Credit Suisse, perdita monstre e cura da cavallo: taglierà 9mila dipendenti al 2025. Via a un aumento di capitale, i sauditi saliranno al 9,9%
di Franco Zantonelli , di Franco ZantonelliLUGANO - Dopo 4 esercizi pesantemente negativi, che in 12 mesi hanno fatto perdere a Credit Suisse 5,9 miliardi di franchi, la seconda banca svizzera per importanza corre finalmente ai ripari, presentando un piano di ristrutturazione atteso da tempo. Che, tuttavia, per il momento non ha rassicurato gli azionisti, visto che, in apertura, alla borsa di Zurigo, l'azione di Credit Suisse è arrivata a perdere in doppia cifra percentuale nella mattinata sulla Borsa di Zurigo.
L'ultimo scossone, quasi un colpo da KO, gliel'ha dato il terzo trimestre dell'anno, chiusosi con una perdita di 4 miliardi di franchi. "Il trimestre e più in generale il 2022- ha tentato di indorare la pillola il ceo Ulrick Körner- sono stati fortemente influenzati dalle continue turbolenze del mercato e dalle difficili condizioni macroeconomiche, che hanno determinato una performance più debole, in particolare per l'Investment banking". Il numero uno di Credit …
LUGANO - Dopo 4 esercizi pesantemente negativi, che in 12 mesi hanno fatto perdere a Credit Suisse 5,9 miliardi di franchi, la seconda banca svizzera per importanza corre finalmente ai ripari, presentando un piano di ristrutturazione atteso da tempo. Che, tuttavia, per il momento non ha rassicurato gli azionisti, visto che, in apertura, alla borsa di Zurigo, l'azione di Credit Suisse è arrivata a perdere in doppia cifra percentuale nella mattinata sulla Borsa di Zurigo.
L'ultimo scossone, quasi un colpo da KO, gliel'ha dato il terzo trimestre dell'anno, chiusosi con una perdita di 4 miliardi di franchi. "Il trimestre e più in generale il 2022- ha tentato di indorare la pillola il ceo Ulrick Körner- sono stati fortemente influenzati dalle continue turbolenze del mercato e dalle difficili condizioni macroeconomiche, che hanno determinato una performance più debole, in particolare per l'Investment banking". Il numero uno di Credit Suisse ha, quindi, ammesso che "la nostra recente performance a livello di gruppo è stata deludente".
Per raddrizzare una barca che, ormai, da troppo tempo, sta facendo acqua, i vertici dell'istituto hanno individuato una cura da cavallo che, da subito, andrà a colpire il personale, con 2700 impieghi che salteranno immediatamente. Entro la fine del 2025 i posti di lavoro in meno saranno 9000. Credit Suisse passerà, infatti, a 43 mila dipendenti. Oggi sono 52 mila.
Infine, per risalire la china la direzione di Credit Suisse, oltre a liberarsi con effetto immediato del direttore dell'investment banking, Christian Meissner prevede un aumento di capitale di 4 miliardi di franchi. "Il che ha indotto diversi azionisti a vendere, temendo una quantomeno temporanea perdita del valore del titolo", spiega a Repubblica Giovanni Barone Adesi, professore di Finanza all'Università della Svizzera Italiana di Lugano. Secondo lei Credit Suisse è, a questo punto, a rischio di fallimento? "No, perché come già avvenuto nel 2008 con Ubs, la Confederazione appellandosi al principio del toop big to fail, interverrebbe con un salvataggio. Sono inoltre rassicurato dalla presenza, ai vertici di Credit Suisse, di Ulrick Körner, che contribuì al salvataggio di Ubs".