L'operazione di aumento di capitale di Mps da 2,5 miliardi di euro sarà "interamente garantita". Lo annuncia la banca nella nota con cui dà conto dei termini con cui sarà lanciata la ricapitalizzazione. In particolare sono stati sottoscritti contratti di garanzia per un importo massimo di 857 milioni di euro, di cui euro 807 milioni con un consorzio di banche e 50 milioni con Algebris. Lo Stato inietterà 1,606 miliardi di euro. Gli impegni di sottoscrizione da parte di tersi investitori ammontano a 37 milioni. Ci sono 25 milioni impegnati da Anima.
L'operazione di aumento di capitale è qualificata "fortemente diluitiva", si legge nellanota. Ciò comporta che l'operazione verrà gestita con il modello "rolling", per evitare che, durante gli aumenti di capitale iperdiluitivi, si verifichino anomalie di prezzo sui titoli azionari interessati come avvenuto con Saipem nel 2016, nella stessa Mps nel 2015 e 2014 o nel caso di Fonsai del 2012.
Le azioni dell'aumento di capitale saranno offerte a 2 euro, in rapporto di 374 nuove ogni 3 possedute.
I dettagli dell'aumento portano l'azione Mps in forte ribasso a Piazza Affari, con il titolo che ha chiuso in con un crollo del 33,1% a 17,1 euro. La natura iperdiluitiva dell'operazione, che abbatterà la quota di partecipazione al capitale di chi non sottoscrive l'aumento, ha alimentato le vendite sul titolo.
Intorno all'operazione si consuma anche un botta e risposta locale. In un post sui social, il sindaco senese Luigi De Mossi rivela che la Fondazione partecipa alla ricapitalizzazione con 10 milioni, plaudendo alla scela. "Anche il territorio, e lo dico con orgoglio - scrive il sindaco di Siena - ha saputo fare la sua parte partecipando con convinzione e in misura significativa all'aumento di capitale grazie alle fondazioni toscane, tra cui la Fondazione Mps".
"Spiace solo notare - aggiunge il sindaco - il voto contrario espresso, in deputazione generale della Fondazione, dai rappresentanti delle due Università di Siena, in singolare dissintonia con il territorio; e l'incongruenza del rappresentante del ministero della Cultura, che ha votato contro la partecipazione a un aumento contro gli auspici del Mef, confermatimi anche nel mio recente incontro a Roma con il sottosegretario Freni".
Postilla stigmatizzata dallo stesso Ente: "Non possiamo fare a meno di stigmatizzare il mancato rispetto degli ovvi doveri di riservatezza a tutela della libertà decisionale dei membri degli organi deliberanti e la relativa fuga di notizie su votazioni aventi potenziali effetti price sensitive, in palese violazione del Codice etico della Fondazione".