e sta sempre più spingendo per soluzioni tecnologicamente all'avanguardia come le "penne" che servono per le iniezioni o i dispositivi che consentono un lento rilascio graduale delle cure necessarie ai pazienti cronici o per la terapia del dolore.

In un anno di pandemia e campagne vaccinali senza precedenti, non è difficile pensare che una simile impresa (presente nel 90% delle campagne vaccinali, con i suoi flaconi) sia andata bene. Ma, specifica il presidente esecutivo Franco Stevanato, "siamo contenti perché registriamo una forte crescita al di là del Covid". La pandemia "ha messo il vento in poppa alle vendite, ma la nostra forza è la doppia cifra di crescita che otteniamo anche isolando il fattore Covid". I ricavi collegati al virus hanno rappresentato circa il 14,7% delle entrate, mentre le soluzioni ad alto valore hanno raggiunto il 24,6% del fatturato, con l'azienda che punta a uno spostamento del mix a lungo termine verso questo portafoglio di prodotti premium. "L'azienda ha più di settant'anni", racconta Stevanato. "La difficoltà e intuizione del nonno è stata quella degli inizi: creare una struttura completa che ha al suo interno anche la progettazione e realizzazione dei macchinari che ci servono per la produzione".

Nell'ultimo ventennio, con i manager e le nuove generazioni, è arrivata l'internazionalizzazione: "Da partner locale delle grandi case farmaceutiche, siamo diventati globali: abbiamo aperto stabilimenti da zero in Slovacchia, Messico, Cina e Brasile per esser vicini ai nostri clienti". Aver lavorato internamente sulla ricerca&sviluppo, anche con acquisizioni mirate utili a portare in casa soluzioni di alta qualità, "ci consente ora di essere un partner 'olistico' delle farmaceutiche: ci prendiamo cura di tutta la filiera dei prodotti iniettabili, dalla fase pre-clinica fino al mercato, mentre loro si possono concentrare sullo sviluppo della molecola".

L'invecchiamento della popolazione, l'avanzamento della ricerca, l'apertura di aree del mondo - "Brasile, Cina, Asia", cita Stevanato - che stanno rafforzando solo ora i loro sistemi sanitari: sono i grandi trend sui quali si confida a Piombino Dese per un successo duraturo. Puntando sempre più su prodotti e soluzioni "high value", come appunto le 'penne' per iniettare insulina o sistemi di sicurezza copri-ago che tutelano il personale in corsia.

Un secondo stabilimento in Cina e un grosso ampliamento negli Usa sono i cantieri più avanzati, "ma anche qui fuori dalla finestra vede come stiamo ingrandendo la struttura", dice Stevanato in riferimento alla palazzina di sei piani in realizzazione in Veneto. La vicenda degli Usa è esemplificativa di come l'amministrazione si stia preparando a eventuali nuove emergenze pandemiche: Stevanato ha vinto un finanziamento da 95 milioni del Dipartimento della salute per potenziare la sua capacità produttiva a Fishers (Indianapolis) ed entrare nel piano della Biomedical Advanced Research and Development Authority (Barda) come fornitore di flaconi per la filiera vaccinale. "Negli Usa, dove sono fortissimi sulla prevenzione della sicurezza nazionale, hanno deciso di avere una catena di fornitura che si attiva in tempi rapidissimi in caso di un nuovo evento tipo Covid: è un cuscinetto di sicurezza e noi ne siamo parte".

Con 400 milioni in cassa, anche grazie ai proventi della quotazione, Stevanato assicura che "il focus per i prossimi 24 mesi è scaricare a terra lo sviluppo che stiamo facendo in Italia, a livello di ricerca, e gli ampliamenti in Indiana e in Cina". Ma l'm&a mirato resta sempre un opazione. Proprio la quotazione "ci ha fatto maturare e dato disciplina". Il prezzo non è proprio da stappar champagne: quotato a 21, arrivato sopra 28, il titolo si trova ora tra 15 e 16 dollari. "Ci confrontiamo ogni giorno con i migliori, Wall Street ha scatenato energie positive", assicura il presidente esecutivo. "Non nascondo che, appena quotati, guardavo il prezzo anche 20 volte al giorno. Ora non è più così. Sappiamo di avere una bellissima storia aziendale alle spalle e piani chiari per il futuro: l'importante è portare a casa il budget, fare i clienti contenti. Alla fine la Borsa ti premia, noi siamo qui per il lungo periodo".

Da ultimo, un passaggio sulle preoccupazioni sempre più frequenti nelle filiere produttive per il caro-energia e materie prime. "Abbiamo contratti che ci hanno messo al riapro, sia come fornitura di energia che con la possibilità di adeguare i prezzi con i nostri clienti. L'effetto è quindi neutralizzato sul conto economico". Per quel che riguarda la guerra in Ucraina, "il business che facciamo nelle aree di crisi è sotto l'1%. Stiamo gestendo la situazione ad oggi, certo siamo focalizzati nel cercare di capire se i problemi di carenza di componenti per i nostri macchinari possano crescere". Il gruppo ha diffuso la guidance per il 2022. Prevede ricavi compresi tra 935 milioni di euro e 945 milioni di euro; un utile per azione diluito rettificato compreso tra 0,49 e 0,51 euro (assumendo una media ponderata di azioni in circolazione pari a 264,7 milioni) e un margine lordo (ebitda) rettificato compreso tra 248 milioni di euro e 253 milioni di euro.