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Fotovoltaico, serve una nuova scossa

La produzione di energia dal sole ha raggiunto l’8 per cento del totale in Italia, ma per centrare gli obiettivi europei occorre alzare il target

di LUIGI DELL'OLIO
La frenata dei nuovi impianti, generata dal progressivo venir meno degli incentivi, non ferma del tutto la crescita del fotovoltaico in Italia. Nel mese di settembre, con 2,35 miliardi di chilowattora prodotti (+14,4% rispetto a un anno fa), il fotovoltaico ha coperto l’8% della produzione elettrica nazionale, con impianti attivi che esprimono una potenza di circa 20 GW.
 
I numeri
Il parco italiano conta attualmente 815mila impianti, i quali ogni anno possono produrre circa 25 miliardi di chilowattora. Tuttavia, con la fine del Conto Energia, si è registrata una frenata nella posa di nuovi pannelli solari, che dal 2014 in avanti si sono attestati intorno ai 400 MW annui, appena sufficienti a sostituire la capacità produttiva che si perde con l’invecchiamento dei pannelli (ma la maggior parte degli impianti attualmente attivi ha un’età tra gli otto e i dieci anni). Di pari passo, però, continua a scendere il costo dei nuovi impianti di produzione dell’energia dal sole, i cui costi sono in molti casi ormai competitivi rispetto a quelli tradizionali.
Sono alcuni degli spunti emersi nel corso del convegno “Il fotovoltaico italiano verso il 2030. Scenari per il rinnovamento e per i nuovi impianti”, organizzato da Althesys, che si è da poco concluso a Rimini.
 
Alzare gli obiettivi
L’Italia è stata a lungo capofila a livello europeo sul fronte degli investimenti, anche se il venir meno degli incentivi ha frenato gli entusiasmi. Con i nuovi obiettivi della Unione europea, che prevedono di raggiungere il 32% di energia rinnovabile al 2030, l’Italia dovrà rivedere al rialzo il target previsto dalla Strategia Energetica Nazionale 2017 (28%), e le rinnovabili dovranno fornire il 62% dell’energia elettrica contro il 55% dell’impegno attuale. In questo scenario, il fotovoltaico dovrebbe collocarsi sui 68 GW contro i 19,7 GW del 2017, per cui la strada da percorrere è ancora lunga. Se invece saranno centrati i nuovi obiettivi in linea con i target europei, si arriverà a produrre 80 miliardi di chilowattora l’anno. Questo mentre impianti per 19 GW termineranno gli incentivi tra il 2029 e il 2035.
 
 

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