Economia

Fiammata dei titoli di Mfe (ex Mediaset) in Borsa dopo la scomparsa del fondatore. Fininvest: "Attività proseguono in assoluta continuità"

Una immagine di Fedele Confalonieri, Silvio Berlusconi e Ubaldo Livolsi alla metà degli anni Novanta
Una immagine di Fedele Confalonieri, Silvio Berlusconi e Ubaldo Livolsi alla metà degli anni Novanta (fotogramma)
Il mercato accende la speculazione dopo la morte di Berlusconi: dopo aver toccato il +10%, Mfe sale del 5,9%. La holding ricorda "la sua forza creativa, il suo genio imprenditoriale, la costante correttezza dei comportamenti, la straordinaria umanità"
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MILANO - Con la morte di Silvio Berlusconi si accende la speculazione sui titoli di Mfe, la ex Mediaset quotata in Borsa.

I titoli (Mfe ha una struttura azionaria che prevede titoli di classe A e classe B) sono arrivati a guadagnare intorno al 10% a metà mattina, per poi frenare la corsa all'ora di pranzo e quindi chiudere in rialzo di quasi sei punti percentuali. Una fiammata dunque, anche se poi l'andamento è rimasto ben superiore a quello del listino principale. Il mercato si interroga anche sul futuro della 'galassia Berlusconi' che include il 30% di Banca Mediolanum (+0,4% oggi in chiusura) e il 53,3% di Mondadori (+1,5%)

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Il controllo delle televisioni di Mfe è saldamente in mano alla holding Fininvest, la finanziaria che detiene la metà dei diritti di voto. E che nel primo pomeriggio è uscita con una nota per garantire che le attivitò "proseguiranno in una linea di assoluta continuità sotto ogni aspetto". La società scrive: "Con profondo dolore e sincera partecipazione la Fininvest ricorda il proprio fondatore, Silvio Berlusconi, la sua forza creativa, il suo genio imprenditoriale, la costante correttezza dei comportamenti, la straordinaria umanità sono sempre stati patrimonio inalienabile della società, come delle aziende del gruppo. E tale patrimonio resterà alla base di tutte le nostre attività, che proseguiranno in una linea di assoluta continuità sotto ogni aspetto".

Come mai si è registrata questa ondata di interesse del mercato? Il ragionamento di fondo è che senza il capofamiglia, i Berlusconi possano valutare eventuali offerte per un disimpegno. "La corsa del titolo di Mfe è fondamentalmente dovuta ad una speculazione sulla notizia della scomparsa di Silvio Berlusconi. Tuttavia questi 'spike' verosimilmente puntano a un aspetto secondario della scomparsa del Cav, che era il fondatore dell'azienda e dunque qualcuno parla ora di una possibile vendita", ha spiegato all'Adnkronos Vincenzo Longo, premium manager di Ig, interpretando il pensiero del mercato.

"Certamente - chiarisce Longo- movimenti così violenti a ridosso della notizia, che comunque andrebbero valutati nelle opportune sedi quando la situazione sarà chiara, si riconducono a una mera speculazione sulla notizia, tant'è che il movimento è già parzialmente rientrato".

Azionista importante di Mfe, col quale la famiglia Berlusconi ha siglato una tregua dopo una logorante battaglia, è il gruppo francese Vivendi, che aveva approcciato in modo ostile le televisioni del Biscione, chiamando all'arrocco della famiglia italiana per blindarne il controllo. Braccio di ferro che ha portato al patto del 2021 con una roadmap per l'uscita dei francesi dal Biscione. Una uscita che però dipende anche dall'andamento dei valori di Borsa, come ha recentemente confermato Pier Silvio Berlusconi, che guida Mfe.

Mentre, sul fronte esterno, la stessa Mfe è impegnata sul fronte di ProsiebenSat. La televisione tedesca, in cui Mediaset ha messo un piede quattro anni fa e di cui detiene poco meno del 30%, nel cui consiglio di sorveglianza presto Cologno Monzese potrà inserire due rappresentanti.

Il ragionamento del mercato è dunque che, con la scomparsa del fondatore, qualcosa del puzzle del controllo delle televisioni si possa rimettere in moto. Del resto, osserva ancora l'analista, "Berlusconi non era più alla guida dell'azienda da tanto tempo", seppure solo formalmente, dal momento che "pur non avendo più incarichi ufficiali, era comunque colui che l'aveva fondata e in sua presenza operazioni come questa non sarebbero state mai avviate".  E dunque, ribadisce Longo, "a contribuire alla corsa del titolo è sicuramente la speculazione sulla notizia inseme alla possibilità che qualcuno vede in questo momento una possibile operazione straordinaria". In ogni caso, conclude, "è improbabile che qualcuno conosca davvero ciò che c'è dietro. Negli ultimi anni Mediaset è stata comunque oggetto di tantissima speculazione proprio sui cambi ai vertici. E dal momento che è venuto a mancare il suo fondatore, questa notizia ravviva la speculazione".