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La pandemia ha messo in crisi la sostenibilità dei set di Hollywood

Pionieri del rispetto dell'ambiente, il Covid-19 ha imposto il ritorno alle bottiglie monouso e all'utilizzo massiccio di auto. La sfida, anche per il cinema italiano, sarà quella di tornare a dare l'esempio quanto prima

di Pierpaolo Festa

Per diciassette anni Hollywood ha scommesso sulla sostenibilità applicando sui set protocolli severi che hanno contribuito non solo alla salvaguardia ambientale, ma anche alla riduzione dei budget delle produzioni. Best practice in tal senso è sicuramente The Amazing Spider-Man 2, blockbuster del 2014, premiato dall’Environmental media association con il Green seal award per i suoi “sforzi ambientalisti” legati alla corretta adozione dei principi di sostenibilità. Una manovra che ha permesso alla casa di produzione di tagliare ben 400mila dollari dal budget finale.

Ridurre i rifiuti solidi, risparmiare l’energia, limitare le emissioni di gas serra e limitare gli sprechi (sia di cibo che di materiali di scena) sono diventate le colonne portanti di questa politica green hollywoodiana. Colonne rase al suolo con l’arrivo del Covid-19. Da un giorno all’altro sui set sono tornate le bottiglie monouso e le stoviglie di plastica. Considerate altamente rischiose per la diffusione del virus anche le donazioni di cibo, bruscamente sospese.

Perfino il parco auto è aumentato: “Ogni veicolo può trasportare una sola persona - ha dichiarato ai microfoni di The Hollywood Reporter, Alexandra Derbyshire, produttrice esecutiva dell’imminente Jurassic World: Dominion -. Avevamo tanti piani per la salvaguardia ambientale ma ora dobbiamo stare attenti in primis a tutto quel che condividiamo con gli altri”.  

In che modo, dunque, la fabbrica del cinema per antonomasia può conciliare sostenibilità e sicurezza? L’avvento del digitale ha drasticamente ridimensionato il consumo di carta, mentre il boom della dieta vegana sembra aver impattato sul consumo di carne. In particolare, sul set di Jurassic World: Dominion, nuovo capitolo della saga dei dinosauri creata da Steven Spielberg, atteso nei cinema per il 2022, sono stati banditi i piatti a base di carne bovina ritenuta responsabile di circa il 15% di tutte le emissioni di gas serra nel mondo.

Gli Studios sono determinati a rimanere green: Warner, per esempio, punta sull’illuminazione dei set tramite tecnologie led che possono essere attivate da remoto, riducendo il consumo di energia e, allo stesso tempo, evitando assembramenti in epoca di pandemia. Generatori a batteria vengono utilizzati, inoltre, per ridurre le emissioni di CO2. Sony segue un piano specifico denominato “Road To Zero” che, nelle ambizioni della major cinematografica, dovrebbe portarla ad azzerare le emissioni entro il 2050.  

Misure analoghe vengono applicate sui set italiani da quasi dieci anni. Il Protocollo edison green movie definisce le linee guida per una produzione a ridotto impatto ambientale, assicurando una migliore efficienza organizzativa e un risparmio economico. Il capitale umano di Paolo Virzì è stato uno dei primi titoli ad applicare severi standard di sostenibilità. Un decennio dopo, la sfida è di sensibilizzare tutte le altre produzioni.

Tra le misure adottate, la promozione dei veicoli ibridi ed elettronici sui set, il tentativo di girare sempre vicino alle metropoli per limitare gli spostamenti, la donazione di cibo ai più bisognosi. Sony, per esempio, collabora con Rock and Wrap it Up, società no-profit che combatte la povertà. Alcune produzioni hanno anche cercato di aggirare il problema delle bottiglie monouso, tornando a quelle riutilizzabili rifornite da erogatori automatici di bevande appositamente predisposti nei set.

La battaglia più grande di major come Sony, viene combattuta anche fuori dai set educando le troupe al di là dei turni e dei luoghi di lavoro. Un vero e proprio addestramento degli operai della fabbrica del cinema, allo scopo di trasformare le loro case in ambienti sempre più sostenibili. La sfida è lanciata.

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