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Birrerie artigianali, Baladin fa la "colletta"

Teo Musso, il maestro dei birrai artigianali, punta sul crowdfunding per creare il primo Open Garden  attorno al quale raccogliere una community legata ai valori della terra, dell’agricoltura sostenibile, delle piccole aziende locali, lontano dai grandi agglomerati urbani e dal dominio delle multinazionali. 

Paola Jadeluca
A 12 ore dal via aveva già raccolto oltre 6.000 dollari, il 3% dell’obiettivo di raccolta che punta a raggiungere i duecentomila dollari in un mese di campagna. Teo Musso, il re dei birrai, punta sul crowdfunding, anzi sulla "colletta", come ha giustamente detto Carlo Petrini di Slow Food, per creare il primo Open Garden della birra artigianale italiana insieme ad una community riunita intorno ai valori della terra, dell’agricoltura sostenibile, delle piccole aziende locali, lontano dai grandi agglomerati urbani e dal dominio delle multinazionali.  La raccolta è partita ufficialmente oggi sulla piattaforma Indiegogo,  in occasione della settimana della terra.L'ultima delle innovazioni  di Teo Musso, 52 anni, il primo a creare un microbirrificio artigianale in Italia, il Baladin, a Piozzo, provincia di Cuneo. A luglio scorso ha inaugurato un nuovo stabilimento, nella più antica cascina, in un’area di 72.000 metri quadri con edifici del 1700, tre fonti d’acqua e una colonia di caprioli. Già ad aprile ha ospitato il corso di laurea specialistica in tecnologia birraria dell’Università di Scienze Gastronomiche, quella di Slow Food con sede a Pollenzo, che ha disposizione un vero micro birrificio. Chi esce con la laurea specialistica in tecnologia birraria, non ne ha mai avuto uno a disposizione. Sono già in funzione i nuovi macchinari per raccogliere il luppolo e separarne i fiori, in modo da rendere il processo più economico e poter usare solo luppolo in fiore. Autarchia, è questo il mito di Teo Musso che entro il 2022 vuole arrivare a produrre al 100% da sé la materia prima, un progetto presentato al programma europeo Horizon 2020. Siamo già sulla buona strada: oggi Le Baladin produce da sé l’85% della materia prima, con 400 ettari coltivati a orzo in diverse regioni, e per il 50% dell’energia. Dal 2012 Baladin è diventato il primo birrificio agricolo, per rafforzare questo impegno sostenibile di autosufficienza. Scelta che si paga: a livello economico, infatti, la gestione diretta di una coltivazione ha costi più alti
 
rispetto alle colture di taglio industriale e non c’è dunque una immediata redditività. Ma Teo Musso va avanti per la sua strada. Il mondo Baladin nasce nella patria del vino. Era il 1986: Carlo Petrini a Bra fondava Arcigola, poi diventata Slow Food; poco distante, Teo apriva il primo pub. Poi inizia a impiantare alambicchi nel pollaio di famiglia. Oggi Baladin è un marchio che ha fatto il giro del mondo. E Piozzo,1000 anime, sembra Amsterdam. Lo storico pub del birrificio riceve centinaia di persone al giorno, d’ogni età e nazione; il nuovo locale-resort, Casa Baladin, dall’altro lato della piazza, è per pochi intimi: si inizia con un bagno turco e si finisce con un té. L’aperitivo può essere una Mama Kriek, birra di ciliegie selvatiche. Alla mamma dei suoi figli, invece, è dedicata l’etichetta più famosa, Nora, aromatizzata con mirra, resina di una pianta etiope, e zenzero: si sposa con filetto di coniglio al timo serpillo e cipolla candita. Si chiude con la Xyauyù, una doppio malto che sembra uno sherry, abbinata a Dolce e Salato, torta di cioccolata. “ Craft beer and fine dining pair up in Italy ” , “La birra artigianale si sposa con il cibo raffinato”, cosi a fine 2008 il New York Times titolava un reportage sui birrifici artigianali d’Italia. In particolare il suo, che ha fatto da traino per tutto il comparto. Tanto che la Carlsberg, big del settore, l’ha premiato a Copenaghen numero uno per “cultura della birra del mondo”. I campi incolti attorno a Piozzo li ha riattivati ingaggiando i contadini del luogo. Quando la gente lasciava la terra, lui la rilanciava, metteva a coltura le zucche, per fare la confettura tipica delle sue parti. Ma se i piedi sono nella terra, la testa è al settimo cielo, tra le tendenze più innovative. Il Jim Morrison della birra, come lo hanno ribattezzato, un birraio del nuovo millennio. Casa Baladin ricavata da un immobile del 700 in rovina è finita sulle riviste internazionali di architettura per il camino telescopico firmato da Norman Forster: il prototipo è al Moma di New York, ma «Casa Baladin è uno dei luoghi dove meglio si colloca », ha detto Dominique Imbert, l’architetto che li produce. Innovazione e tradizione, la birra Baladin è diventata il perno di una serie di business. Tredici locali sparsi in Italia, un albergo a Marrakech, e vari “presidi” all’interno di Eataly. Oscar Farinetti, tra i primi a comprenderne l’ingegno, è il socio di minoranza più illustre di Baladin, marchio ormai noto ovunque. Insieme hanno dato vita ai brewpub all’interno di alcuni negozi Eataly, Birreria. Ha fatto storia Birreria, nello stesso edificio di Eataly a New York: il locale di Farinetti, 4.500 metri quadri, al piano terra, lui sulla terrazza, proprio di fronte al Flatiron, il grattacielo più famoso di Manhattan, all’incrocio tra la Quinta Strada e Broadway. Una parabola che ha portato Teo Musso a creare persino una società di viaggi che organizza escursioni nel deserto della Tunisia. Una delle tappe, la creazione di Open Baladin, la casa di tutte le birre artigianali, prima a Torino, poi a Roma, e infine in altre cittò. Open sta a indicare che la ricetta è aperta a tutti, altro progetto rivoluzionario, come i programmi informatici open source. Venticinque milioni di euro di fatturato, al 15% all’estero. Un piccolo impero tra i giganti del settore. Adesso Teo s’è scoperto anche un animo da “angel venture” , come si chiamano i ricchi che mettono mani al loro portafoglio per aiutare start-up innovative. Insieme a Joe Bastianich, famoso produttore di vino friuliano, ma ancor più famoso ristoratore a New York, e Andrea Illy, è protagonista di Bar Fight, sfida all’ultimo caffè, in onda su Sky Uno, che aiuta giovani baristi con un’idea innovativa. Ai vincitori Teo fa sempre un’offerta: vuole entrare in società, tanto ci crede sul business premiato da volerlo condividere. Il Regno Unito guida le classifiche per numero di birrifici edimicrobirrifici. L’ Italia si classifica quarta e terza. Sul podio Germania e Francia

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