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Economia

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Idrogeno verde, le cinque mosse per favorire la svolta green

Il Renewable energy country attractiveness index di EY ha individuato i punti chiave per accelerarne lo sviluppo in Italia
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L'idrogeno verde rappresenta una leva fondamentale per contribuire a soddisfare gli ambiziosi obiettivi sostenibili di zero emissioni. Nonostante la grande abbondanza universale di questo gas, per decenni le difficoltà principali risultavano nell'impiegare adeguati processi tecnologici per produrre idrogeno verde, dunque a basso impatto ambientale, con prezzi contenuti. 

Sono cinque i fatti chiave che possono dunque accelerare l'adozione dell'idrogeno verde in Italia come nel resto del mondo individuati dal Renewable energy country attractiveness index di EY: in primo luogo, è necessario accelerare la riduzione dei costi partendo da un'evoluzione delle tecniche di produzione e delle economie di scala (le previsioni suggeriscono che ci vorranno dieci anni per raggiungere la convergenza dei costi con l'idrogeno grigio). Un'altra componente del costo totale dell'idrogeno è la complessità di collegare grandi punti di produzione con un consumo decentralizzato: per una soluzione nel breve termine occorrerebbe sviluppare delle aree di rifornimento per collegare un fascio di punti di consumo con uno o più punti di produzione, limitando la complessità.

Come terzo aspetto, risulta essenziale armonizzare la regolamentazione e gli incentivi in materia di idrogeno verde, come realizzato nell'ambito del solare e dell'eolico che hanno raggiunto la grid parity in 20 anni. Poi va rivisto il ruolo degli operatori lungo tutta la catena di approvvigionamento energetico: è fondamentale per accelerare le capacità di generazione, stoccaggio e distribuzione di questa energia. Infine è importante mettere in evidenza i benefici dell'idrogeno verde nel raggiungimento di una società decarbonizzata e più sostenibile che potrebbe incentivare i consumatori, per una più rapida adozione di questa energia.

Driver di breve periodo per lo sviluppo delle rinnovabili

Per quanto attiene invece ai fattori contingenti o di breve periodo delle energie rinnovabili, si rileva in primo luogo un forte aumento del prezzo dell'energia elettrica all'ingrosso (triplicato in 14 mesi). Questo è dovuto a un aumento dei prezzi delle materie prime (in particolare del gas e di un'eventuale carenza di volumi per il futuro prossimo) e del prezzo della CO2.

Questo rappresenta un fattore di rilievo in quanto rende profittevoli e interessanti qualsiasi tipo di investimento in rinnovabili che andrebbe a essere remunerato a un valore molto più alto rispetto a un anno fa. In parallelo, il mercato dei Power purchase agreement (Ppa) è in costante maturazione e con un conseguente aumento della frequenza delle transazioni oltre alla durata e alla dimensione. Si registra infatti una progressiva ripresa della pipeline di progetti di impianti rinnovabili.

Questi continuano infatti a essere strumenti importanti, in grado di accelerare lo sviluppo delle rinnovabili in Italia e quindi di contribuire a raggiungere gli obiettivi nazionali. Dal lato della domanda, le aziende interessate a sottoscrivere Ppa sono ancora poche a causa della complessità di gestire contratti di lungo periodo e a prezzi fissi o quasi rispetto a un mercato molto volatile.

Tuttavia, sono invece più attive e dinamiche nella ricerca di Ppa le utillity, grazie alla loro capacità di gestire meglio il rischio all'interno di portafogli grandi e differenziati. Sul lato dell'offerta, c'è un forte interesse da parte degli sviluppatori: il mercato sta infatti dimostrando l'interesse e la capacità di proporre offerte a prezzo fisso con durate che si estendono fino a 10 anni. Non tutto però è andato a regime: per esempio permangano forti limiti per le aziende per quanto attiene alle procedure di autorizzazione per la costruzione di nuovi impianti che restano ancora lunghe.