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Come si diventa “unicorno”. Acquisizioni e sguardo globale: Bending Spoons vola verso mezzo miliardo di ricavi

Dopo l’ultimo round, il valore dell’azienda italiana di App è salito a 2,55 miliardi. Il fondatore Luca Ferrari: “Continueremo a crescere per acquisizioni. L’Ai ci toglierà il lavoro, ma migliorerà la nostra situazione socio-economica”
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Una società o startup unicorno è una nuova azienda il cui valore è superiore a 1 miliardo di dollari e che non è quotata in borsa. Dopo l’ultima operazione di finanziamento da 155 milioni di dollari, l’italiana Bending Spoons è valutata circa 2,55 miliardi di dollari, dunque è entrata nell’universo degli unicorni. “A partire dal 2021, nell’arco di sei round abbiamo finanziato aumenti di capitale per un valore totale di 240 milioni di dollari – racconta il fondatore e ceo Luca Ferrari -. Parallelamente, in vari round, abbiamo anche raccolto debito per 510 milioni di dollari. Attualmente le quote dell’azienda appartengono per il 54% ai fondatori, per il 23% ai principali investitori istituzionali, per il 14% ai nostri Spooner (i dipendenti, ndr) e per il resto ad altri investitori”.

Una società o startup unicorno è una nuova azienda il cui valore è superiore a 1 miliardo di dollari e che non è quotata in borsa. Dopo l’ultima operazione di finanziamento da 155 milioni di dollari, l’italiana Bending Spoons è valutata circa 2,55 miliardi di dollari, dunque è entrata nell’universo degli unicorni. “A partire dal 2021, nell’arco di sei round abbiamo finanziato aumenti di capitale per un valore totale di 240 milioni di dollari – racconta il fondatore e ceo Luca Ferrari -. Parallelamente, in vari round, abbiamo anche raccolto debito per 510 milioni di dollari. Attualmente le quote dell’azienda appartengono per il 54% ai fondatori, per il 23% ai principali investitori istituzionali, per il 14% ai nostri Spooner (i dipendenti, ndr) e per il resto ad altri investitori”.

La strategia di acquisizioni

Una storia, quella di Bending Spoons, che deve la sua crescita anche a una forte strategia di acquisizioni. L’azienda è salita l’anno scorso agli onori delle cronache per aver acquisito l’americana Evernote - un’app per la produttività personale – e quest’anno ha completato l’acquisizione di Meetup, nota piattaforma statunitense di community-building. Un caso singolare in un panorama in cui solitamente accade il contrario.

“La nostra strategia – racconta Ferrari - consiste nell’acquisire prodotti tecnologici digitali con grande potenziale inespresso e sfruttare le nostre tecnologie, competenze e talenti per sbloccarlo. In Meetup vediamo sia l’opportunità di migliorare l’operatività dell’azienda, sia notevoli margini per migliorare il prodotto, consentendo ad esempio agli organizzatori di gestire più efficacemente i ticket dei loro eventi”. E le due operazioni sembrano essere soltanto le prime di una serie: “La nostra intenzione – aggiunge - è completare molte altre acquisizioni negli anni a venire, idealmente sempre più grandi, impegnative e stimolanti. È difficile prevedere ora quale e quando sarà la prossima, trattandosi di decisioni che non dipendono solo da noi”.

Lo sguardo globale

Uno dei “segreti” del successo di Bending Spoons è senza dubbio aver cresciuto un business internazionale fin dall’inizio: “Siamo un’azienda globale, sia dal punto di vista operativo, avendo decine di Spooner dislocati in vari paesi, sia in termini commerciali – dice il fondatore -. Gli Stati Uniti sono il nostro mercato principale, ma i nostri utenti – circa 100 milioni quelli attivi ogni mese – sono sparsi in tutto il mondo. Stiamo anche contemplando la possibilità di aprire sedi in altri paesi, ma al momento abbiamo solo un ufficio a Milano. Si tratta della nostra nuova sede in Via Bonnet – un progetto da 8,5 milioni di euro in cui ogni elemento è stato concepito su misura con l’obiettivo di realizzare uno dei migliori uffici di questa dimensione al mondo”.

Nel 2023 l’azienda ha fatturato più di 350 milioni di dollari, e nel 2024 prevede di superare il mezzo miliardo e di crescere anche in termini di personale: “Siamo 350 ma nei prossimi anni continueremo a crescere”. Nonostante l’intelligenza artificiale, forse, prima o poi arriverà a toglierci il lavoro. Lo sa bene Ferrari, visto che la tecnologia è parte integrante di Bending Spoons: “Ci avvaliamo dell’intelligenza artificiale in quasi tutto quello che facciamo – dice -. Ad esempio Remini, la nostra app per il fotoritocco che conta attualmente 70 milioni di utenti attivi al mese, è probabilmente il secondo prodotto di Ai generativa più usato al mondo, dopo ChatGpt. Ma siamo solo all’inizio. Siamo convinti che l’Ai, inclusa quella generativa, continuerà a migliorare rapidamente e diverrà sempre di più parte integrante di ogni attività umana. Se Bending Spoons vuole restare all’avanguardia, è fondamentale essere tra i pionieri in questa ondata di sviluppo e adozione”.

Quindi l'Ai ci toglierà il lavoro? “Sicuramente lo farà nel lungo periodo – conclude l’imprenditore - ma è difficile definire con certezza in quale orizzonte temporale. Che si tratti di pochi anni o di alcuni decenni, se come società saremo in grado di ridistribuire in modo ragionevole la ricchezza creata da questa tecnologia, è probabile che godremo di una prosperità economica molto maggiore di quella odierna. Ciò detto, non sarà facile pianificare e implementare in modo rapido ed efficace il radicale cambiamento sociale necessario alla realizzazione di questo scenario positivo. La priorità è che l’Europa si muova il prima possibile e agisca di concerto con gli Stati Uniti e, idealmente, la Cina”.

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