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Per Lvmh un trimestre da record: ricavi in rialzo del 29% a 18 miliardi

(reuters)
Il colosso del lusso batte le stime degli analisti e cresce a due cifre su tutta la linea, con l'eccezione di vini e alcolici che risentono della guerra e dei problemi negli approvvigionamenti
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MILANO - Nonostante la guerra in Ucraina e le nuove chiusure per la pandemia in Asia, Lvmh annuncia risultati in forte crescita, rispetto ai primo trimestre 2021 che già era stato di quelli eccezionali. E così tra gennaio e marzo il colosso mondiale del lusso ha registrato 18 miliardi di fatturato, il 29% in più rispetto allo stesso periodo di un anno fa, e lo ha fatto grazie alla fortissima crescita della divisione pelle, abbigliamento e accessori (+35% a 9,1 miliardi di euro), e a quella di gioielleria e orologi (+24% a 2,3 miliardi), che sono tra quelle che si portano dietro anche i margini più ricchi.

La divisione lusso, che raggruppa marchi come Dior, Vuitton, Fendi e Loro Piana, ha generato in un trimestre quasi il triplo del fatturato 2021 di Prada, che è il gruppo del lusso più grande che c'è in Italia.

Va detto che la crescita è stata due cifre per tutte le attività, tranne quella dei vini e degli alcolici (…

MILANO - Nonostante la guerra in Ucraina e le nuove chiusure per la pandemia in Asia, Lvmh annuncia risultati in forte crescita, rispetto ai primo trimestre 2021 che già era stato di quelli eccezionali. E così tra gennaio e marzo il colosso mondiale del lusso ha registrato 18 miliardi di fatturato, il 29% in più rispetto allo stesso periodo di un anno fa, e lo ha fatto grazie alla fortissima crescita della divisione pelle, abbigliamento e accessori (+35% a 9,1 miliardi di euro), e a quella di gioielleria e orologi (+24% a 2,3 miliardi), che sono tra quelle che si portano dietro anche i margini più ricchi.

La divisione lusso, che raggruppa marchi come Dior, Vuitton, Fendi e Loro Piana, ha generato in un trimestre quasi il triplo del fatturato 2021 di Prada, che è il gruppo del lusso più grande che c'è in Italia.

Va detto che la crescita è stata due cifre per tutte le attività, tranne quella dei vini e degli alcolici (+8% a 1,6 miliardi), su cui evidentemente si stanno facendo sentire sia la guerra che i problemi globali sul lato delle forniture e degli approvvigionamenti. "Lvmh - si legge in una nota - sta seguendo da vicino gli sviluppi in Ucraina e nella regione dove la priorità è stata finora quella di garantire la sicurezza dei suoi dipendenti nel Paese e di fornire loro tutta la necessaria assistenza finanziaria e operativa".

Da segnalare invece il forte recupero dell’attività delle vendite dei duty free e delle profumerie di Sephora (+30% a 3 miliardi di euro). La media degli analisti si aspettava ricavi tra 16 e 17 miliardi, pertanto il gruppo guidato da Bernard Arnault ancora una volta ha battuto tutte le attese.