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Ferrari, ricavi e utili in crescita nel trimestre. Il Cavallino rialza gli obiettivi per il 2022

(ansa)
Bene la performance in Asia e nelle Americhe, piatta in Europa. Dopo i conti trimestrali, Maranello alza per la seconda volta i target nel corso dell'esercizio. Titolo debole in Borsa. Vigna: "Portafoglio ordini straordinario"
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TORINO - Il settore lusso, anche nell'auto, non conosce crisi. E i numeri di Ferrari corrono, tanto che i vertici della Casa di Maranello rivedono al rialzo per la seconda volta nell'anno i target raggiungibili sul 2022. Nel terzo trimestre dell'anno, i ricavi netti della società sono risultati pari a 1 miliardo e 250 milioni, in aumento del 18,7% rispetto al 2021. Le consegne totali di vetture hanno sfiorato le 3.200 unità, in aumento rispetto a dodici mesi fa del 15,9%. Cifre tutte positive: ebitda (margine operativo lordo) pari a 435 milioni, in aumento del 17,1%, ebit (margine operativo netto) pari a 299 milioni, in aumento del 10,5%, margine dell'ebitda pari al 34,8% e margine dell'ebit pari al 23,9% nel trimestre. Dati che nei nove mesi del 2022 salgono rispettivamente del 35,0% e del 24,9%. L'utile netto è pari a 228 milioni e l'utile diluito per azione pari a 1,23 euro. La generazione di free cash flow industriale è pari …

TORINO - Il settore lusso, anche nell'auto, non conosce crisi. E i numeri di Ferrari corrono, tanto che i vertici della Casa di Maranello rivedono al rialzo per la seconda volta nell'anno i target raggiungibili sul 2022. Nel terzo trimestre dell'anno, i ricavi netti della società sono risultati pari a 1 miliardo e 250 milioni, in aumento del 18,7% rispetto al 2021. Le consegne totali di vetture hanno sfiorato le 3.200 unità, in aumento rispetto a dodici mesi fa del 15,9%. Cifre tutte positive: ebitda (margine operativo lordo) pari a 435 milioni, in aumento del 17,1%, ebit (margine operativo netto) pari a 299 milioni, in aumento del 10,5%, margine dell'ebitda pari al 34,8% e margine dell'ebit pari al 23,9% nel trimestre. Dati che nei nove mesi del 2022 salgono rispettivamente del 35,0% e del 24,9%. L'utile netto è pari a 228 milioni e l'utile diluito per azione pari a 1,23 euro. La generazione di free cash flow industriale è pari a 219 milioni nel trimestre.

"Gli ottimi risultati finanziari che presentiamo oggi sono un'ulteriore prova della solidità del nostro business - sottolinea Benedetto Vigna, amministratore delegato di Ferrari, società partecipata da Exor che controlla anche Repubblica attraverso Gedi - la nostra strategia a lungo termine continua a guidare la redditività, aumentando la nostra resilienza in uno scenario macroeconomico che presenta nuove sfide su scala globale. Nel terzo trimestre del 2022 i ricavi, l'ebitda e l'ebit sono cresciuti a doppia cifra rispetto allo stesso periodo del 2021, con una solida generazione di free cash flow industriale. Tutto ciò ha portato a rivedere al rialzo la guidance 2022 su tutte le metriche. Oggi continuiamo a gestire un portafoglio ordini straordinario: tutta la nostra gamma è sold out a eccezione di pochi modelli". E poi aggiunge: "Continuiamo il nostro percorso verso la carbon neutrality al 2030 aggiungendo nuovi pannelli fotovoltaici, riducendo il consumo di alluminio e recuperando la dispersione di calore. La sostenibilità è per noi fondamentale e la affrontiamo attraverso un approccio scientifico e olistico lungo l'intera catena del valore."

Una situazione positiva, complice il miglioramento delle performance rispetto alle personalizzazioni e alla situazione positiva dei tassi di cambio, che ha impattato con un +59 milioni, anche se la crescita del mix di prodotto, non essendoci il segmento "Icona" nel trimestre, è stata di tono minore. Il titolo si è portato in ribasso a Piazza Affari, dopo la pubblicazione dei dati, a fronte di un listino piatto (segui il titolo in diretta).

Il portafoglio del trimestre comprendeva sette modelli con motore a combustione interna e tre modelli a motore ibrido, che hanno rappresentato rispettivamente l'81% e il 19% delle consegne totali. L'aumento delle consegne durante il trimestre è stato trainato dall'accelerazione della 296 GTB e della 812 Competizione. La Portofino M e la famiglia F8 hanno continuato a crescere, parzialmente compensate dal calo della famiglia SF90. E non vi sono state consegne di modelli Icona.

Il mercato Europa è rimasto pressoché invariato, mentre le Americhe hanno registrato un aumento del 28,2%, la Cina Continentale, Hong Kong e Taiwan sono cresciute del 73,1%, in linea con la forte domanda, e il resto dell'Asia Pacifico ha riportato un incremento del 15,2%.

Nella ridefinizione dei target ci sono diversi piccoli passi avanti. Ricavi netti rivisti al rialzo a 5 miliardi, si partiva da un 4,3 miliardi nel 2021. La prima ipotesi era di 4,9 miliardi. Adjusted Ebitda maggiore di 1,73 miliardi, con un margine del 35%. Adjusted Ebit maggiore di 1,18 miliardi, con un margine di circa 24%. L'utile diluito adjusted per azione è di circa 5 euro, mentre il free cash flow è stato fissato fino a 700 milioni dai 650 precedenti. Numeri che si realizzeranno in un contesto che, tra i diversi punti, prevede un arricchimento del mix di modelli, più che compensato dall'impatto negativo dovuto alla fine del ciclo vita delle Ferrari Monza SP1 e SP2, e l'inizio della produzione della Ferrari Daytona SP3 e della Ferrari Purosangue nel 2022 con avvio delle consegne a partire dal 2023. I ricavi da attività legate alla Formula 1 che riflettono sponsorizzazioni più diversificate ma complessivamente minori, in parte compensate dal migliore posizionamento nel campionato dell'anno precedente. Una situazione che si è già realizzata nel trimestre luglio-settembre 2022. Così come il maggiore contributo delle personalizzazioni ed effetto positivo dei tassi di cambio, al netto dell'inflazione sui costi.