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Impresa Italia

Storie, fatti, numeri di un Paese che sfida la crisi. Ecco chi sono i protagonisti del made in Italy che investono e crescono in un mercato sempre più competitivo

Fanuc investe sull’Italia

La multinazionale giapponese attiva nel settore dell’automazione industriale ha da poco inaugurato una nuova sede a Lainate e si appresta ad aumentare ulteriormente il numero degli addetti

di SIBILLA DI PALMA
L’aumento del personale, oltre a una nuova sede da poco inaugurata a Lainate. Così Fanuc, azienda multinazionale giapponese attiva nel settore dell’automazione industriale, punta a crescere in Italia. Presente a livello globale con un network di oltre 263 filiali in 160 paesi (con ricavi per 6,6 miliardi di dollari nel 2018) l’azienda ha scelto di investire nel nostro paese raddoppiando il numero degli addetti passati dagli 80 del 2014 ai 160 attuali (con in previsione ulteriori dieci assunzioni). Lo scorso luglio la società ha inoltre inaugurato a Lainate, in provincia di Milano, una nuova sede con un investimento da 25 milioni di euro che rappresenta il più grande fatto dal gruppo in Europa.
 
Una novità con la quale l’obiettivo è “offrire alle aziende un hub tecnologico dove informarsi, formarsi e testare diverse soluzioni di automazione per trovare quella più confacente ai propri specifici bisogni”, evidenzia Marco Ghirardello, managing director di Fanuc Italia.

Lo spazio comprende infatti “uno showroom dove poter vedere al lavoro alcune soluzioni di automazione applicate a casi reali in diversi settori di mercato, quali ad esempio food, logistica, meccanica, automotive, aerospace; un’area training dove si svolgono i corsi Fanuc Academy rivolti a diversi livelli di utenze, dal personale specializzato fino al privato che vuole formarsi per riqualificare il proprio profilo professionale; infine, un’area di test tecnici dove è possibile eseguire prove di produzione specifiche ad hoc sulle esigenze del cliente”.
 
Investimenti che il gruppo ha scelto di attuare nella Penisola perché considerato un mercato strategico. “L’Italia è infatti uno dei paesi a cui il Giappone guarda con più frequenza per gli sviluppi R&D che vengono poi realizzati a livello mondiale. Questo proprio perché ha una reputazione molto importante nell’ambito della manifattura e dell’automazione”. Un mercato, quello italiano, che corre a doppia velocità: “Da un lato aziende, anche Pmi, che hanno investito in automazione magari approfittando degli incentivi Impresa 4.0, ne hanno percepito i vantaggi e continuano a investire in questo settore”, spiega Ghirardello. Che aggiunge come invece “i più conservativi faticano ancora ad approcciarsi a questo mondo, aumentando così il gap tecnologico non solo con gli altri attori italiani ma anche con il panorama internazionale”.
 
Mentre tra i settori quelli maggiormente in crescita vedono in prima fila la robotica e la digitalizzazione di fabbrica. In particolare, attraverso “strumenti, sia hardware che software, che consentano di connettere la parte di operation technology con l’information technology. Questo ramo avrà una grandissima espansione, e la nostra esperienza ci dice che non è solo un tema di interesse per le grandi multinazionali, ma anche per gestire meglio i processi, quali ad esempio la pianificazione di produzione o la programmazione di manutenzione nelle Pmi”.
A livello di progetti per i prossimi anni, “lavoreremo molto sul tema digitalizzazione di fabbrica, cercando di valorizzare le soluzioni IIoT (Industrial Internet of Things) a nostra disposizione quale strumento competitivo per le aziende”, sottolinea il managing director. “Ci concentreremo inoltre sull’automazione, su due fronti principali: da una parte ampliando il portafoglio di soluzioni di robotica collaborativa, dall’altro incentivando le soluzioni integrate - macchina utensile e robot - in asservimento”. Oltre a questo, “valorizzeremo sempre di più le funzionalità di intelligenza artificiale presenti di serie su molti prodotti in gamma: le macchine potranno così in autonomia correggere il proprio operato grazie all’autoapprendimento”. Resta poi centrale l’attenzione sull’assistenza tecnica, “con l’obiettivo di arrivare alle otto ore dalla chiamata alla risoluzione del problema”. Infine, l’intento è continuare a porsi come un partner per le aziende. In quest’ottica, “metteremo a disposizione la nostra sede organizzando un fitto calendario di eventi e seminari per divulgare la cultura dell’automazione a 360 gradi”, conclude.
 
 
 

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