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Broadcom scalda il tech americano: con 61 miliardi compra i software di VMware

(afp)
Il ceo Hock Tan riprende la sua strategia di acquisizioni, dopo lo stop imposto dall'amministrazione Trump su Qualcomm. La produttrice di chip punta sempre di più sul cloud e sui servizi per le aziende
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MILANO - Torna a mettersi in moto la macchina delle grandi operazioni di Wall Street, in particolare in quel settore tecnologico che è reduce da una prima parte d'anno assai turbolenta: il post-pandemia ha rimesso in discussione i grandi balzi registrati dall'e-commerce, dalla pubblicità online e dalla vendita di device. E intanto l'inflazione galoppante e le strette monetarie della Fed hanno bastonato il Nasdaq, il listino tech di New York, che è in rosso di oltre il 26% dall'inizio del 2022.

Sfruttando lo 'sconto' offerto dalla Borsa, la Broadcom del miliardario malese-americano Hock Tan ha messo nel mirino l'azienda software VMware, una delle più profittevoli del panorama. Proprio mentre era valutata dal mercato la metà del suo picco del 2019 e il 20% in meno di inizio anno. Broadcom ha messo 61 miliardi di dollari sul piatto, che diventano 69 se si considera il debito della preda. Cifra che batte i 44 miliardi che Elo…

MILANO - Torna a mettersi in moto la macchina delle grandi operazioni di Wall Street, in particolare in quel settore tecnologico che è reduce da una prima parte d'anno assai turbolenta: il post-pandemia ha rimesso in discussione i grandi balzi registrati dall'e-commerce, dalla pubblicità online e dalla vendita di device. E intanto l'inflazione galoppante e le strette monetarie della Fed hanno bastonato il Nasdaq, il listino tech di New York, che è in rosso di oltre il 26% dall'inizio del 2022.

Sfruttando lo 'sconto' offerto dalla Borsa, la Broadcom del miliardario malese-americano Hock Tan ha messo nel mirino l'azienda software VMware, una delle più profittevoli del panorama. Proprio mentre era valutata dal mercato la metà del suo picco del 2019 e il 20% in meno di inizio anno. Broadcom ha messo 61 miliardi di dollari sul piatto, che diventano 69 se si considera il debito della preda. Cifra che batte i 44 miliardi che Elon Musk ha messo sul piatto per Twitter e si piazzerebbe subito dopo l'assegno da 70 miliardi che Microsoft ha staccato per acquistare Activision Blizzard, la casa dei videogiochi Candy Crush e Call of Duty.

L'operazione, approvata da entrambi i board, è a premio di oltre il 40% sulle quotazioni della scorsa settimana, prima che emergessero le indiscrezioni sulle trattative. Gli azionisti VMware possono scegliere tra incassare 142,5 dollari o 0,252 azioni Broadcom per ciascun titolo posseduto. Alla fine del percorso, gli attuali azionisti di Broadcom avranno l'88% della nuova azienda.

Tan ha alle spalle una storia di acquisizioni, tanto che la sua tattica è associata a quella dei fondi di private equity. La sua strategia è trovare aziende che offrono prodotti e servizi, magari in nicchie neanche particolarmente 'avanzate', che però sono vitali per le grandi compagnie che se ne servono. Così le lega a sé in modo pressoché indissolubile. A quel punto le ristruttura e le trasforma in macchine da soldi. Due numeri per il suo successo: nel primo trimestre, la divisione software di Broadcom ha registrato 1,3 miliardi di utile operativo su vendite per 1,83 miliardi. VMware si è fermata a 783 milioni su 3,5 miliardi: sicuramente metterà mano ai suoi costi, dicono gli analisti. E con simili margini e prospettive di miglioramento, non dovrebbe esser un problema gestire il debito bancario da 32 miliardi di cui si è caricato per l'ultima puntata di shopping.

Con Broadcom, il ceo è partito dai chip e negli ultimi anni si è dato al software: nel 2018 ha speso 19 miliardi per CA Technologies e l'anno dopo ha aggiunto alla collana la cybersicurezza di Symantec per altri 10,7 miliardi. Nel mezzo c'è stato anche il fallimento della scalata a Qualcomm, di nuovo nel settore dei chip, con l'offerta da 117 miliardi stoppata dall'amministrazione Trump. Ai tempi, uno dei problemi era la domiciliazione a Singapore dei quartieri generali dell'azienda. Ora che si è trasferita a San José, in California, punta ad allargarsi con la compagnia che ha sede a una manciata di miglia da lì (Palo Alto). Già a marzo Tan diceva di esser in caccia di una preda, ma con VMware - fondata nel 1998 e che il Financial Times considera uno dei principali gruppi dell'industria del cloud - si candida a registrare il più grande colpo mai messo a segno da un produttore di Chip.

VMware vende i suoi servizi - dalle reti nella "nuvola" ai data center - alle grandi corporations. Al suo attivo ha partnership con i big del settore: Amazon, Microsoft, Google. Non sono da escludere, notano col Wsj esperti di antitrust ed analisti, possibili risvolti concorrenziali da verificare anche in questo caso, con la Federal Trade Commission che potrebbe obiettare sulla posizione dominante che consentirebbe a Broadcom di imporre il suo catalogo ai clienti. Ma se tutto filerà secondo i suoi piani, Tan si ritroverà con un'azienda con ricavi quasi perfettamente divisi tra software e semiconduttori.

A brindare sarà anche Michael Dell, che con l'omonima azienda possedeva VMware e ne ha mantenuto il 40% (e la presidenza) anche dopo lo spinoff dello scorso anno. Al suo fianco c'è Silver Lake, che ne ha il 10%. Entrambi hanno firmato a favore dell'operazione, a condizione che il consiglio di amministrazione di VMware continui a raccomandare l'accordo proposto. La quota di Dell vale qualcosa con 24,5 miliardi, ma si è già impegnato a girarne la metà nella nuova azienda: un voto di fiducia a Tan.