“L’azione per il clima non è un gioco a somma zero. Non esiste ancora un’alternativa a basso costo per riscaldare edifici industriali, produrre elettricità, cucinare pasti, guidare un veicolo a motore, trasportare merci marittime e salire a bordo di un aereo. Le fonti energetiche rinnovabili esistenti come il vento, il sole e l’acqua non possono ancora sostituire sufficientemente gli idrocarburi”. Yury Sentyurin, segretario generale del Gecf (Gas exporting country forum), ha posto l’accento su uno dei nodi cruciali della transizione energetica.
Parlando alla cinquantesima edizione delle Conferenze sul gas promossa dal forum, l’esperto ha ricordato come se la produzione totalitaria di energia da fonti rinnovabili è un traguardo di medio termine, occorre anche fare i conti con i limiti delle tecnologie esistenti e con quanto si prospetta per il futuro prossimo.
Evoluzione per step
Una posizione condivisa dal presidente della International Gas Union (Igu). Secondo Joe M. Kang, una delle questioni centrali nella transizione energetica può giocarlo il gas naturale. “Il dibattito sul cambiamento climatico negli ultimi anni è stato intenso, ma il mondo non è andato lontano per allinearsi a un approccio che ci consenta di affrontare le enormi sfide della decarbonizzazione, dell’accesso all’energia e della sicurezza energetica”, ha sottolineato l’esperto. Per il quale è fondamentale un cambio di passo, che tenga conto di ciò che non ha funzionato e ricerchi soluzioni pragmatiche.
Approcci differenziati
Un altro aspetto da considerare, ha ricordato Kang, è che in gioco non c’è una sola sfida, dato che ciascun Paese – per una serie di ragioni che vanno dal clima alle diverse sensibilità sociali, alla tradizione – ha priorità e target differenti. Di certo, ha ricordato, nelle nazioni più ricche, con un’elevata CO2 pro capite, sono disponibili risorse e infrastrutture per accelerare la decarbonizzazione. Secondo il presidente di Igu, gli Stati dovrebbero impegnarsi in primo luogo a mettere intorno a uno stesso tavolo gli innovatori del settore energetico, per cercare la soluzione più adatta al proprio contesto.
A questo proposito, i relatori hanno fatto notare che dal momento della fondazione di Igu, nel 1931, il gas naturale è passato dal suo utilizzo minimo nella generazione di elettricità fino a soddisfare quasi un quarto del fabbisogno di energia primaria del mondo, fornendo luce, calore ed energia a miliardi di persone in tutto il mondo. Secondo le ultime proiezioni dell’organizzazione, contenute nel “Global gas outlook 2050”, il gas naturale diventerà la principale fonte del mix energetico mondiale dal 24% di oggi al 28% entro 20 anni.