Generali scatta in Borsa con la mossa Delfin. La holding: “Nessuna particolare strategia”
La sede Generali a Trieste
(reuters)MILANO – Generali schizza al rialzo alla riapertura dei mercati, dopo che la holding Delfin – che fa capo agli eredi dell’imprenditore Leonardo Del Vecchio – ha ottenuto l’autorizzazione a salire oltre il 10% del capitale della compagnia assicurativa.
Una mossa, raccontata da Repubblica, che scalda anche le azioni di Mediobanca, di cui la stessa Delfin è primo socio e che a sua volta detiene il 13,1% delle Generali. A fine giornata, il saldo per il Leone è positivo per il +3,4%, sotto i massimi toccati durante la seduta.
Segui i titoli in diretta:
Ad autorizzare la Delfin a superare la soglia del 10% del capitale, spingendosi potenzialmente fino al 20%, è stata venerdì 30 giugno l’Ivass, l’Autorità del settore assicurativo. La richiesta risaliva però alla metà di aprile ed era nata da ragioni tecniche, ovvero il superamento “involontario” della soglia del 10% (dal 9,8% di quota che Delfin dichiarava) a causa del riacquisto di azioni proprie d…
MILANO – Generali schizza al rialzo alla riapertura dei mercati, dopo che la holding Delfin – che fa capo agli eredi dell’imprenditore Leonardo Del Vecchio – ha ottenuto l’autorizzazione a salire oltre il 10% del capitale della compagnia assicurativa.
Una mossa, raccontata da Repubblica, che scalda anche le azioni di Mediobanca, di cui la stessa Delfin è primo socio e che a sua volta detiene il 13,1% delle Generali. A fine giornata, il saldo per il Leone è positivo per il +3,4%, sotto i massimi toccati durante la seduta.
Segui i titoli in diretta:
Ad autorizzare la Delfin a superare la soglia del 10% del capitale, spingendosi potenzialmente fino al 20%, è stata venerdì 30 giugno l’Ivass, l’Autorità del settore assicurativo. La richiesta risaliva però alla metà di aprile ed era nata da ragioni tecniche, ovvero il superamento “involontario” della soglia del 10% (dal 9,8% di quota che Delfin dichiarava) a causa del riacquisto di azioni proprie da parte della compagnia triestina.
Francesco Milleri, il manager che guida la cassaforte posseduta dagli eredi di Leonardo Del Vecchio (deceduto nel maggio 2022), ha comunque colto la palla al balzo e ha chiesto di restare a quel livello.
Delfin: “Nessuna particolare strategia”
La holding esce dunque allo scoperto precisando che "che la richiesta presentata all'Ivass in data 17 aprile 2023, al fine di poter esercitare diritti di voto per più del 10% in Assicurazioni Generali, si è resa necessaria - ai sensi di legge - in conseguenza del piano di acquisto di azioni proprie avviato da Assicurazioni Generali nell'agosto del 2022". In una nota, aggiunge che "tale richiesta, accolta in data 30 giugno 2023 dall'Autorità, non sottintende dunque alcuna particolare strategia di Delfin, se non quella di agire in conformità alle regole rispetto alla propria posizione quale azionista della compagnia assicurativa triestina".
La reazione dei mercati e il risiko
A sintetizzare il ragionamento dei mercati a questo punto è Banca Akros, secondo la quale “Delfin potrebbe decidere di aumentare la propria quota fino al 20%, rafforzando l'appeal speculativo sul titolo e potenzialmente riaccendendo la battaglia per il controllo di Generali, come avvenne nel 2022".
Il CEO di Generali, Philippe Donnet, posa in una delle sale espositive delle Procuratie Vecchie di piazza San Marco, riaperte al pubblico dopo 500 anni nell'aprile del 2022
La notizia acquista, infatti, particolare rilievo alla luce degli eventi del recente passato. L’assemblea del 2022 si era caratterizzata per lo scontro tra la frangia di soci del Leone che contava Leonardo Del Vecchio, Francesco Gaetano Caltagirone, la famiglia Benetton, la Fondazione Crt e altri piccoli imprenditori che si erano schierati contro la lista promossa dal consiglio di amministrazione e sostenuta da Mediobanca, primo socio di Generali con il 13%. Gli investitori di mercato hanno sostenuto la lista voluta da Alberto Nagel, numero uno di Mediobanca, e alla fine gli sfidanti, forti comunque del 30% del capitale, hanno alzato bandiera bianca contro il 40% della lista del Consiglio: Philippe Donnet, ad del Leone, è stato così riconfermato nel suo ruolo per altri tre anni. Chiaramente, una Delfin più forte (se sborsasse il denaro necessario per salire nel capitale) potrebbe riproporre la situazione con pesi diversi in campo.
Il tutto si incrocia con la partita Mediobanca, che a ottobre deve rinnovare i vertici. La stessa Delfin è salita fin quasi al 20% di Piazzetta Cuccia, anche per blindare l’investimento nelle Generali (in cui Mediobanca, che ha il 13%, potrebbe rappresentare una porta d’accesso più conveniente al capitale del Leone). Controllare Mediobanca a monte, consentirebbe di scaricare il potere a valle. Ed è anche per questa ragione che pure il titolo di Mediobanca si è messo in moto.