La sfida di Trade Republic: "Vogliamo diventare la piattaforma leader in Europa per il risparmio"
di Raffaele Ricciardi , di Raffaele RicciardiMILANO - In un mondo in cui "esser banca è cambiato" perché i "pagamenti sono diventati una commodity" e offrire interessi è ormai merce rara, "vogliamo diventare la piattaforma europea leader per il risparmio". E' l'ambizione di Christian Hecker, cofondatore e ceo di Trade Republic, che non ha dubbi su quale sia il destino della società sulla quale ha iniziato a lavorare nel 2015: "Esser la più importante offerta per gli europei per mettere i loro soldi a lavorare per crescere nel tempo".
Hecker ci racconta la sua visione a un pugno di mesi dal lancio in Italia, dove è sbarcata poco prima di Natale raggiungendo così con la sua offerta sei Paesi (Italia, Olanda e Spagna si sono aggregate al nucleo originale di Francia, Austria e della terra natale, la Germania, dove è autorizzata a operare come banca dalla Bafin). Forte di un round di finanziamento da 900 milioni, che l'ha valu…
MILANO - In un mondo in cui "esser banca è cambiato" perché i "pagamenti sono diventati una commodity" e offrire interessi è ormai merce rara, "vogliamo diventare la piattaforma europea leader per il risparmio". E' l'ambizione di Christian Hecker, cofondatore e ceo di Trade Republic, che non ha dubbi su quale sia il destino della società sulla quale ha iniziato a lavorare nel 2015: "Esser la più importante offerta per gli europei per mettere i loro soldi a lavorare per crescere nel tempo".
Hecker ci racconta la sua visione a un pugno di mesi dal lancio in Italia, dove è sbarcata poco prima di Natale raggiungendo così con la sua offerta sei Paesi (Italia, Olanda e Spagna si sono aggregate al nucleo originale di Francia, Austria e della terra natale, la Germania, dove è autorizzata a operare come banca dalla Bafin). Forte di un round di finanziamento da 900 milioni, che l'ha valutata oltre 5 miliardi e ai piani alti del Fintech europeo, guarda ora a consolidare il business e crescere in nuove geografie. Con i suoi 1.600 miliardi di euro parcheggiati su conti correnti e detenuti in contanti, la massa di risparmiatori italiani è un obiettivo primario per il modello di Trade Republic. "Se guardo ai tassi di risparmio, non ho dubbi nel dire che l'Italia è il secondo mercato più importante per Trade Republic. E si tratta di un pubblico con ampie risorse, se guardiamo all'appetito per i derivati che solitamente ne è un indicatore". La risposta, fin dalla lista di pre-iscrizione, è stata positiva: "Siamo già molto soddisfatti, il team ha lavorato duramente e la crescita ha superato le nostre aspettative".
La ricetta per far investire le persone è un'app facile da usare, la possibilità di investire su circa 9mila azioni ed Etf italiani e internazionali, una struttura di costo che non prevede commissioni ma un costo fisso di un euro a transazione e soprattutto i "saving plans", piani di risparmio (gratuiti) attraverso i quali si può versare una cifra mensile fissa, che viene investita in Etf o azioni, per costruire un gruzzolo.
Quando, nel 2015, con Marco Cancellieri e Thomas Pischke ha iniziato a lavorare alla sua piattaforma, Hecker è partito da una considerazione: "L'Europa ha un problema generazionale di gap pensionistico: i sistemi pubblici non funzionano più e questo significa che molti giovani hanno bisogno di risparmiare. Se a questo aggiungiamo i tassi negativi e l'inflazione, negli ultimi anni abbiamo avuto un mix tossico per i giovani". Dopo circa quattro anni quell'idea è diventata la piattaforma d'investimento che punta a tenere basse le commissioni.
Nel recente passato, i casi di GameStop e delle meme stock hanno creato una sorta di partigianeria nel mondo del trading e piattaforme come Robinhood sono finite sulla bocca di tutti. Che sia un pericolo sociale approcciare in questo modo gli italiani, che storicamente sono poco letterati dal punto di vista finanziario? "GameStop ha creato un dibattito pubblico sul fatto che sia giusto o meno per i giovani investire. Abbiamo studiato e raccolto dati, e alla base di quelle discussioni c'è un malinteso sull'approccio dei giovani agli investimenti. Abbiamo condotto uno studio su 200mila persone in collaborazione con un istituto di ricerca indipendente e possiamo gettare una nuova luce: i giovani, senza esperienza e alle prime armi con gli investimenti, mostrano un approccio inatteso: diversificano, ragionano sul lungo periodo, utilizzano gli Etf. C'è in azione una nuova generazione di risparmiatori digitali che investe sul lungo periodo e questo mi rende veramente ottimista sul fatto che possiamo affrontare il pension gap". Quanto alla specificità italiana, non vede grandi differenze con la Germania: "Quando siamo partiti, ci facevano la stessa obiezione: i tedeschi non sono un popolo per gli investimenti, l'85% della popolazione non ha mai toccato un'azione. Dopo due anni dal lancio, Trade Republic ha di fatto creato la categoria dei piani di risparmio sugli Etf, abbiamo creato un'asset class che funziona. Lo stesso lo abbiamo visto in Francia, e anche dai primissimi passi in Italia vediamo le stesse caratteristiche. Non è uno sprint, è una maratona e ci vorranno anni".
Sul proprio modello di business, Hecker pone le distanze rispetto a Robinhood e le altre piattaforme di trading: "Spingiamo la gente a pensare e investire sul lungo termine. Non mi eccita fare una app di trading: è un mercato ristretto, in Europa, per via di una grande concorrenza". Il mantra è approcciare il mercato come società tech, quindi riuscire a sviluppare una piattaforma dai bassi costi che quindi non deve scaricarli sui clienti. Gli spread son più bassi rispetto alle transazioni sui sistemi di scambio tradizionali, assicura Hecker, "abbiamo un modello che consente di offrire le migliori condizioni ai clienti, con fee più basse e trasparenti". Un modello che comprende anche la remunerazione attraverso il payment for order flow, ovvero la cessione ai market maker della finalizzazione degli ordini in cambio di sconti.
Da poco, sono disponibili anche le cripto. E come si sposa questa possibilità con la vocazione al risparmio di lungo termine? "Siamo la sola banca regolata a offrire cripto al fianco di azioni, in modo chiaro e regolato - rivendica il fondatore - Abbiamo introdotto piani di risparmio anche su cripto per coprirsi da rischio inflazione, perché ci si investa una frazione della propria ricchezza, e dai primi sette mesi di operatività in Germania vediamo che la gente non scommette sulle cripto. Non vogliamo adescare le persone con l'offerta di cripto, ma aiutiamo a diversificare".