Economia

Israele annuncia: "Intel investirà 25 miliardi per un nuovo stabilimento"

Israele annuncia: "Intel investirà 25 miliardi per un nuovo stabilimento"
(reuters)
Il colosso Usa dei chip ha una presenza storica nel Paese. E solo pochi giorni fa aveva lanciato un progetto da quasi 5 miliardi in Polonia
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Il "più grande investimento mai realizzato da parte di una compagnia internazionale in Israele". Così il primo ministro, Benjamin Netanyahu, ha commentato l'intesa annunciata dal suo ministero delle Finanze e che riguarda il gigante statunitense dei chip Intel, che spenderà 25 miliardi di dollari per un nuovo impianto nella città meridionale di Kiryat Gat. La tabella di marcia prevede il via entro il 2027 e di esser operativo almeno fino al 2035, ha spiegato il ministero.

Una notizia che giunge solo un paio di giorni dopo quella che ha riguardato la Polonia, dove Intel ha un piano di investimento da quasi 5 miliardi. E, per altro, si attendono sviluppi anche in Germania dove lunedì 19 giugno è atteso il ceo Pat Gelsinger per chiudere un'intesa intorno ai 10 miliardi.

Da parte israeliana si rileva come l'espansione di Intel, che già occupa circa 12mila persone nel Paese (dove è attivo con centri di ricerca dagli anni Settanta), porterà altre "migliaia" di posti di lavoro. L'accordo - su cui non sono arrivate comunicazioni ufficiali da parte dell'azienda ma la conferma dell'intenzione di aumentare la propria capacità produttiva nel Paese - prevede anche che salga la percentuale di tasse che Intel versa alle casse di Tel Aviv, dal 5 al 7,5%, mentre in cambio la società dei chip riceverà una sovvenzione pari al 12,8% della spesa sostenuta, in linea con la legge israeliana sull'incoraggiamento degli investimenti.

La presenza di Intel in Israele si era già rafforzata nel 2017, quando acquisì la Mobileye, che produce tecnologia per i sistemi di guida automatizzata nei veicoli, per poco più di 15 miliardi di dollari.

Per il governo di Netanyahu, si tratta di un annuncio importante dopo che negli ultimi mesi diverse aziende del settore high-tech, in forte espansione, hanno annunciato l'intenzione di lasciare il Paese e alcune hanno persino iniziato a raccogliere capitali a seguito del suo piano di riforma giudiziaria, che temono possa danneggiare l'economia.