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In ferrovia non tutto è Alta Velocità: servono risorse per potenziare i collegamenti Intercity

In ferrovia non tutto è Alta Velocità: servono risorse per potenziare i collegamenti Intercity
Al di là dei treni superveloci e dei convogli regionali, gli Intercity Giorno e Notte svolgono ancora un importante servizio ‘sociale’. E non vanno trascurati. Legambiente lancia un appello al nuovo Governo
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Oggi il mondo ferroviario è dei treni ad alta velocità. Che offrono un buon servizio, ma non arrivano proprio dappertutto. Molti centri urbani di rilevanza regionale, situati su aree produttive importanti, restano fuori dalla portata di Frecce e Italo. Vero è che, quotidianamente, circa 100 treni Intercity Giorno e 20 Intercity Notte riescono a collegare quasi tutti i capoluoghi di provincia. Però non competono ancora abbastanza coi mezzi privati. Con conseguente perdita di sostenibilità ambientale.

Fondi e stanziamenti

Secondo Legambiente, dal 2009 al 2019 gli spostamenti nazionali in treno sono aumentati complessivamente di 46mila passeggeri al giorno. Ma mentre l’alta velocità ha conosciuto, in dieci anni, un incremento del 114%, le carrozze degli Intercity si sono svuotate del 47%. In sostanza, dunque, in quei territori dove non è presente il servizio ad alta velocità, le possibilità di spostamento in questi anni sono diminuite. Per i treni Intercity, che rappresentano un servizio a contributo pubblico, l’offerta in termini di treni/km è calata, tra il 2009 e il 2021, del 17%. Negli ultimi anni è stato registrato un certo recupero, ma dal 2010 al 2017 la riduzione delle risorse, con proroghe del contratto tra il Ministero delle Infrastrutture e Trenitalia, ha portato tuttavia a una drastica riduzione dei collegamenti.

Il nuovo contratto

Proprio nel 2017 è stato firmato, tra Fs e Mit, un nuovo contratto decennale che stabilisce, per i treni a contributo pubblico, lo stanziamento di 347 milioni nel 2017 e di 365 milioni l’anno per il periodo successivo. Ma i collegamenti Intercity vanno comunque potenziati, sostiene Legambiente, lanciando un appello al nuovo governo. Bisogna trovare risorse aggiuntive per aumentare l’offerta sulle linee convenzionali in tutta Italia, da nord a sud e da est a ovest passando per il centro. Solo così diventa possibile potenziare e integrare l’offerta di servizio lungo le direttrici principali, per garantire almeno un treno ogni ora, attraverso un servizio cadenzato e nuovo materiale rotabile. Occorre un progetto che faccia sistema connettendo con la ferrovia anche i porti e gli interporti. Il che aiuterebbe non solo i pendolari ma anche il turismo. 

Un po’ di conti

Potenziare il servizio Intercity è una grande priorità per il sud. Stando al rapporto Pendolaria 2023 le linee su cui intervenire in via prioritaria sono Napoli-Reggio Calabria, Taranto-Reggio Calabria, Salerno-Taranto, Napoli-Bari e Palermo-Messina-Catania. Sui 454 chilometri Reggio e Napoli l’Intercity più veloce (il 550 per Roma) impiega 5 ore esatte a una media commerciale di 94 km/h, mentre il Frecciargento 8332 ce ne mette 4 a una media di 113 km/h. Sulla tratta Caserta-Bari l’Intercity 703 da Roma impiega 3 ore e 46 minuti per percorrere 287 chilometri a una media di 82 km/h. In senso inverso, il Frecciargento 8348 per Roma impiega tra Bari e Caserta 2 ore e 44 minuti con 117 km/h di media. Va inoltre notato che, in termini statistici, sulle tratte da Napoli in giù i treni Italo risultano mediamente più lenti. Questo perché le loro tracce orarie ricalcano sostanzialmente quelle degli Intercity, di cui molto spesso ripetono le fermate (anche per massimizzare i profitti).

Qualche buona notizia

Fin qui i punti critici. Tra le soluzioni, il Pnrr prevede un finanziamento di 200 milioni di euro per l’acquisto di nuovi treni Intercity, in particolare per le regioni del sud. Con gli stessi fondi è stato programmato l’acquisto di 7 treni bimodali per la relazione jonica Reggio Calabria-Taranto, che dovrebbero essere attivi entro la fine del 2024, e di 70 nuove carrozze per i treni notturni verso la Sicilia, da immettere in esercizio entro il 2026. Nel frattempo, oltre al rinnovo del parco trazione tramite l’upgrade tecnologico delle locomotive Fs per Intercity E 401, E 402, E 403 ed E 414, va segnalato il completamento del revamping delle vetture già in circolazione, che saranno gradualmente dotate di comfort sempre maggiore. Era tempo, infine, che si pensasse ai distributori automatici di cibi e bevande (installati da circa un anno), visto che i viaggi in Intercity sono più lunghi rispetto a quelli in alta velocità