Revolut, "così diventeremo la Superapp finanziaria per l'Occidente". In Italia supera 1 milione di utenti
di Raffaele Ricciardi , di Raffaele Ricciardi"Essere una Superapp finanziaria vuol dire offrire tutti i prodotti tradizionali della banca, aggiungendo sempre più funzionalità legate al mondo del denaro. Un concetto che nasce nel mondo asiatico, dove partendo dalla chat sono state montati altri prodotti per diventare casi di successo come AliPay, WeChat. Vogliamo diventare la superapp finanziaria d'Occidente, che ora non c'è". Ecco il progetto di Revolut, app fintech con base nel Regno Unito fondata da Nikolay Storonsky. Nell'estate 2021, ultimo suo round di finanziamento, la valutazione era di oltre 30 miliardi di dollari.
A parlarcene è Ignacio Zunzunegui, recentemente nominato nuovo responsabile del mercato italiano e Head of Growth per il Sud Europa. Come si materializza una Superapp finanziaria? "Vuol dire partire dal conto, poi aggiungere altri pezzi: monitoraggio del budget, risparmio, prenotazione dei soggiorni in viaggio (restituendo agli utenti la commissione incas…
"Essere una Superapp finanziaria vuol dire offrire tutti i prodotti tradizionali della banca, aggiungendo sempre più funzionalità legate al mondo del denaro. Un concetto che nasce nel mondo asiatico, dove partendo dalla chat sono state montati altri prodotti per diventare casi di successo come AliPay, WeChat. Vogliamo diventare la superapp finanziaria d'Occidente, che ora non c'è". Ecco il progetto di Revolut, app fintech con base nel Regno Unito fondata da Nikolay Storonsky. Nell'estate 2021, ultimo suo round di finanziamento, la valutazione era di oltre 30 miliardi di dollari.
A parlarcene è Ignacio Zunzunegui, recentemente nominato nuovo responsabile del mercato italiano e Head of Growth per il Sud Europa. Come si materializza una Superapp finanziaria? "Vuol dire partire dal conto, poi aggiungere altri pezzi: monitoraggio del budget, risparmio, prenotazione dei soggiorni in viaggio (restituendo agli utenti la commissione incassata dalle strutture in forma di cashback), la chat che permette di dividere le spese con gli amici, le assicurazioni per viaggi o animali domestici, il trading e l'investimento". Un'espansione cannibale, che aggiunge un tassello alla volta e ora guarda sempre più anche al mondo dei professionisti e dei free-lance, offrendo con il conto Pro l'1% di cashback per le spese aziendali. O ai servizi di acquiring per l'e-commerce, o ancora al Buy now pay later: il micro-pagamento dilazionato in rate, per ora in Irlanda e Polonia, che Revolut - a differenza di altri modelli su diffusi - effettua caricando sull'utente e non sul merchant la commissione e quindi l'analisi del rischio di mancato incasso.
In Italia, Revolut ha appena tagliato un traguardo importante. "Siamo arrivati a superare il milione di clienti, partendo tre anni fa da centomila. Negli ultimi dodici mesi siamo cresciuti del 62%: è stato un processo di forte accelerazione", spiega il manager nativo di Madrid ma conoscitore dell'Italia per il passato alla sede milanse di Heineken. La struttura è leggera, sei persone nel Belpaese, "perché lavoriamo con una rete globale che prevede un team centrale dedicato a ciascun verticale di prodotto. Lì sviluppano le applicazioni in base alle richieste che arrivano dal mercato locale. Siamo così molto più veloci a lanciare le nuove funzionalità, per questo siamo arrivati oltre quota 70. E anche più agili a livello di costi e questo ci permette di offrire prezzi economici senza impattare sulla nostra profittabilità".
I numeri sono stati spinti "da due ragioni fondamentali: abbiamo investito più di 5 milioni di sterline sul mercato italiano e abbiamo lanciato prodotti come il pagamento con PagoPA. Vediamo una crescita molto forte dell'utilizzo di alcuni prodotti specifici, ad esempio i pagamenti con carta (+120%), o quelli contactless (+130%). I depositi sulla nostra funzionalità di salvadanaio - che per ora non è remunerato in Italia, ma lo è in altri Paesi e il percorso sarà quello - sono aumentati del 156 per cento. I pagamenti tra utenti (Peer2Peer) sono raddoppiati. Sono tutti esempi di utilizzo quotidiano di Revolut: si sta creando un 'network effect' che è stato alla base della nostra crescita, ad esempio, in Irlanda dove siamo ampiamente leader di mercato. Più di sei clienti italiani su dieci aprono un conto su Revolut - dice Zununegui - principalmente per spendere o risparmiare quotidianamente. Ma poi scoprono che offriamo anche altre soluzioni, e ad esempio per il 35% la funzionalità più utilizzata diventano i nostri trasferimenti di denaro, visto il tasso di cambio vantaggioso".
L'obiettivo di Zununegui, che non pone asticelle precise agli utenti, è "mantenere i tassi attuali di crescita" e quindi "ritrovarsi presto a parlare del secondo milione".
In una fase molto convulsa per il mondo cripto, travolto dallo crack di FTX, l'offerta di operatività sulla criptovaluta da parte Revolut non è in discussione. Nei giorni scorsi Revolut ha fatto sapere di non avere "esposizione materiale" su FTX, ma sta monitorando la situazione e intanto ha ricordato ai clienti quanto il mondo cripto sia volatile e da affrontare solo consapevoli di quel che si può perdere. Resta, però, un traino per la diffusione dell'App. "Studiamo i prodotti da offrire alla luce della richiesta che viene dal basso, dagli utenti: analizziamo costantemente le loro preferenze - racconta Zununegui - E l'attenzione per il mondo cripto è risultata esser molto importante dalla nostra ultima indagine. C'è stato un boom nel 2020, certo ora non siamo a quei livelli ma resta un interesse di fondo costante. Senza dubbio, è una funzionalità che vogliamo proporre sempre in modo sostenibile, attraverso l'educazione finanziaria".