MILANO - Banco Bpm ha chiuso il primo semestre dell'anno con un utile netto di 384 milioni, in crescita del 6,3% rispetto allo stesso periodo del 2021. L'istituto segnala che il risultato adjusted, al netto delle voci non ricorrenti, si attesta a 497 milioni (+30,1%), "il miglior risultato dalla nascita del gruppo Banco Bpm". Nel solo secondo trimestre l'utile è sceso del 21,1% annuo a 206 milioni, sopra i 180 milioni previsti dal consensus degli analisti.
Tornando al semestre, i proventi operativi sono stati pari a 2,3 miliardi (-0,8%), con margine di interesse a 1,04 miliardi (+2%) e commissioni nette a 967 milioni (+1,8%). In calo dell'1,5% a 1,26 miliardi gli oneri operativi, per un rapporto cost/income in calo al 54,5%. Quanto alla solidità patrimoniale, il coefficiente Cet1 fully phased è al 12,8%.
In netto calo le rettifiche nette su crediti si sono attestate a 303,7 milioni, in calo del 35,7% rispetto a un anno fa. Il costo del credito è pari a 55 punti base e sarebbe di 35 punti base "escludendo gli impatti straordinari connessi all'incremento degli obiettivi di cessione di crediti deteriorati deliberato dal gruppo".
Banco Bpm sottolinea che "i titoli di debito italiani rappresentano solo il 41,1% del totale dei titoli governativi, ben al di sotto del target di Piano". Gli impieghi netti verso la clientela sono pari a 110,8 miliardi, in crescita di 1,4 miliardi rispetto al 31 dicembre 2021.
Per Giuseppe Castagna, ad della banca, le prospettive sono buone: il margine di interesse, che beneficerà dell'aumento dei tassi da parte della Bce, "sarà il vero catalyst per migliorare" i risultati che Banco Bpm si attende nel 2022 "anche in uno scenario di rallentamento" della crescita a causa di un peggioramento del contesto dei fattori geopolitici e macroeconomici. "Crediamo di poter andare oltre con il supporto del margine di interesse ai ricavi e ai profitti anche in uno scenario di rallentamento", ha detto Castagna.
Oltre ai numeri, c'era molta attesa anche per le decisioni che la banca avrebbe assunto sugli accordi di bancassurance, dopo le manifestazioni di interesse che erano state presentate. Banco Bpm, "esaminate approfonditamente dal punto di vista strategico, finanziario e operativo le offerte non vincolanti ricevute per le joint venture assicurative da alcuni potenziali partner, ha deliberato di proseguire la valutazione di una possibile nuova partnership nel settore bancassicurativo esclusivamente per il ramo Danni'. Il processo di valutazione, si legge in una nota, "dovrebbe concludersi entro la fine dell'esercizio in corso".
Nel piano industriale la banca aveva annunciato che avrebbe sviluppato in casa i due rami, una volta sciolti i legami con Cattolica e Covea. Nel frattempo si erano però fatti avanti Credit Agricole (anche primo azionista del Banco) Generali, Axa e, appena più defilata, Allianz. Da lì era partito un processo di valutazione delle proposte, che però si è concluso con la conferma di tenere in casa il business, per il ramo vita.
"Pensiamo che il business vita si adatti molto di più alla normale attività della nostra rete, il nostro personale è molto più abituato a vendere prodotti di investimento ed è stato molto bravo ad adattarsi ai prodotti delle diverse compagnie", ha spiegato Castagna. Per questa ragione "pensiamo di poter sfruttare questa attività al 100% e non avremmo vantaggi ad unirci a un partner industriale, a differenza di quelli che potremmo avere nel business danni", dove Banco Bpm potrebbe beneficiare di un partner "per sviluppare prodotti e strategie".