I numeri
Il parco italiano conta attualmente 815mila impianti, i quali ogni anno possono produrre circa 25 miliardi di chilowattora. Tuttavia, con la fine del Conto Energia, si è registrata una frenata nella posa di nuovi pannelli solari, che dal 2014 in avanti si sono attestati intorno ai 400 MW annui, appena sufficienti a sostituire la capacità produttiva che si perde con l’invecchiamento dei pannelli (ma la maggior parte degli impianti attualmente attivi ha un’età tra gli otto e i dieci anni). Di pari passo, però, continua a scendere il costo dei nuovi impianti di produzione dell’energia dal sole, i cui costi sono in molti casi ormai competitivi rispetto a quelli tradizionali.
Sono alcuni degli spunti emersi nel corso del convegno “Il fotovoltaico italiano verso il 2030. Scenari per il rinnovamento e per i nuovi impianti”, organizzato da Althesys, che si è da poco concluso a Rimini.
Alzare gli obiettivi
L’Italia è stata a lungo capofila a livello europeo sul fronte degli investimenti, anche se il venir meno degli incentivi ha frenato gli entusiasmi. Con i nuovi obiettivi della Unione europea, che prevedono di raggiungere il 32% di energia rinnovabile al 2030, l’Italia dovrà rivedere al rialzo il target previsto dalla Strategia Energetica Nazionale 2017 (28%), e le rinnovabili dovranno fornire il 62% dell’energia elettrica contro il 55% dell’impegno attuale. In questo scenario, il fotovoltaico dovrebbe collocarsi sui 68 GW contro i 19,7 GW del 2017, per cui la strada da percorrere è ancora lunga. Se invece saranno centrati i nuovi obiettivi in linea con i target europei, si arriverà a produrre 80 miliardi di chilowattora l’anno. Questo mentre impianti per 19 GW termineranno gli incentivi tra il 2029 e il 2035.
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