L'Italia sarà co-investitore nella Global energy alliance for people and planet (Geapp). Parliamo del mega-fondo multilaterale di dieci miliardi di dollari nato per accelerare la transizione ecologica nel Sud del pianeta. Lo ha annunciato il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani: "Si tratta di un'iniziativa molto importante - ha detto - la Global Energy Alliance prevede la costituzione di un fondo che vuole arrivare a 100 miliardi, con l'obiettivo di accelerare sulla transizione energetica e per creare green jobs nei Paesi più deboli".
Un impegno da completare entro i prossimi dieci anni. L'Italia parteciperà con una dotazione di dieci milioni di euro. Denaro pubblico e privato da canalizzare nella risoluzione di tre problemi urgenti nei Paesi poveri: in primis quello energetico, fornendo a un miliardo di persone in Asia, Africa e America Latina elettricità affidabile, pulita, rinnovabile. Il secondo problema è quello climatico, evitando l'immissione in atmosfera di 4 milioni di tonnellate di CO2. Infine, c'è da affrontare l'emergenza occupazionale, che interessa questi Paesi, puntando alla creazione di oltre 150 milioni di posti di lavoro.
Oltre all'Italia, alla Geapp hanno aderito altri nove Paesi europei. "La Global Energy Alliance - ha sottolineato Cingolani - è nata in pochi mesi con una capacità d'azione ottima. E con un piccolo contributo di idee italiane. Noi parteciperemo come ministero della Transizione ecologica perché, essendo un'azione di multilateralismo, è presente anche il pubblico. Siamo co-investor ma come capite quando si tratta di fondi di così grandi dimensioni il co-investimento non è tanto quello finanziario ma quello delle idee".
La regia sarà degli stati che parteciperanno con un investimento pro capite di dieci milioni di euro, ma i capitali arriveranno anche da attori del settore privato. Il fundraising si sta aprendo in questi giorni. L'iniziativa si inserisce in quella collaborazione pubblico-privato auspicata dal presidente del Consiglio, Mario Draghi. La Global energy alliance for people and climate, promossa da The Rockfeller Foundation, vede fra i suoi partner Cdc, Ifc (Gruppo banca mondiale), Idb Invest, Power Africa (partnership col governo Usa), Rmi, Sustainable Energy for All, Usaid, Ikea Foundation, International Solar Alliance, Cop26, Bezos Earth Fund, World Bank Group, Adb, European Investment Bank, African Development Bank Group, Dfc, International Renewable Energy Agency (Irena).
Cingolani ha anche evidenziato come sia necessario accelerare l'abbattimento delle diseguaglianze "senza le quali la nostra azione sul cambiamento climatico sarebbe monca. Ci sono Paesi a medio sviluppo in cui il passaggio alle rinnovabili può avvenire inserendo l'intelligenza artificiale nelle reti con le cosiddette smart grid, che possono assorbire le variabili meteo in grado di condizionare la produzione di elettricità". Nel mondo ci sono ancora stati in cui la rete elettrica non esiste del tutto. In Etiopia, ad esempio, 70 milioni di persone sono senza corrente e solo il 10% di suolo è irrigato. In India il 40% delle attività commerciali rurali si affida a generatori a gasolio, con un consumo da un miliardo di litri l'anno.