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Usano WhatsApp per parlare coi clienti: verso una maxi-multa da 1 miliardo alle banche negli Stati Uniti

(afp)
Le regole Usa dicono che le discussioni in tema d'investimento devono essere tracciate per verificare la tutela dei risparmiatori. Ma le chat di messaggistica consentono la cancellazione automatica, quindi sono bandite. Con lo smart working, però, il fenomeno si è diffuso e le autorità vogliono lanciare un messaggio forte
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MILANO - Un assegno da 200 milioni a testa richiesto alle maggiori banche americane o che operano a Wall Street. Per un totale probabilmente superiore al miliardo di dollari. Si dovrebbe concludere così, con un accordo molto salato, l'iniziativa che le autorità americane sui mercati finanziari - la Securities and Exchange Commission e la Commodity Futures Trading Commission - hanno condotto verso gli istituti per verificare l'uso di chat di messaggistica private come WhatsApp, da parte dei loro trader e impiegati, per questioni legate a lavoro e investimenti.

Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, che pronostica che le multe verranno annunciate entro la fine di settembre in modo da entrare nel budget annuale, l'elenco di banche chiamate a pagare comprende tra gli altri i nomi dei colossi finanziari: BofA, Barclays, Citi, Deutsche Bank, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Ubs, Jefferies e Nomura (ma queste due chiuderanno la questione con sanzioni minori, …

MILANO - Un assegno da 200 milioni a testa richiesto alle maggiori banche americane o che operano a Wall Street. Per un totale probabilmente superiore al miliardo di dollari. Si dovrebbe concludere così, con un accordo molto salato, l'iniziativa che le autorità americane sui mercati finanziari - la Securities and Exchange Commission e la Commodity Futures Trading Commission - hanno condotto verso gli istituti per verificare l'uso di chat di messaggistica private come WhatsApp, da parte dei loro trader e impiegati, per questioni legate a lavoro e investimenti.

Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, che pronostica che le multe verranno annunciate entro la fine di settembre in modo da entrare nel budget annuale, l'elenco di banche chiamate a pagare comprende tra gli altri i nomi dei colossi finanziari: BofA, Barclays, Citi, Deutsche Bank, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Ubs, Jefferies e Nomura (ma queste due chiuderanno la questione con sanzioni minori, viste le dimensioni relative).

Il quotidiano spiega che gli sceriffi delle agenzie hanno scandagliato come i trader e broker delle banche abbiano usato le app crittografate per parlare con i clienti, discutere i termini di investimento e altre attività del loro lavoro. Ma le regole dicono che le società d'investimento devono avere la possibilità di conservare e controllare le comunicazioni che i loro dipendenti intrattengono per via scritta con i clienti, in modo da avere le pezze giustificative in caso di controlli sul rispetto delle leggi che tutelano gli investitori. Invece i servizi come WhatsApp o Signal consentono anche di impostare messaggi che si eliminano a distanza di tempo o dopo la loro lettura, rendendo complessa la verifica. Per questo, quando in "servizio", per le oro comunicazioni i dipendenti delle banche avrebbero dovuto usare altri mezzi.

Il fatto è che la pandemia ci ha messo del suo, con lo smart working che ha lasciato tutti a casa ma ha contemporaneamente sdoganato questo nuovo modo di portare avanti le relazioni di lavoro. Alla questione di tutela dei diritti dei risparmiatori, secondo gli osservatori si aggiunge il rischio di hackeraggio: portando avanti il business anche su device personali e attraverso canali poco sorvegliati, il timore è che per gli hacker sia più facile entrare in possesso di preziosi segreti aziendali.

Il quotidiano di Wall Street nota infine come il valore delle sanzioni sia estremamente significativo: è raro che si superino i 100 milioni, sia con amministrazioni Democratiche che Repubblicane. Durante l'amministrazione Trump, per avere un'idea, la media delle multe staccate non arrivava a 200mila dollari. La lettura è che sia una iniziativa che punta alla deterrenza, e che potrebbe presto esser seguita anche da altre simili nei confronti di altri ambiti dell'industria finanziaria a partire dalle gestioni patrimoniali.