Economia

Tim, verso l'ingresso di Alessandro Pansa in cda al posto di De Puyfontaine

Tim, verso l'ingresso di Alessandro Pansa in cda al posto di De Puyfontaine
(ansa)
Sarebbe un cambio all'ultima curva rispetto al nome indicato alla vigilia, ovvero Luciano Carta supportato da Vivendi. Il titolo in rally sull'ipotesi F2i-Kkr
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Sorpresa per il consiglio di amministrazione della Telecom: si va verso l'ingresso di Alessandro Pansa, ex capo della Polizia e del Dis e attualmente presidente di Sparkle oltre che di Telsy, società del gruppo Telecom, nel board della compagnia di Tlc in sostituzione di Arnaud De Puyfontaine, rappresentante di Vivendi che ha lasciato la sua poltrona.

Il nome, scrive Radicor, dovrebbe essere sottoposto al vaglio del consiglio che si terrà a mercati chiusi.

La scelta definitiva arriverà tra quelli nella rosa proposta dal comitato nomine, all'interno della quale c'è anche quello che era indicato come il nome forte della vigilia, proprio supportato dal primo socio francese, ovvero Luciano Carta, ex presidente di Leonardo.

Resta da capire come la stessa Vivendi accoglierà una eventuale mancata nomina di Carta: si è parlato anche della richiesta di una assemblea immediata.

Intanto il mercato ha acceso il faro sul titolo Tim, che è andato in rally a Piazza Affari per chiudere in rialzo del 4,5% a 0,2577 euro. Gli analisti di Equita lo raccomandano con un giudizio 'buy', sottolineando i rumors secondo, a proposito del dossier caldissimo della cessione della Rete, "F2i sarebbe interessata al deal NetCo (probabilmente al fianco di Kkr)". Secondo le indiscrezioni- prosegue Equita nel commento - "F2i sarebbe pronto a prendere una partecipazione fino al 15% di NetCo al fianco di KKR". Gli esperti della sim aggiungono che "la partecipazione di F2i, oltre all'aspetto finanziario, potrebbe rappresentare una ulteriore garanzia istituzionale per il governo, insieme alla governance di NetCo offerta da KKR, in una fase in  cui  risulta  più  complesso  il coinvolgimento diretto di CDP". Su una eventuale richiest di assemblea da parte di Vivendi, per Equita "sembra una strada complessa e che rischierebbe di destabilizzare il gruppo in una fase molto delicata, e quindi rischiosa per la stessa Vivendi".