Piccoli trader e insider: torna la febbre per le "meme stock"
di Raffaele Ricciardi , di Raffaele RicciardiMILANO - A volte ritornano. Parliamo delle cosiddette "meme stock", le azioni come GameStop (della catena di vendita di videogiochi) e dei cinema Amc. Titoli che divennero famosi a cavallo tra il calare del 2020 e la prima metà del 2021, quando orde di piccoli trader si lanciarono - coordinandosi sulle chat di Reddit - in un braccio di ferro contro i grandi fondi di Wall Street. Questi ultimi avevano molte posizioni "al ribasso" su questi titoli, ovvero scommettevano sul loro declino inarrestabile. I piccoli investitori, che hanno iniziato a operare in massa sul mercato americano anche grazie alla liquidità messa a disposizione dalle misure governative anti-Covid e alla diffusione crescente di piattaforme per gli investimenti come Robinhood, puntarono invece su un movimento coordinato di acquisti per rialzare il corso azionario. Alla fine vinsero, sollevando non poche polemiche sulla reale efficienza del mercato finanziario o piuttosto sulla sua trasf…
MILANO - A volte ritornano. Parliamo delle cosiddette "meme stock", le azioni come GameStop (della catena di vendita di videogiochi) e dei cinema Amc. Titoli che divennero famosi a cavallo tra il calare del 2020 e la prima metà del 2021, quando orde di piccoli trader si lanciarono - coordinandosi sulle chat di Reddit - in un braccio di ferro contro i grandi fondi di Wall Street. Questi ultimi avevano molte posizioni "al ribasso" su questi titoli, ovvero scommettevano sul loro declino inarrestabile. I piccoli investitori, che hanno iniziato a operare in massa sul mercato americano anche grazie alla liquidità messa a disposizione dalle misure governative anti-Covid e alla diffusione crescente di piattaforme per gli investimenti come Robinhood, puntarono invece su un movimento coordinato di acquisti per rialzare il corso azionario. Alla fine vinsero, sollevando non poche polemiche sulla reale efficienza del mercato finanziario o piuttosto sulla sua trasformazione in una prateria nella quale nuove forze hanno iniziato a scorrazzare.
Lunedì sera, nota la Bloomberg, GameStop è tornata agli onori delle cronache perché ha cavalcato una striscia di dieci rialzi consecutivi: era dall'aprile del 2010 che non inanellava un record così lungo di sedute al rialzo. Durante questa fase il retailer dei videogiochi, che ha sede in Texas, ha messo insieme un guadagno fantasmagorico di oltre 140 punti percentuali. Facendo spallucce alle incertezze legate alla guerra e alle mosse restrittive della Federal Reserve, che ha ingaggiato la sua battaglia contro l'inflazione a suon di rialzi dei tassi, si è portata ai massimi da quattro mesi. Solo nell'ultima seduta ha guadagnato quasi il 25%. Amc ha fatto ancora meglio: l'ultima sua performance è un +45 per cento.
Secondo l'agenzia finanziaria, le performance più recenti impallidiscono rispetto a quanto è successo con la "madness", il momento di follia nel quale si è ritrovata Wall Street nel primo semestre dello scorso anno. "Ma è un segnale che gli investitori non hanno ancora finito" il loro lavoro "con le meme stock". La fame di rischio (e quindi rendimento) da parte di alcuni investitori si starebbe saziando proprio con questi titoli. Amc, per intendersi, è del 1.200% sopra i livelli di fine 2020 e la stessa GameStop li supera del 900 per cento. L'interesse, insomma resta alto: sulla piattaforma di Fidelity erano tra i titoli più scambiati, insieme a Tesla, nell'ultima seduta. E ci sarebbero ancora molte posizioni aperte per intercettare ulteriori guadagni. Un paniere di 37 azioni della categoria "meme" censite da Bloomberg è salito dell'11% nella giornata di lunedì, portando il bilancio dai minimi di metà mese al +46% (pur restando del 18% sotto i livelli di un anno fa).
Non solo i piccoli trader sono tornati ad appassionarsi alla materia. L'intelligence dell'agenzia finanziaria ha infatti ricostruito che, in pochi giorni della scorsa settimana, alcune operazioni ravvicinate da parte degli insider hanno aiutato a tenere su il titolo GameStop: il presidente Ryan Cohen ha messo 100mila azioni ordinarie in portafoglio il 22 marzo, portando la sua quota all'11,9%. Ed è solo una delle operazioni censite anche da parte di altri dirigenti: Lawrence Cheng e Alain Attal sono gli altri citati. Forze interne ed esterne, dunque, soffiano ancora in poppa alle meme stock.